Marco Della Noce/ Video, il comico di Zelig sul lastrico: “Vivo in auto, sono rovinato”

- Niccolò Magnani

Marco Della Noce, da Capomeccanico della Ferrari a voce di Cars: il comico di Zelig vive e dorme in auto, “rovinato dalla separazione, mi hanno pignorato la partita Iva”

marco_della_noce_zelig_ferrari_meccanico_lapresse_2017
Marco Della Noce, comico di Zelig in crisi (LaPresse)

Marco Della Noce, il celebre comico di Zelig costretto a vivere in auto per i debiti. La sua storia ha scosso il mondo dell’opinione pubblica e il Corriere della Sera lo ha intervistato per fare luce sulla sua vicenda: “Cosa mi è successo? Quello che sta succedendo a molti altri papà: durante una separazione un po’ conflittuale sono arrivato ad un punto al quale pensavo di non dover mai arrivare, sono rimasto senza lavoro ed ho avuto lo sfratto dall’ufficiale giudiziario. Sono più di 20 giorni che non ho casa e non ho neanche più una famiglia: nel senso che non posso vedere i miei figli non avendo un luogo consono per vederli. Una separazione un po’ troppo conflittuale mi ha reso in queste condizioni”. Assegni di mantenimento in contrasto con la crisi economica degli ultimi anni: “Ci sono stati un po’ di ricorsi, il giudice si basa sul 740: ero partito da 3500 euro al mese per due bambini. Alla prima crisi economica ho fatto ricorso e mi hanno messo 2500 euro, fino adesso che sono a 1500 euro al mese. La crisi del lavoro, che anche per noi c’è stata, faceva sì che io non potessi garantire il mensile: davo differenze, 600,700 o 1200 euro al mese, fino al pignoramento”. Qui di seguito il video dell’intervista. (Agg. Massimo Balsamo)

“PADRE SEPARATO E ROVINATO”

È una notizia che ha fatto breccia in tanti questa mattina quando è apparsa l’intervista di Marco Della Noce al “Giorno”: «vivo nella mia auto, mi hanno pignorato tutto, non lavoro più e non so come andare avanti». A chi non dicesse nulla il nome, abbiamo messo appunto la foto con cui è riconosciuto e ricordato in tutta Italia: quando la Ferrari di Schumacher trionfava in tutto il mondo a Zelig faceva lo stesso il “suo” capomeccanico Oriano Ferrari, proprio quel comico navigato di Marco Della Noce che giocava sul nome storpiato in romagnolo di Schumi – “Sochmacher” – e con la spalla geniale di Claudio Bisio faceva divertire tutta Italia con le gag proprio contro il super campione tedesco. 10 anni dopo è cambiato tutto: Schumi lotta tra la vita e la morte in coma dopo il noto incidente con gli sci, e Marco Della Noce praticamente non lavora più e l’ultima “novità” è rappresentata dal fatto che la moglie come ultima richiesta al giudice per farsi pagare gli alimenti dopo la separazione ha fatto pignorare la partita Iva del comico. Come spiega Il Giorno, Della Noce è stato sfrattato nei giorni scorsi dalla sua abitazione di Lissone, in condizioni economiche precarie, «Dalla Noce si è visto costretto a chiedere aiuto ai servizi sociali che nell’immediato non hanno però potuto aiutarlo lasciandolo di fatto in mezzo alla strada».

“ROVINATO DALLA SEPARAZIONE”

Tutti i guai cominciano con la separazione dalla moglie con cui ha fatto tre figli: gli alimenti richiesti e stabiliti e la concomitante perdita di tante opportunità di lavoro hanno ridotto di fatto Della Noce in forte disagio, fino ad arrivare a vivere e dormire in macchina perché non può permettersi altro. L’assistenza sociale potrebbe intervenire tra qualche tempo, «Mi hanno promesso– ha affermato il celebre cabarettista – che nei prossimi giorni cercheranno di trovare una sistemazione. Nel frattempo dovevo arrangiarmi. Mai avrei pensato che dopo trentacinque anni trascorsi a fare ridere la gente mi sarei trovato a piangere per una situazione veramente difficile che non auguro a nessuno». Una storia incredibile per chi fino a poco tempo fa era in tv a far ridere mezza Italia; «Stavo girandi una scena con Massimo Boldi – ha confidato – quando mi comunicarono dell’avvenuto pignoramento. Un fulmine a ciel sereno. Un provvedimento che ha avuto conseguenze tanto che ha quasi azzerato la mia visibilità professionale. Le televisioni e le agenzie mi hanno chiuso la porta in faccia così come molti colleghi hanno preferito ignorarmi. Fortunatamente qualcuno mi è rimasto vicino». Pignorata la partita Iva di fatto ha portato un tracollo lavorativo che continua e che non sta di fatto portando nuove offerte di lavoro al comico, rimasto senza casa e senza quasi nulla. «I giudici mi hanno segato il futuro lavorativo. Non potendo lavorare non posso neppure fare fronte alle richieste di mia moglie alla quale avevo chiesto anche di rivedere il mantenimento visto le condizioni in cui mi trovavo. Ai giudici ho presentato un ricorso di cui attendo ancora il responso», racconta ancora ai colleghi de Il Giorno, spiegando la sua forte crisi personale oltre che lavorativa.

DALLA FERRARI ALL’ALBERGO

«Soffro di una depressione e in questo momento sono in cura presso l’ospedale di Niguarda. Sto vivendo un dramma interno che mi lacera. Fortunatamente ci sono i miei tre figli ai quali voglio un bene dell’anima. Sono loro la vera forza che mi fa andare avanti»: l’unica forza rimasta e di fatto quella che, assieme a qualche amico rimastogli vicino anche nel mondo dello spettacolo, potrebbe lentamente portalo fuori dalla depressione e fuori dal disagio. È una condizione difficile per Marco Della Noce come del resto per tanti padri separati che vivono situazioni simili se non addirittura peggiori: si stanno occupando di lui proprio le associazioni a riguardo, tra cui Papà Separati Lombardia Onlus. Un destino che dalla comicità lo ha sempre portato nel mondo dei motori e delle auto, con un’ironia crudele in questi giorni: da capomeccanico della Ferrari fino alla voce di Cricchetto (Carl Attrezzi) nel cartone cult della Diseny Pixar, “Cars”. Ora però vive in una macchina, e non è certo una bella conquista: notato da Antonio Ricci nel 1989 è entrato a fare parte di Drive In partecipando poi a numerose trasmissioni televisive, è con Ottavo Nano sulla Rai e soprattutto con Zelig su Mediaset che la carriera prende il successo e i suoi personaggi vengono spesso ripresentati in tante edizioni successive. Oggi però il declino e anche il lavoro lo ha abbandonato: un aiuto particolare gli è arrivato dai titolari e da alcuni avventori del Bar Real di Lissone che spesso frequentava il comico: «Mi hanno prenotato una notte in un albergo della città. Non so proprio come ringraziarli. È la prima volta che mi trovo in una situazione del genere».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori