PULL A PIG/ Irene, prima vittima italiana:”Sono stata ingannata, è stato orribile. Ma i maiali sono loro..”

- Dario D'Angelo

Pull a pig: Irene Finotti è una 30enne di Rovigo caduta nella trappola del nuovo gioco che umilia le donne. Ecco com’è stata sedotta, abbandonata e bullizzata sul web

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Ha fatto il giro del mondo la storia della ragazza inglese sedotta e abbandonata da un ragazzo olandese dopo un viaggio fino ad Amsterdam in nome del “pull a pig“, letteralmente “inganna un maiale”, il “gioco” che sta spopolando tra i giovani e che ha raggiunto anche l’Italia. La prima vittima “certificata” è Irene Finotti, una 30enne della provincia di Rovigo che ha subito l’onta di essere umiliata e bullizzata sul web per i suoi kg di troppo per l’aver creduto che C., quel ragazzo all’apparenza tanto gentile conosciuto sul web, avesse potuto innamorarsi di lei. Irene non ha avuto paura di comunicare il suo nome: non ha vergogna, soltanto tanta rabbia, come ha confessato a Selvaggia Lucarelli che l’ha intervistata per Il Fatto Quotidiano. Ma come ha avuto inizio per Irene “pull a pig”? Tutto ha inizio quando l’amministratore di un gruppo segreto su Facebook l’ha invitata ad iscriversi:”Mi lusingava, Mi diceva che la mia riservatezza lo attirava. Mi ripeteva cose carine, mi coccolava, mi faceva sentire desiderata“. Parole che hanno fatto girare la testa alla malcapitata Irene, che all’epoca era molto più grassa di com’è oggi e ad un corteggiamento così appassionato non era abituata. Il seguito della storia, però, è anche peggiore.

PULL A PIG, IRENE FINOTTI: LE FOTO INTIME E IL PIANO INIZIALE

Il corteggiamento va avanti: Irene ormai è persa. I due si incontrano per tre sere. A raggiungere la ragazza è C.: in hotel scoppia la passione, fanno l’amore. Ma già al ritorno a Piacenza del ragazzo, qualcosa cambia. Il 31enne dice ad Irene che tra di loro non potrebbe mai funzionare. La ragazza decide allora di cancellare l’iscrizione dal gruppo, soltanto vederlo le fa male, ma non sa ancora che la sua delusione d’amore non sarà l’ultima parte brutta di questa storia:”Una mattina una mia amica mi contatta e mi dice che in quei gruppi c’era un account con una mia foto in una situazione intima. Imbarazzante. Quell’account si chiamava Irene Balenotteri“. La foto la ritraeva di spalle, nuda sul letto, ben riconoscibile dai suoi capelli blu. Sotto i commenti crudeli si sprecavano: la bullizzavano apertamente, la chiamavano cicciona, aveva 50 kg più di troppo. Irene è convinta che fosse tutto un piano: in seguito ha scoperto che una ragazza del gruppo segreto, una certa Assia, era famosa per prendere di mira le ragazze grasse.

I passi successivi sono stati il ricorso agli antidepressivi, il tentativo di ricevere aiuto da parte di una polizia postale con le mani legate: erano fake i profili che utilizzavano le foto di Irene. Ad un certo punto, però, la ragazza ha deciso di voltare pagina:”Ho fatto un’operazione per dimagrire ad aprile, in sei mesi sono ritornata quasi l’Irene di prima”. A selvaggia Lucarelli, che le chiede perché sia uscita allo scoperto, Irene oggi risponde così:”Perché potrebbe capitare a una qualunque ragazza e io voglio aiutare quelle che vivono dei momenti simili, voglio mettere in guardia una potenziale vittima, voglio che sia lei a catturare il maiale. Perché i maiali sono loro, non noi“.

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