RICERCA/ Oltre un milione e mezzo di euro ai vincitori dei bandi medico-scientifici di Gilead Sciences

- Bruno Zampetti

La società biofarmaceutica Gilead Sciences ha promosso tre bandi Fellowship Program, Community Award e Digital Heralth Program per finanziare progetti di ricerca

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(LaPresse)

I BANDI DI GILEAD SCIENCES

La società biofarmaceutica Gilead Sciences ha promosso tre bandi Fellowship Program, Community Award e Digital Heralth Program per finanziare progetti di natura scientifica, sociale e tecnologica, per migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da malattie infettive e patologie oncoematologiche. I vincitori sono stati premiati con un finanziamento complessivo superiore a 1,5 milioni di euro. Si tratta del settimo anno in cui si tiene questa iniziativa e Valentino Confalone, General Manager di Gilead Sciences Italia ha detto di essere molto orgoglioso di aver promosso negli anni questi bandi: “È un’iniziativa che rispecchia ciò che siamo e ciò in cui crediamo da trent’anni: la ricerca di terapie innovative per migliorare la salute e la qualità di vita di milioni di pazienti in tutto il mondo”, sono le sue parole riportate da Adnkronos.

LE DONAZIONI ALLA RICERCA

Nel corso della premiazione, che si è svolta all’Istituto dei ciechi di Milano, è stata presentata un’indagine condotta da Gfk Eurisko, da cui emerge che sette italiani su dieci ritengono che la ricerca medico-scientifica sia utile, mentre sei su dieci credono che porterà a miglioramenti nella qualità della vita e nella cura dei pazienti. Resta il fatto che le donazioni scarseggiano, anche perché solo il 7% degli intervistati dichiara di conoscere le associazioni pazienti. “In uno scenario in cui le risorse private e pubbliche sono sempre più scarse e dove permane un pregiudizio verso le patologie infettive l’iniziativa promossa da Gilead costituisce certamente una boccata d’ossigeno per la ricerca medico-scientifica e per le comunità di pazienti del Paese”, ha detto Massimo Andreoni, professore ordinario di Malattie infettive all’Università Tor Vergata di Roma.



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