VON BALTHASAR E DON GIUSSANI/ L’impegno del cristiano nel mondo: la nuova introduzione di Julian Carron

- Dario D'Angelo

Balthasar e don Giussani: al centro culturale di Milano la riedizione del libro che raccoglie tra il teologo svizzero e il fondatore di Comunione e Liberazione nel 1971.

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Chiesa (Foto: da Pixabay)

Un appuntamento d’alto profilo culturale è andato in scena ieri al Centro culturale di Milano. Ad essere presentata, infatti, è stata la riedizione delle 144 pagine de L’impegno del cristiano nel mondo, il libro che raccoglie il dialogo tra Hans Urs von Balthasar e don Luigi Giussani ad Einsiedeln (Svizzera) nel 1971, punto di snodo cruciale non soltanto per il movimento di Comunione e Liberazione, ma per l’intero percorso della Chiesa del secolo scorso. A dare ulteriore importanza alla ripubblicazione di Jaca Book vi è poi la prefazione di una mente lucida come quella di don Julian Carron, come hanno avuto modo di sottolineare davanti ai presenti monsignor Paolo Martinelli, vescovo ausiliare di Milano e grande esperto di Balthasar, e Claudio Mésoniat, già direttore del Giornale del Popolo di Lugano e testimone, da studente universitario, dell’incontro tra il teologo e don Giussani.

C’è però una curiosità riguardo quel dialogo: Mésoniat spiega come Balthasar accettò di partecipare a quello storico incontro “anche perché era rimasto incuriosito, ci disse, da un piccolo documento che Angelo Scola ebbe l’idea di accludere all’invito. Si trattava di un quartino, che in quei mesi la nostra comunità distribuiva, invitando i compagni a degli incontri pubblici, non solo i cristiani ma, scrivevamo “tutti coloro che in università si impegnano e lavorano per la liberazione dell’uomo” e all’interno parlavamo di “rapporti sociali nuovi, che non siano più alienati nella struttura del capitale””.

LA PREFAZIONE DI CARRON

Monsignor Martinelli, presentando la riedizione de L’impegno del cristiano nel mondo, ha citato il valore aggiunto di questo volume, la prefazione di don Carron, sottolineando che “il luogo in cui viene esplorata la pertinenza antropologica della fede non è una teoria sul rapporto Chiesa-mondo, ma la libertà. “Se la libertà non trova un oggetto adeguato che la catalizza, l’uomo resta come paralizzato nel centro del proprio io”“. La conclusione del libro, dice Martinelli, presenta una convergenza tra Balthasar e Giussani sulla figura del testimone:”Questa è l’esposizione chiesta al cristiano nella forme della testimonianza fino al martirio che è nello stesso tempo comunicazione del fatto di Cristo e invocazione perché Cristo compia in noi la verità di tutte le cose con il suo ritorno. Per questo il volume si chiude con le stesse parole che concludono la Bibbia: vieni Signore Gesù“. È Mesoniat, però, a fornire alla platea una chicca riguardante un’osservazione fatta da von Balthasar diversi anni dopo quell’incontro con don Giussani:”Tutto quello che mi è costato una vita di lavoro – disse -, tutto, uno dei vostri ragazzi lo vive già con semplicità stando dentro il vostro movimento”.

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