Ultime notizie/ Di oggi, ultim’ora: referendum, alle 12 in Lombardia ha votato solo il 10% (22 ottobre 2017)

- Matteo Fantozzi

Ultime notizie di oggi, ultim’ora: l’offensiva di Madrid. Netta vittoria del Trump di Praga. Non si placano le polemiche per la sostituzione di Visco nel Pd. (22 ottobre 2017).

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REFERENDUM AUTONOMIA, AL VOTO IN POCHISSIMI

Le rivelazioni relative all’affluenza ai due referendum in Lombardia e Veneto sono piuttosto disastrose: a mezzogiorno in Lombardia aveva votato solo il 10% degli elettori, in Veneto il 21%, ma qui perché il referendum abbia validità bisogna raggiungere il quorum del 50%+1. Rivelazioni che lasciano intendere che nella regione del governatore Maroni sarà difficile anche raggiungere il 35% dei votanti da lui auspicato. Il dato peggiore (e più significativo) è quello disastroso di Milano, dove ha votato solo l’8,6%. In Veneto il boom dei votanti invece si registra a Vicenza, con il 25,2%. (Agg. Paolo Vites)

SARZANA, OMICIDIO MISTERIOSO NELLA NOTTE

E’ stato trovato in fin di vita, il cranio fracassato da un oggetto contundente. Si tratta di Giuseppe Di Negro, 50 anni, architetto residente a Sarzana. L’uomo è morto prima dell’arrivo dei soccorsi, il corpo era sul ciglio di una strada. Ignoto il movente dell’omicidio, la vittima era incensurata, forse un tentativo di rapina finita male, forse uno sbaglio di persona. I particolari si spera emergeranno nell’indagine, magari l’uomo aveva conoscenze nell’ambito della malavita, una probabile punizione o una vendetta. (Agg. Paolo Vites)

LOMBARDIA E VENETO, SEGGI APERTI PER IL REFERENDUM

Sono aperti i seggi in Lombardia e Veneto per il referendum consultivo sulle autonomie. Si tratta di un referendum consultivo, che nelle intenzioni degli organizzatori dovrebbe servire per mettere maggiore pressione al governo in tema di concessione di maggiori spazi di libertà alle due regioni, facendole in pratica diventare a statuto speciale. In Veneto è necessario raggiungere il quorum, in Lombardia no. Per la prima volta in Italia si vota con l’uso di schede elettroniche invece delle consuete di carta, ma solo in Lombardia.  Al posto della tradizionale scheda elettorale gli elettori lombardi troveranno nella cabina una “voting machine”, un dispositivo simile a un tablet ma un po’ più grande che sullo schermo touch screen riporterà il testo integrale del quesito referendario. I seggi sono stati aperti alle 7 di mattina e chiuderanno alle 23, in tutto sono chiamati alle urne oltre 11 milioni di elettori. (Agg. Paolo Vites)

L’OFFENSIVA DI MADRID

Durissima nei toni e nei contenuti, questa di fatto l’offensiva del governo spagnolo, che punta a riprendere il controllo politico e amministrativo della Catalogna. Oggi il premier Mariano Rajoy di fronte alla stampa e con tutti i ministri dell’esecutivo l suo fianco, ha comunicato infatti che sarà applicato l’articolo 155 della costituzione spagnola, quello che limita l’autonomia di una regione, cosa che di fatto sostituisce il parlamentino catalano. È la prima volta che dal 1978, data di ripristino della democrazia in Spagna, che tale procedimento viene avviato. Il capo dell’esecutivo ha comunicato che l’applicazione dell’articolo 155 è stata concordata con il sovrano, e che entro sei mesi si andrà a nuove elezioni in Catalogna per eleggere un parlamento, che a quel punto avrebbe solamente funzioni rappresentative. In tale contesto verranno finanche sostituiti i vertici della polizia locale, e delle radio e televisioni regionali.

