URAGANO OPHELIA/ Video, Irlanda, Portogallo e Spagna colpite: Dublino, atterraggio da brividi degli aerei

- Niccolò Magnani

Uragano Ophelia, video e ultime notizie di oggi 17 ottobre 2017: Irlanda, Spagna e Portogallo colpite e devastate da venti, tempeste e incendi. 39 morti, “un evento raro ma non unico”

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Uragano Ophelia (LaPresse)

Dall’Irlanda all’Inghilterra, gli effetti dell’uragano Ophelia continuano anche se la potenza dell’evento atmosferico è finalmente diminuita, come del resto anche la forza devastante degli incendi in Spagna e Portogallo. Dopo la chiusura di tanti aeroporti nell’isola britannica – ad esempio il grande scalo di Belfast – sono stati tanti gli aerei che sono stati dirottati a Dublino per evitare problemi maggiori sul traffico e i rischi durante i voli. Le autorità locali hanno invitato intanto i nordirlandesi a restare in casa, così per tutto il giorno è stato suggerito dal governo di Dublino ai cittadini del sud dell’isola. Ma in questo video che potete vedere qui si può osservare come l’atterraggio dei voli in queste ore sia tutt’altro che sereno e tranquillo, lasciando i passeggeri a bordo con un brivido che corre lungo le schiene. Non ci sono danni o feriti per questi atterraggi, ma di certo si può vedere come Ophelia ancora resta un pericoloso da non sottovalutare.

VOLI CANCELLATI

Dopo aver sconquassato Irlanda, Spagna e Portogallo, l’uragano Ophelia ora arriva anche in Scozia dove secondo il servizio meteo nazionale sono previste nelle prossime ore alluvioni con allerta massima su tutta la costa occidentale. Allarme alluvione anche per la costa meridionale dell’Inghilterra, anche se saranno Galles e Scozia appunto ad essere maggiormente colpite dalla furia di un uragano che non accenna ancora a terminare la sua portata di danni e pericoli per l’intera costa atlantica. Nella notte venti forti e piogge pesanti si sono già abbattuti sulla Scozia sud-occidentale, il Galles e il settore settentrionale dell’Inghilterra: intanto sul fronte irlandese continuano la crisi degli aerei e delle compagnie di volo che hanno dovuto cancellare circa 130 tratte in partenza dall’aeroporto di Dublino. Scuole chiuse, uffici con orari ridotti e una situazione ancora in emergenza mentre i venti di Ophelia proseguono a colpire le coste dell’Isola britannica.

39 MORTI TRA SPAGNA, PORTOGALLO E IRLANDA

Il giorno dopo alle fiamme in Spagna e Portogallo e alle ondate record in Irlanda, il bilancio dei morti è pauroso: 39 morti, tra cui anche un neonato, per l’uragano Ophelia che in Irlanda, Scozia e Inghilterra ha portato venti, ondate dell’Oceano e navi ribaltate, mentre nella parte continentale iberica i morti sono arrivati per gli incendi divampati – circa 50 focolai ancora accesi – tra la Spagna e il Portogallo. Un’ondata di maltempo maledetta che sta devastando mezza Europa: Lisbona in particolare ancora stava piangendo le vittime del precedente vastissimo rogo scoppiato in giugno – che fece 64 vittime, ricordiamo – e nel giro di due giorni qui si hanno già 36 morti e 7 dispersi. Mentre in Galizia e nel Portogallo sono in corso le operazioni di spegnimento dei roghi scoppiati e aumentati dall’uragano, anche in Regno Unito e in Irlanda si pagano i danni e le conseguenze dei venti record soffiati nelle scorse ore: «diversi voli diretti agli aeroporti britannici sono stati dirottati a causa di odori insoliti a bordo. Easyjet ha fatto sapere che il fenomeno si è presentato su quattro suoi voli di ieri, probabilmente a causa delle condizioni atmosferiche create dalla tempesta che ha sparso nell’aria caldo tropicale e sabbia del Sahara», spiega il Fatto Quotidiano, mentre le varie compagnie di volo stanno modificando le tabelle dei voli nelle prossime ore. Il cielo è di fuoco in Galizia, “sabbioso” e di cenere in Irlanda, uno spettacolo mai visto anche se gli esperti dicono l’opposto (vedi qui sotto).

“UN EVENTO RARO MA NON UNICO”

L’uragano Ophelia è un evento raro ed eccezionale, ma non l’unico che ha attraversato l’Europa anche di recente: a dirlo sono gli esperti intervistati dal Corriere della Sera che certificano come Ophelia sia un evento molto raro ma era già accaduto che un uragano – di norma presente sul suolo e gli oceani americani – arrivasse sulle coste atlantiche europee. «Negli ultimi 50 anni si ricordano l’uragano Debbie che investì l’Irlanda nel 1961, e l’uragano Vince che interessò la Spagna nel 2005»; va detto però che questo fenomeno non si era mai visto così a nord, come in queste ore si sta assistendo, «Mai era avvenuto da quando esistono misurazioni precise che un uragano di tale intensità si spingesse così a nord. Poi quando è passato su acque più fredde, la sua energia è diminuita: il vento è calato di intensità e Ophelia è stata declassata». Chi a Londra ha visto in questi giorni il cielo ocra con aria pieno di sabbia non ha sbagliato, si trattava proprio dell’aria proveniente dal Sahara: «Quando è passato al largo delle coste africane, l’estensione della perturbazione intorno all’occhio dell’uragano era tale che il margine più orientale ha pescato l’aria calda sahariana carica di sabbia. Di norma la sabbia tende a far diminuire la forza dell’uragano».



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