Liberato Don Maurizio Pallù/ Nigeria, prete rapito 2 volte in un anno: “la Madonna mi è stata vicino”

- Niccolò Magnani

Liberato Don Maurizio Pallù, Nigeria: il prete rapito due volte in un anno racconta la sua esperienza terribile, “ora sto bene, la Madonna mi è stata vicino anche questa volta”

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Liberato Don Maurizio Pallù in Nigeria (Twitter)

Lo hanno rapito due volte in un anno e sempre il 13 ottobre: ma ora Don Maurizio Pallù è libero e dalla Nigeria comunque non intende abbandonare il suo cammino missionario. Il sacerdote rapito la scorsa settimana mentre stava viaggiando da Calabar a Benin City, nel sud del Paese, ora per fortuna sta bene ed è stato liberato ancora non si se tramite pagamento di un riscatto o se per altri motivi. Si temeva un rapimento per ordine terroristico da parte di qualche gruppo radicale islamista, e su questo punto le primissime parole di Don Maurizio non hanno fugato il dubbio, né ammettendo né smentendo. Resta forte il timore per i tanti preti cattolici missionari rapiti o uccisi nella Nigeria “democratica” e la Farnesina anche per questo ha contribuito fin da subito a collaborare per liberare il sacerdote italiano missionario in Nigeria come catechista del Cammino neocatecumenale. «Nel corso della notte l’unità di crisi della Farnesina mi ha comunicato la liberazione di don Maurizio Pallù, il presbitero missionario che era stato rapito in Nigeria. Lo aspettiamo presto in Italia», ha spiegato il ministro degli Esteri Angelino Alfano questa mattina.

LE PRIME PAROLE A RADIO VATICANA

«Il prete rapito è stato inviato in Olanda, dove è diventato parroco nella diocesi di Haarlem. Quindi è ripartito per l’Africa, dove è andato a lavorare nell’arcidiocesi di Abuja, in Nigeria. E’ un “presbitero itinerante” della Fondazione Famiglia di Nazareth per l’evangelizzazione itinerante»: così l’Avvenire presentava questo missionario e comunicatore del Vangelo di Cristo il giorno della sua scomparsa. Oggi per fortuna la lieta novella della sua liberazione durante il breve periodo di prigionia dove non è stato per nulla solo: «Sto bene, sono contentissimo. Stiamo tornando ad Abuja. Il 12 ottobre – ha raccontato – siamo stati prelevati sulla strada, sono venuti fuori sparando e poi ci hanno portato nella foresta. Eravamo tre, era un banda di rapitori, abbiamo camminato abbastanza verso un luogo solitario e poi siamo stati lì, loro avevano poco da mangiare, ci davano quello che avevano, siamo andati avanti, abbiamo bevuto l’acqua del torrente, un’acqua marroncina. Comunque siamo in vita. In tre siamo stati presi come ostaggi, un fratello nigeriano, una studentessa nigeriana, e io. Ci hanno rilasciati intorno alle 10 di sera».

Le prime parole rilasciate a Radio Vaticana dopo il rapimento sanno, per l’appunto, di una liberazione, almeno la seconda in un anno. E secondo Don Maurizio, “qualcuno” è responsabile di questo “miracolo”: «In un anno sono stato rapito due volte ma io sono convinto che Dio distruggerà l’opera del demonio. Un’altra cosa importante da sottolineare è questa: i due rapimenti sono avvenuti tutti e due nella festa della Madonna di Fatima, il 13 ottobre. L’anno scorso siamo stati rapiti il 13 ottobre e attraverso un miracolo della Madonna siamo stati rilasciati dopo un’ora e mezza. Quest’anno siamo stati rapiti il 12 ottobre, la vigilia della festa del miracolo del sole a Fatima. Infatti stavo andando a Benin City dove i vescovi della Nigeria hanno celebrato la riconsacrazione della Nigeria alla Vergine Maria e volevo essere presente lì il 13 ottobre per questa grande Eucaristia e invece il 13 ottobre l’ho passato nella foresta e ho ricevuto un segno dell’attenzione materna di Maria e poi la domenica ho ricevuto la conferma che la Madonna e tutti i santi ci avrebbero tirato fuori  da questa situazione. Non molliamo!», spiega il Sacerdote italiano.

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