PREMIO NOBEL MEDICINA 2017/ Vincitori Jeffrey Hall, Michael Rosbash e Michael Young per l’orologio biologico

- Emanuela Longo

Premio Nobel Medicina 2017: assegnato ai ricercatori americani Jeffrey Hall, Michael Rosbash e Michael Young per i loro studi sui ritmi circadiani avviati negli anni ’80.

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Premio Nobel Medicina 2017

Il Premio Nobel per la Medicina o Fisiologia 2017 è stato assegnato a tre personalità importanti, i ricercatori americani Jeffrey Hall, Michael Rosbash e Michael W. Young, i quali si sono distinti per lo studio dei meccanismi che regolano i ritmi circadiani. Le loro ricerche furono avviate a partire dagli anni ’80 e da allora i tre ricercatori hanno tentato di dimostrare come funziona il nostro orologio biologico ovvero come vengono regolati i ritmi del sonno, ma anche il comportamento alimentare, il metabolismo, la temperatura del corpo, la pressione sanguigna ed il rilascio di ormoni. La loro ricerca ha avuto una enorme importanza poiché ha dimostrato come i meccanismi che regolano i ritmi circadiani nell’uomo sono comuni anche nelle piante e negli animali. Nell’annuncio della premiazione, come spiega Repubblica.it, si leggono le motivazioni del Nobel per la Medicina 2017 assegnato a Hall, Rosbash e Young. Tutti e tre sono infatti riusciti “a guardare all’interno di questo orologio e scoprire il suo funzionamento”. Attraverso le loro ricerche, dunque, hanno spiegato “come le piante, gli animali e gli uomini riescano a modellare il loro ritmo vitale per sincronizzarlo con la rotazione della Terra”.

IL RITMO CIRCADIANO, GLI STUDI E IL FUNZIONAMENTO

Il 72enne Jeffrey Hall, Michael Rosbash di un anno più giovane e Michael Young di 68 anni, nel corso dell’ultimo trentennio si sono incuriositi circa il funzionamento del nostro orologio biologico, tanto da dedicare ampi studi e ricerche e guadagnarsi il Premio Nobel per la Medicina. Come rivela La Stampa, i tre scienziati sono partiti dai moscerini della frutta per poi isolare un gene che regola il normale ritmo biologico quotidiano. Dai loro studi sono arrivati a dimostrare come proprio questo gene codifichi una proteina che si accumula nelle cellule durante le ore notturne per poi essere degradata durante il giorno. Nell’organismo umano l’intero meccanismo è scandito da momenti estremamente precisi come se fosse realmente un orologio interno precisissimo in grado di adattare la nostra fisiologia alle varie fasi del giorno. Tutte le funzioni principali come i livelli ormonali, temperatura, sonno, metabolismo sono così regolate alla perfezione. Quando si registra un disallineamento temporaneo tra ambiente esterno e ritmo interno, inevitabilmente si verifica ad un evento di malessere, ben rappresentato, ad esempio dal classico jet lag. Secondo i tre scienziati, inoltre, uno squilibrio cronico si associa anche ad un maggior rischio di ammalarsi. I primi studi sui ritmi circadiani nelle piante furono effettuati nel 18esimo secolo da Jacques d’Ortous de Mairan che si accorse come le foglie di mimosa seguissero un loro orologio interno aprendosi di giorno e chiudendosi di notte. Un movimento che si verificava anche in un luogo tenuto sempre oscuro. Così comprese la presenza di un meccanismo interno alle cellule in grado di regolare tale comportamento. Gli studi sui moscerini della frutta iniziarono negli anni ’70 ma allora rimase sconosciuto il gene chiamato “period” e capace di dare il ritmo all’orologio interno. A studiarlo e individuarne il meccanismo sono stati proprio i tre ricercatori ora premiati grazie alle loro ricerche avviate nel 1984.



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