Terza Guerra Mondiale/ Iran, Zarif vs Trump: “col suo discorso viola accordo su nucleare” (ultime notizie)

- Niccolò Magnani

Terza guerra mondiale, ultime notizie di oggi 15 ottobre 2017: Iran e Corea del Nord, le minacce del nucleare e le accuse di Donald Trump. Seul, “Pyongyang pronto a lancio missili”

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Corea del Nord, Trump-Kim il prossimo 12 giugno (LaPresse)

Il ministro degli Esteri Javad Zarif, uno dei principali artefici dello storico accordo sul nucleare Iran-Usa-Onu, ha parlato e risposto alle accuse poste da Trump che hanno aperto il nuovo “fronte” della guerra mondiale, per ora solo diplomatica per fortuna. «Donald Trump ha violato l’accordo sul nucleare con il suo discorso», spiega il diplomatico di Teheran che risponde alle accuse di terrorismo lanciate dal presidente Usa. Proprio quel discorso, secondo Zarif, avrebbe infranto tre punti dell’accordo siglato da Obama e Mogherini con Teheran, «la clausole sono quelle che fanno riferimento alla “buona fede” dei firmatari l’intesa nell’attuazione di quest’ultima e al mandato, per gli Stati Uniti e il Congresso, di non reimporre e non reintrodurre sanzioni all’Iran riguardo al suo programma nucleare». Con l’accusa mirata di Trump, secondo Zarif, verrebbe stralciato un accordo che è sempre più in bilico con difficili possibilità di mediare da parte della comunità internazionale.

KIM, “TRUMP STRANGOLATORE DI PACE”

Torna a parlare il dittatore nordcoreano e le minacce agli Usa di uno scontro mondiale sono tutt’altro che ridotte. «Trump è uno strangolatore di pace e un mercante di guerra», si legge nel quotidiano ufficiale del regime, il Rodong Sinmun. Gli Usa e l’Onu vengono visti come il diavolo a Pyongyang, pronta a scatenare battaglia e guerra mondiale contro chiunque voglia fermare il piano nucleare del Partito dei Lavoratori al potere. «L’amministrazione Trump, argomenta il giornale del Partito dei Lavoratori al potere, sta vendendo armi alla Corea del Sud e al Giappone perchè arricchisce le aziende produttrici di armi americane, ma nel contempo crea una situazione che fa drizzare i capelli», riporta ancora il pensiero del giovane dittatore, che arriva a minacciare anche l’Australia per il suo ruolo schierato apertamente a favore degli Stati Uniti. «Se l’Australia continuerà a seguire l’imposizione da parte degli Stati Uniti di pressioni economiche e militari sulla Corea del Nord, nonostante i nostri ripetuti ammonimenti, non potranno evitare un disastro», conclude l’agenzia nordcoreana. 

SEUL, “COREA DEL NORD PRONTA A NUOVO TEST MISSILISTICO”

Il Medio oriente? Una polveriera pronta ad esplodere. Corea del Nord’? Pure. Per la terza guerra mondiale purtroppo il 2017 verrà ricordato come l’anno in cui le tensioni internazionali sono arrivate al livello forse massimo mai raggiunto in questi lunghi anni post-Guerra Fredda. Con la speranza che il 2018 sia l’anno dove si “sgonfino” queste tensione, bisogna dare notizia di un possibile prossimo test missilistico di Pyongyang, che i media sudcoreani da giorni stanno rilanciando con nuovi dettagli. A scriverlo questa volta è il Tino Ilbo, quotidiano di Seul, secondo il quale i satelliti americani hanno registrato lo spostamento dei lanciatori in quattro zone diverse del Paese. È stato riferito che la Corea del Nord può sperimentare diversi tipi di armi, tra cui il missile balistico a medio raggio Hwaseong-12: non si esclude inoltre che la Corea del Nord possa eseguire diversi lanci di missili contemporaneamente. Non ci sono conferme per ora ma che Kim Jong-un sia pronto a scatenare qualcosa ormai è cosa risaputa.. 

RISCHIO CONFLITTO IRAN-ISRAELE

Il clima di tensione nelle cancellerie di mezzo mondo è palpabile. Dopo la conferma che Donald Trump è intenzionato a considerare carta straccia l’accordo sul nucleare con l’Iran firmato dal suo predecessore alla Casa Bianca, Barack Obama, il rischio di una Terza Guerra Mondiale non è mai stato così concreto. Nel giro di pochi mesi gli equilibri geopolitici sono stati completamente ribaltati. Se l’Iran poteva godere di buoni uffici presso l’amministrazione Obama sortendo lo sdegno di Arabia Saudita e Israele. Al contrario con Trump al potere sono proprio Benjamin Netanyahu e i sauditi i primi sostenitori di Washington. Non è un caso, come riferisce Il Corriere della Sera, che sia stato proprio il premier israeliano a plaudire alla risoluzione americana parlando di “decisione coraggiosa”. Approvazione arriva anche da Riyadh: Trump ha ormai scavato una linea rossa abbracciando il mondo arabo sunnita. Gli sciiti quanto a lungo si accontenteranno di osservare le sue mosse? La possibilità di una guerra tra Iran e Israele, oggi, è più credibile. (agg. di Dario D’Angelo)

L’AMERICA “PERDE” L’EUROPA?

