PERCHÉ LE MAMME FANNO LA “VOCINA” CON I NEONATI/ Il primo studio e i pro del linguaggio infantile sui bebè

- Emanuela Longo

Perchè le mamme fanno la “vocina” con i neonati: un primo studio spiega cosa c’è dietro il timbro di tutte le donne del mondo quando parlano con i bambini.

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Immagine di repertorio (Pixabay)

Quante volte ci è capitato di sentire e sorridere di fronte alle “vocine” delle madri nei confronti dei propri figli piccoli o dei neonati in generale? Ebbene, proprio questo argomento è diventato oggetto di uno studio da parte di alcuni scienziati statunitensi che hanno analizzato questa alterazione del timbro della voce delle mamme. Quando si parla di timbro, ci si riferisce nello specifico alla qualità unica di un suono. Anche per tale ragione il suono di un pianoforte è assolutamente diverso e riconoscibile rispetto a quello di un violino, anche quando entrambi gli strumenti suonano la medesima nota. E così, come riporta la BBC, alcuni studiosi del Princeton Baby Laboratory hanno riscontrato timbri diversi nelle donne tra quando parlano con i neonati e quando invece ci si rivolgono a degli adulti. Una differenza timbrica riscontrata anche nelle donne che parlano differenti lingue. Ad esprimersi in merito alle “vocine” adottate dalle madri quando parlano con i bambini neonati è stata la Dottoressa Elise Piazza, che ha rilevato una certa coerenza nel modo in cui tutte le madri del mondo impieghino il medesimo timbro.

I LATI POSITIVI DELLA “VOCINA”

Per la prima volta si parla di spostamento del timbro rispetto alle vocine usate dalle madri quando si rivolgono ai loro piccoli. Questo modo di fare, in realtà, ha anche dei lati positivi in quanto aiuta i neonati a sviluppare le proprie abilità linguistiche. Gli studiosi hanno preso in esame alcune mamme mentre sono impegnate in conversazioni con il proprio bambino di età compresa tra i 7 ed i 12 mesi e mentre invece si rivolgono a persone adulte ed hanno esaminato le loro registrazioni. Il team di ricercatori ha così preso le “impronte digitali vocali” del campione in oggetto ed ha misurato lo spettro dei suoni all’interno delle registrazioni. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Current Biology ed hanno evidenziato come le 12 mamme di lingua inglese si sono rivolte nel medesimo modo ai neonati. Attraverso un affidabile programma informatico sono state individuate anche le differenze nelle madri che parlano lingue differenti, mentre la ricerca non si è ancora estesa ai padri ed ai nonni ma non è escluso che avverrà in futuro. Intervenendo alla BBC la dottoressa Piazza ha evidenziato come i neonati imparino meglio dai discorsi infantili rispetto a quando ci si riferisce a loro come ad un adulto. La “vocina”, dunque, ha i suoi pro. “In particolare possono meglio dividere le parole in sillabe e possono imparare meglio le parole nuove”, ha spiegato l’esperta.



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