SOPRAVISSUTA ALL’ABORTO/ Interruzione di gravidanza a 8 mesi: un angelo la salva dal diavolo

- Paolo Vites

Doveva essere abortita all’ottavo mese ma nacque viva, una infermiera sconosciuta la salvò facendola curare. L’incredibile storia di Melissa scampata a una morte voluta

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(LaPresse)

Per Melissa Ohden, 40 anni, residente nel Missouri, quella infermiera è il suo angelo che le ha salvato la vita. Ma c’è un’altra infermiera, presente in quei giorni, che invece è il suo diavolo, che ne voleva la morte a tutti i costi. Tutto questo l’ha scoperto dopo quasi vent’anni. Era l’agosto del 1977 quando una donna abortì all’ottavo mese di gravidanza, dopo una settimana di iniezioni di salina, una soluzione fisiologica contenente cloruro di sodio in acqua, un metodo che non si usa più solo perché dà scarsi risultati nell’ottenere un aborto. La donna lascia l’ospedale convinta che la figlia sia morta. Ma non è così. In qualche modo sopravvive, e quel modo, scoperto solo ora, è sconvolgente. Facendo ricerche durate 17 anni, Melissa scopre che la responsabile del reparto, quando le altre infermiere si erano accorte che la bambina era sopravvissuta, aveva ordinato di lasciarla morire. Quando ha scoperto chi era quella donna, per Melissa è stato uno shock: era la madre della donna che aveva cercato di abortirla, dunque sua nonna. E ha anche scoperto che la madre, allora 19enne, era stata obbligata ad abortire contro la sua volontà dalla nonna. Per fortuna una delle infermiere si commuove sentendo la piccola che piange, e la fa ricoverare: Melissa soffre di di disturbi respiratori, convulsioni e i medici sostengono che se sopravvive avrà problemi visivi, perdita dell’udito e ritardi nello sviluppo. Ma dopo tre mesi di ospedale la piccola sta quasi bene, tanto che una coppia decide di adottarla. La coppia ha già adottato un’altra bambina di 4 anni più grande, ed è proprio durante un tipico litigio tra sorelle quando ha 14 anni, che Melissa scopre la verità: la sorella le urla che almeno a lei anche se adottata i genitori hanno voluto farla nascere.

Il risultato per Melissa è la caduta nell’alcolismo, per uscirne si iscrive all’università. Scoprirà poi anni dopo che la nonna materna è una docente di quella università, la stessa donna che ne aveva voluto la morte. Le ricerche affannose continuano: prima riesce a risalire ai nonni a cui scrive. Le risponde il nonno dicendo che non hanno più avuto contatti con la figlia da decenni. Trova poi il padre biologico, il quale non si fa incontrare, scoprirà dopo poco che è morto. Contatta i figli, i quali le dicono che il padre diceva spesso loro di “avere un segreto così terribile da non poterne parlare”. Ma le dicono chi era la sua fidanzata ai tempi del college. Quella donna è sicuramente la madre. Finalmente Melissa la trova: la donna non ha idea che la figlia è sopravvissuta a quell’orribile tentativo di aborto. Le spiegherà che il suo fidanzato di allora l’aveva messa incinta e che i suoi genitori l’avevano obbligata a abortire. Ecco il segreto del padre biologico: il pentimento per non aver trovato la forza di opporsi. L’incredibile storia si conclude qui, con  madre e figlia che si incontrano per la prima volta. Salvate entrambe da un angelo misterioso che strappò Melissa dalle grinfie di un demonio.



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