MARTINE BEAUREGARD/ La morte della prostituta più ambita di Torino: svolta a 50 anni dal delitto?

- Dario D'Angelo

Omicidio Martine Beauregard: la “bella di notte” più ambita di Torino uccisa 48 anni fa. Clamorosamente la Procura ha deciso di riaprire il caso, merito del racconto di una donna…

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Immagine di repertorio (LaPresse)

Neanche il commissario Montesano, uno che a quei tempi a Torino veniva considerato uno sbirro difficile da ingannare, era riuscito a venire a capo dell’omicidio di Martine Beauregard, la “bella di notte” di origini francesi più ambita di Torino, che nel giugno del 1969 venne trovata senza vita nei pressi dell’ippodromo di Torino. A distanza di 48 anni, però, anche questo cold case della cronaca italiana pare potersi riaprire. Decisiva, come riportato dall’Ansa, la testimonianza di una donna che l’anno scorso si è recata in Pricura facendo una clamorosa rivelazione. Il marito, un imprenditore edile, le avrebbe infatti confessato in punto di morte che suo zio era coinvolto nell’omicidio della Beauregard. L’uomo, subito dopo il ritrovamento del cadavere dell’allora 25enne, si trasferì in Sud America. A coordinare le indagini, adesso, è il pm Andrea Padalino, ma c’è da fare i conti con un problema non da poco: il vecchio fascicolo non si trova, è misteriosamente scomparso anni fa dagli archivi di Palazzo di Giustizia. Al fatto che sia un caso, credono in pochi.

CHARLIE CHAMPAGNE

Quella di Martine Beauregard fu già mezzo secolo fa un’indagine complicata. Inizialmente ad essere arrestato fu il compagno e protettore Ugo Goano, assolto per insufficienza di prove nel 1971. Subito dopo ad auto-accusarsi fu Carlo Campagna, anche noto come Charlie Champagne, che un bel giorno telefonò a Montesano e ammise:”La Beauregard, commissario, l’ho ammazzata io. E adesso le spiego come“. Fatto sta che gli inquirenti non furono convinti, troppo contrastanti le sue stesse dichiarazioni, c’era qualcosa che non tornava. Charlie Champagne era un mitomane o proteggeva qualcuno. Nel 2010, intervistato da La Stampa, il diretto interessato fece spallucce:”Ma chi lo sa. Ero giovane. E strafatto. E poi se non ci fosse stato Montesano magari la storia andava in un altro modo. C’era la tv fuori dalla porta della questura, c’erano i giornali. Storie vecchie“. A lui, più che altro, interessava coltivare la fama che derivò da quel caso, che contribuì ad accrescere anche il suo successo con le donne:”Una sera sono in un ristorante, mi alzo e vado in bagno. Dietro di me arriva una bella donna, mi ferma e mi fa “al tavolo mio marito e il suo amico non hanno fatto altro che parlare di lei, e molto male. Io non ho resistito e sono venuta a conoscerla.”. Mi diede il numero di telefono, ci vedemmo qualche volta“.



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