14ENNE DEPRESSA E ANSIOSA PER LA PILLOLA/ La storia: la “roulette dell’anticoncezionale” mi stava ammazzando

- Paolo Vites

Non sono rari i casi di complicazioni mentali e fisiche per le donne che prendono da anni la pillola anticoncenzionale: ecco una storia molto significativa

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Immagine di repertorio (Pixabay)

14 anni, e mestruazioni che non arrivano da tre anni. Vicky, una ragazzina inglese, si reca dal dottore con la madre. La cura è presto pronta: pillola anticoncezionale. Che centra, si chiede uno? Misteri della medicina moderna, ma la dottoressa in questione non ha dubbi. E Vicky si sente una donna vera: “Prendere quei pacchetti verdi pieni di pilloline gialle sembrava un rito di passaggio. Ora ero una donna. In quei pacchetti di plastica c’era una gradevole essenza di femminismo, liberazione femminile e innovazione medica”. Vicky Spratt oggi ha 28 anni, è una giornalista affermata e ha preso quelle pillole per dieci anni consecutivi come ha raccontato in una intervista alla Bbc. Quei dieci anni non sono stati belli per lei, spiega: “Ho fatto il gioco che definisco ‘roulette dell’anticoncezionale’ per più di un decennio, provando vari tipi di farmaci, con vari gradi di successo e insuccesso. È stato in quel periodo che ho sviluppato ansia, depressione e seri cambiamenti di umore che spesso hanno avuto forti ripercussioni nel corso della mia vita adulta”. Quando la sua vita comincia ad andare a scatafascio su tutti i fronti, la giovane comincia anche a chiedersi se per caso non sia colpa della pillola anticoncezionale.  

Dopo una notte assalita da un panico feroce Vicky fa una ricerca su Internet. Da qualche tempo prende un nuovo tipo di pillola perché soffre di emicrania. Su google digita il nome della pillola insieme a depressione e ansia. Scopre che ci sono forum sull’argomento dove molte donne denunciano gli stesi sintomi. Intanto la sua situazione mentale precipita, sta malissimo. Quando finalmente chiede a una dottoressa se c’è qualche legame con la pillola anticoncezionale questa le ride in faccia dicendo che non c’era alcuna connessione. Allo stremo, la donna decide da sola di interromperne l’uso: “I miei problemi non sono scomparsi dal giorno alla notte, è chiaro, ma ho smesso di avere attacchi di panico. Non ne ho avuto nessuno da allora. A volte mi sento giù, ansiosa e stressata, ma niente di paragonabile a quello che ho vissuto quando prendevo la pillola di progesterone. Ho provato di nuovo gioia e ho smesso di sentirmi terrorizzata assolutamente da tutto e tutti”. Oggi, dice, non usa più contraccettivi ormonali: “sono libera da ansia, depressione e panico”.



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