TESTIMONI DI GEOVA/ Quanti sono in Italia e come vivono: “La nostra fede non è costrizione” (Nemo)

- Emanuela Longo

Testimoni di Geova, quanti sono in Italia e come vivono: le rigide regole morali e le proibizioni, in un viaggio illustrato dall’interno nel corso della trasmissione Nemo.

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Testimoni di Geova (Wikipedia)

Il mondo dei Testimoni di Geova, illustrato dall’interno, sarà al centro della nuova puntata di oggi della trasmissione Nemo – nessuno escluso, in onda nella prima serata di RaiDue. A condurci nell’interessante viaggio alla scoperta della seconda religione tra gli italiani sarà l’inviata Laura Bonasera che lo farà attraverso una famiglia speciale. Conosceremo da vicino pratiche, principi e comportamenti di questa ampia comunità religiosa che si basa al tempo stesso anche su regole rigide e ben precise, talvolta discutibili. Ma quanti sono i testimoni di Geova in Italia e nel Mondo? A fornirci questi dati è il portale ufficiale, secondo il quale solo nel nostro Paese ci sono oltre 250 mila ministri che insegnano la Bibbia, con quasi 3000 Congregazioni. In generale si contano 1 testimone di Geova su 242 abitanti. Nel mondo, secondo l’ultimo rapporto del 2016, si contano oltre 8 milioni e 300 mila appartenenti alla comunità fondata nel 1870 in Pennsylvania da Charles Taze Russell. Ma chi sono realmente i testimoni di Geova ed in cosa credono? A spiegarlo a DonnaModerna.com è stato Christian Di Blasio, dell’Ufficio informazione pubblica dei Testimoni di Geova, il quale ha presentato con poche ma chiare parole la sua religione: “Siamo una confessione che cerca di praticare il tipo di cristianesimo insegnato da Gesù e seguito dagli apostoli. Per questo studiamo la Bibbia e ci sforziamo di metterne in pratica le norme morali”.

CRITICHE E PROIBIZIONI: “BATTEZZARSI È UNA SCELTA PERSONALE”

Negli anni sono state numerose le critiche mosse alla grande comunità religiosa dei testimoni di Geova, soprattutto dopo le testimonianze dei cosiddetti “fuoriusciti”, coloro a cui le regole previste sono apparse così strette da decidere di tirarsi fuori dai solidi e severissimi principi morali previsti. Sono tante infatti le proibizioni imposte e condannate dai testimoni di Geova: dai rapporti sessuali prima del matrimonio, all’adulterio, ai rapporti omosessuali, passando per l’aborto. In tutti questi casi, infatti, è prevista l’espulsione dalla congregazione. Fumo, droghe, alcol e suicidio sono considerati pratiche da condannare e peccati contro Geova, così come trasfusioni di sangue e armi. Le tante regole spesso portano a considerare che fa parte della grande comunità “fuori dal mondo”. “Come tutti andiamo a lavorare, mandiamo i nostri figli a scuola, ci divertiamo, facciamo sport e coltiviamo hobby. Ovviamente, dato che per noi la religione è una cosa seria, dedichiamo del tempo a riunirci e a parlare della Bibbia ad altri”, ha replicato Di Blasio, replicando alle critiche. “Non viviamo la fede come una specie di costrizione. Anzi, essere Testimoni di Geova ci fa sentire assolutamente felici e realizzati”, prosegue. Nessuno, a suo dire, obbligherebbe ad aderire: “battezzarsi è una scelta personale. Se un Testimone smette di svolgere l’attività di evangelizzazione o non frequenta i compagni di fede non viene evitato. Anzi, gli altri fanno il possibile per mantenere i contatti”, dice, smentendo quindi le tante testimonianze che riporterebbero di contro storie di vera emarginazione. Ma come vivono i Testimoni di Geova? Tra loro non esistono sacerdoti, ma la figura più importante è rappresentata dagli Anziani che guidano l’intera comunità. In caso di grave peccato morale, il membro viene giudicato dal Comitato giudiziario, composto da Anziani. Non sono contemplate le feste di Pasqua e Natale, così come i compleanni.



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