ALLARME SMOG/ Gli “amici” del Pm10? Le Alpi, le auto e l’orbita terrestre

- Elio Sindoni

Torino e Milano combattono con le soglie elevate di Pm10, sperando nella pioggia per risolvere il problema. Di chi è davvero la colpa e che cosa possiamo fare? ELIO SINDONI

smog_inquinamento_pm10_milano_lapresse
Blocco traffico Milano, Bologna e Torino (Foto: LaPresse)

Forse per rallegrarci la giornata, l’astronauta Paolo Nespoli, in orbita sulla Stazione spaziale, ci ha mandato una bellissima fotografia, in cui appare un’enorme nuvola, o una specie di nuvola, tra il bianco e il grigio: sotto di essa c’è la pianura padana, con dentro noi che cerchiamo di respirare. L’operazione sarebbe stata completa e più utile se, per raffronto, Nespoli ci avesse inviato anche una foto dell’Amazzonia. 

Le città del Nord Italia sono immerse da più giorni in questa nuvola, comunemente chiamata smog. E’ un insieme di gas, tutti nocivi per i nostri polmoni, anzi per tutti i nostri organi addetti alla respirazione. I peggiori “killer” sono le famigerate particelle note come Pm10, che si infiltrano facilmente nel nostro corpo. Di chi la colpa? Perché tutto ciò avviene soprattutto nella pianura padana (ma la situazione è disastrosa anche a Pechino)?

I motivi sono molteplici e andrebbe fatta un po’ di chiarezza. La pianura padana è chiusa dalla cornice delle Alpi, che impediscono ai benefici venti del Nord di ripulirla, per cui l’aria ristagna senza alcun ricambio e questa aria è resa irrespirabile dagli scarichi delle centinaia di migliaia di automobili, dalle emissioni delle industrie, anche se ormai in numero limitato, e dal riscaldamento delle case. La situazione in un certo senso è migliorata negli ultimi anni: molti ricorderanno quanto fosse difficile mantenere candido il collo della nostra camicia sino a sera; ora non più, molti gas nocivi sono stati eliminati. Sia chiaro, le Pm10 c’erano anche allora ma non le sapevamo ancora misurare. 

Dunque responsabili sono la posizione della valle del Po e la concentrazione in essa di città percorse, all’interno e nelle fasce esterne, da centinaia di migliaia di mezzi inquinanti. Che fare allora? Non potendo agire sulla pianura padana (anni fa qualcuno propose di fare un buco nel monte Turchino per creare ventilazione!) l’unica soluzione sembrerebbe limitare seriamente e non solo a mo’ di temporaneo “tappabuchi” il traffico di auto e oggetti vari a motore, ma ciò creerebbe grossi problemi a tutte le nostre attività economiche. Non vedo allora altra via se non quella dell’utilizzo di veicoli non inquinanti, a trazione elettrica per esempio: la ricerca in questo campo meriterebbe di essere fortemente incentivata, da parte delle Case produttrici. 

Ma veniamo a un punto fondamentale: tutto ciò è alla fine causato da un cambiamento globale di clima? Siamo in queste condizioni perché il caldo è aumentato? In effetti le grandi emissioni antropiche di biossido di carbonio e di altri gas serra nell’atmosfera qualche effetto l’hanno sicuramente, ma non preponderante sullo stabilirsi del clima: sono fondamentalmente i moti della Terra, cioè l’eccentricità della sua orbita, le variazioni dell’inclinazione del suo asse e la precessione dell’orbita che producono l’alternarsi periodico di glaciazioni e di periodi caldi: attualmente siamo appunto in un periodo caldo ma non sappiamo se la prossima glaciazione inizierà tra cento, mille, diecimila anni o anche più. Spero che i nostri amministratori facciano qualcosa prima per limitare almeno l’inquinamento urbano.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori