STUPRA LA FIGLIA E LA “PRESTA” AGLI AMICI/ Processo troppo lungo: non andrà in carcere nemmeno per un giorno

- Dario D'Angelo

Stupra la figlia e la presta agli amici: Conegliano, un uomo ha violentato la ragazzina per 8 anni, la prescrizione gli eviterà il carcere. Denunciare non è servito a nulla?

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Immagine di archivio

Della sua bambina, anziché il protettore, era diventato in poco tempo il peggiore incubo. Il papà orco di Conegliano (Treviso), per 8 anni ha abusato della figlia, prestandola anche agli “amici” del bar in cui puntualmente andava ad ubriacarsi dopo la separazione dalla moglie. Accuse confermate da tutti i giudici che hanno avuto modo di valutare la denuncia presentata dalla figlia, ma che non faranno in modo che l’uomo sconti in carcere almeno un giorno di carcere. A salvarlo, come riportato da Il Corriere della Sera, una sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione che ha reso meno pesante una delle aggravanti, accorciando di fatto i tempi della prescrizione. Ecco perché il papà stupratore, assistito dall’avvocato Francesco Longo, nonostante una condanna in primo grado a 10 anni di carcere sancita dal tribunale di Treviso è stato “graziato” dalla Corte d’Appello di Venezia, che giovedì ha decretato il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione.

LA DENUNCIA DA MAGGIORENNE

La figlia dell’orco, per arrivare a denunciare gli abusi subiti, ha atteso diversi anni. Aveva 8 anni il 31 ottobre del 1995, giorno della prima violenza. In aula, senza mai contraddirsi, ha raccontato che il padre, all’epoca 46enne, dopo la separazione dalla madre andava a prenderla per trascorrere insieme i weekend come qualsiasi genitore separato. Peccato però che alla promessa di andare alle giostre seguisse quasi sempre l’abuso sessuale, perpetrato anche con violenza quando l’effetto dell’alcol aveva la meglio. Per 8 anni le minacce del padre, che le intimava il silenzio, le hanno impedito di parlare: la situazione è migliorata soltanto nel 2003, quando l’uomo si è risposato, lasciando in pace quella figlia che nel frattempo aveva concesso anche a quei depravati del suo bar che a turno si erano spinti oltre con lei. Da quel momento la vittima si è aperta prima con il fidanzato e poi con la mamma: loro l’hanno convinta a denunciare. Adesso riceverà un risarcimento, ma non era questo che le interessava. Piuttosto avrebbe fatto a meno della beffa: sì, perché la sentenza che ha risparmiato il carcere al papà-orco potrebbe fare giurisprudenza e salvare altri mostri in tutta Italia.



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