Tar annulla bocciatura a scuola/ Gorizia, il papà non sapeva dei brutti voti: “Con lui poteva recuperare”

- Silvana Palazzo

Gorizia, Tar annulla bocciatura a scuola: il papà non sapeva dei brutti voti. “Con lui poteva recuperare”, scrivono i giudici amministrativi. Il tema della bigenitorialità in classe

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LaPresse

Il Tar ha annullato la bocciatura di uno studente di seconda media perché la scuola non aveva informato suo padre dei brutti voti ricevuti. Succede in Friuli Venezia Giulia, dove i giudici amministrativi hanno accolto il ricorso del genitore: lo studente potrà iscriversi in terza media. Nel frattempo il ragazzo sta frequentando la seconda media in un altro istituto, ma la decisione è stata già notificata all’Istituto comprensivo Gorizia 1 dall’avvocato Alessandro Tudor. «Se la scuola non dovesse tenerne conto, presenterò un nuovo ricorso chiedendo la nomina di un commissario ad acta per l’esecuzione della sentenza e l’iscrizione del ragazzo in terza media», ha annunciato il legale, come riportato da Repubblica. Insomma, la battaglia legale potrebbe non essere finita. Secondo la sentenza del Tar, pubblicata il 12 ottobre scorso, la scuola ha «violato le precise indicazioni contenute nella circolare ministeriale prot. n. 5336/2015, volta tutelare la bigenitorialità in ambito scolastico». Gli insegnanti avevano parlato dell’andamento scolastico dello studente solo con la madre, pur sapendo che era stato disposto l’affidamento congiunto del figlio a entrambi i genitori.

LA BIGENITORIALITÀ IN CLASSE

Il ragazzo era stato bocciato dalla scuola di Gorizia perché la sua situazione era «peggiorata nel corso dell’anno poiché ha manifestato poco impegno, scarso interesse e atteggiamenti poco collaborativi». Inoltre, «nonostante gli interventi mirati degli insegnanti» non si è mostrato «disponibile a concretizzare positivamente con risultati adeguati, aggravando la sua posizione con reiterate assenze». Secondo i giudici la scuola era consapevole delle difficoltà che lo studente stava affrontando a causa della difficile separazione dei genitori, «sfociata in una situazione fortemente conflittuale tra i coniugi». Per il Tar la scuola con il suo «comportamento omissivo ha impedito al padre dello studente di adottare una serie di rimedi», come accaduto in un precedente anno scolastico, che il ragazzo aveva concluso con esito più che positivo, quando era stato seguito dal padre, mostrando buone capacità di recupero.



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