L’annuncio di Donald Trump di voler “decertificare” l’accordo sul nucleare siglato nel 2015 da Usa e Iran, rischia di accendere la minaccia per lo scoppio di una Terza Guerra Mondiale? Questo è il quesito che affolla le menti dei diplomatici di tutta Europa, che non a caso ieri hanno tentato di preservare l’intesa mettendo in chiaro i loro “distinguo” rispetto alla risoluzione annunciata dal tycoon newyorchese. Paesi come Francia, Germania e Regno Unito hanno “preso atto” della decisione del Presidente americano pur rimanendo per parte loro “impegnate” a rispettare l’accordo ratificato dalle Nazioni Unite e a favorire una sua “piena attuazione da tutte le parti”. Risuonano in questo senso in maniera inquietante le parole del segretario di stato tedesco Sigmar Gabriel, di cui dà conto sputniknews.com, secondo cui “è fondamentale che l’Europa aderisca all’unanimità su questo tema. Dobbiamo dire agli americani che la loro politica riguardo l’Iran spinge noi europei a una posizione comune con la Russia e la Cina contro gli USA”. Il delicato equilibrio geopolitico, insomma, rischia di spostarsi: gli Stati Uniti stanno per essere isolati? (agg. di Dario D’Angelo)

GLI USA E LA “GRANA” IRAN

Come annunciato ieri mattina, nella serata è arrivata la conferma: la terza guerra mondiale sotto traccia e con la forte minaccia della bomba nucleare, per gli Stati Uniti non arriva solo dalla Corea del Nord ma anche dall’Iran. A due anni dall’accordo di Obama, Ue e Iran per fermare il nucleare di Teheran, Donald Trump stralcia la conferma di quell’accordo che mai come ora si trova in fragile condizione. «Se l’amministrazione americana non riesce a raggiungere un accordo con il Congresso e con gli alleati su una nuova intesa con l’Iran allora l’accordo verrà cancellato». Trump ha sottolineato che ha il potere di revocarlo in qualsiasi momento, “lavoreremo con i nostri alleati per contrastare le attività del regime»: al momento la situazione è alquanto complessa e la reazione di Iran, Europa e dello stesso Onu è di contrasto alle minacce lanciate ieri sera dalla Casa Bianca del tycoon più odiato del pianeta. L’accordo «è stato ratificato dall’Onu, Trump non può fare ciò che vuole», ha risposto immediatamente il presidente Rohani da Teheran. Dagli Usa l’accusa è arrivata però fortissima e si rischia davvero che salti tutto dopo anni di difficile costruzione di un ponte tra il regime iraniano (va ricordato che siamo sempre di fronte ad un regime teocratico, non dimentichiamolo, ndr) e il mondo occidentale: con alle porte lo scontro con Pyongyang, aprire un nuovo fronte di scontro un regime nucleare potrebbe essere letale dal punto di vista diplomatico e geopolitico.

«L’Iran è sotto il controllo di un regime fanatico a cui non permetteremo di avere la bomba atomica. L’accordo con Teheran sul nucleare è una delle peggiori e più sbilanciate transazioni che gli Usa abbiano mai intrapreso, a breve manderemo nuove sanzioni più repressive». Le accuse di Donald Trump sono gravissime e puntano il dito sul mancato rispetto dell’accordo fatto dall’Iran in questi due primi anni dopo la sigla: «La Storia ha mostrato che più ignoriamo una minaccia, più questa minaccia diventa pericolosa. Vogliamo che l’Iran non ottenga mai le armi nucleari poiché è una dittatura, un regime fanatico. Il regime resta il maggior sponsor del terrorismo e sostiene Al Qaeda, Hamas e altre reti terroristiche. L’accordo sul nucleare iraniano è stato uno dei peggiori nella storia degli Stati Uniti». La guerra mondiale per ora resta diplomatica, ma con queste basi purtroppo le speranze per il prossimo futuro non sono delle più rosee.

MANOVRE CONGIUNTE USA-SUDCOREA

Era atteso da giorni la comunicazione, ora è ufficiale dopo le ultime parole di Donald Trump: la prossima settimana Usa e Sud Corea “aumentano” le possibilità di uno scontro mondiale, con la loro preparazione ed esercitazione congiunta in vista di una temuta e possibile terza guerra mondiale. Washington e Seul hanno iniziato nuove manovre navali – la portaerei Ronald Reagan era già stata avvistata dalle navi russe poco meno di 20 ore fa – che li porteranno ad esercitazioni militari contro Pyongyang e le sue continue minacce nucleari. In un comunicato la 7ma Flotta Usa ha reso noto che la portaerei Ronald Reagan e due cacciatorpediniere Usa parteciperanno alle manovre: in particolare, le esercitazioni si terranno tra il 16 e il 26 ottobre nel Mar del Giappone e nel Mar Giallo. Al momento né Russia né Cina hanno rilasciato commenti a questa ennesima prova militare sull’asse Usa-Nord Corea, e gli stessi protagonisti invece commentano, «una prova intenta a a promuovere le comunicazioni, l’interoperabilità e la partnership».

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