NETTA VITTORIA DEL TRUMP DI PRAGA

Il secondo uomo più ricco del paese, questo è il 63enne miliardario Andrej Babis che probabilmente in serata sarà il nuovo leader della repubblica ceca. Gli exit poll non lasciano dubbi con Babis che oscilla tra il 29 e il 32 per cento dei consensi, a metà dello scrutinio totale delle schede. Ma non è solo la vittoria di quello che è stato subito ribattezzato il “Trump di Praga” a destare sorpresa, il secondo partito infatti si appresta ad essere un nuovo partito di destra di impostazione radicale, il Partito della libertà e della democrazia, che contende con il suo 12% il secondo posto ai socialdemocratici, con quest’ultimi che rappresentano i veri sconfitti delle elezioni. Con la nuova composizione la repubblica vira sostanzialmente a destra, e dal parlamento potrebbero emergere presto delle spinte antieuropeiste, spinte che tanta paura fanno ai burocrati di Bruxelles.

NON SI PLACANO LE POLEMICHE PER LA SOSTITUZIONE DI VISCO

Una vera e propria guerra sotterranea, questo si sta dimostrando il tentativo di sostituzione di Ignazio Visco, una sostituzione che non trova d’accordo neppure il premier Paolo Gentiloni. Ed è appunto sul presidente del consiglio che si appuntano gli strali del segretario del Partito Democratico Matteo Renzi, che prima aveva dichiarato di avere l’accordo in tasca con il premier, e che adesso deve prendere atto che quest’accordo manca del tutto. Renzi parlando con i giornalisti non ha nascosto la sua irritazione, e ha sottolineato che lui non ha alcun ruolo nell’esecutivo, un esecutivo che ha il compito di scegliere il governatore della massima istituzione finanziaria del paese. Se Gentiloni vorrà rinnovare Visco il segretario ne prenderà atto, ma sottolinea che il PD non è propenso a difendere i “salotti della finanza”.

TORINO LA VERA EMERGENZA È LO SMOG

Non si preoccupa delle battute sui social la Appendino, che difende il provvedimento del blocco delle vetture, e si difende dall’ironia con la quale molti hanno preso il suo appello a chiudere le finestre. Per il primo cittadino la vera emergenza è lo smog, e con un lungo post sottolinea come lei e la sua giunta non si diverte affatto a lasciare a piedi i cittadini della città della mole. Parlando con i giornalisti inoltre l’esponente del Movimento Cinque Stelle critica duramente il presidente della regione Chiamparino, reo di non prendere nessuna misura efficace per abbattere l’inquinamento all’interno delle mura cittadine.

SERIE A, PARI A RETI BIANCHE AL SAN PAOLO

La gara Napoli-Inter è stata spettacolare, ma è terminata a reti inviolate, con tantissime occasioni da rete e nessuna marcatura. La gara ha visto il Napoli fare la partita, ma sicuramente anche l’Inter ha saputo venire fuori per crearsi le sue occasioni con un Matias Vecino davvero in grande spolvero. Le due squadre comunque rimangono in testa alla classifica, aspettando quello che capiterà oggi. Si è giocata ieri un’altra gara, Sampdoria-Crotone. I blucerchiati hanno fatto una vera e propria goleada, vincendo 5-0 e dimostrandosi in grande forma. Con questo successo si portano ora al quinto posto con le altre dietro che però devono giocare ancora nella giornata di oggi.

SERIE A, LA JUVENTUS A UDINE PER ROSICCHIARE DUE PUNTI

La Juventus potrebbe far voltare questa giornata di campionato a suo favore dopo lo 0-0 in Napoli-Inter ieri sera. I bianconeri di Massimiliano Allegri alle 18.00 saranno ospiti oggi alla Dacia Arena dell’Udinese dell’ex Luigi Delneri e sperano di tornare in vittoria dopo che nelle ultime due gare di Serie A avevano raccolto appena un punto in due partite. Attenzione anche alla Roma che cercherà di tornare a contatto con la parte altissima della classifica giocando in trasferta a Torino contro la squadra di Sinisa Mihajlovic e che ricordiamo deve recuperare ancora un’altra partita. Si apre alle 12.30 con il derby veneto Chievo-Verona. Alle 15.00 le altre gare sono Atalanta-Bologna, Benevento-Fiorentina, Milan-Genoa e Spal-Sassuolo. Si chiude la giornata alle 20.45 con la gara Lazio-Cagliari.

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