Referendum Lombardia/ La denuncia degli scrutatori: “Bloccati all’interno delle scuole”

Referendum Lombardia, esordio per il voto elettronico tra le polemiche: ecco la denuncia di diversi scrutatori, rimasti bloccati nelle scuole per diverse ore

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Referendum Lombardia, la protesta degli scrutatori sul voto (Twitter)

Referendum Lombardia, quasi il 40 per cento dei cittadini lombardi sono andati a votare ai seggi per dire sì o no al quesito sull’autonomia della Regione governata da Roberto Maroni. Una affluenza giudicata straordinaria dall’esponente della Lega Nord, con il 95% dei voti per il sì, che voleva superare quota 34 per cento toccata nel 2001. Quello di ieri è stato il primo referendum nella storia per l’autonomia di una regione, tenutosi in Veneto e in Lombardia, con quest’ultima che ha sperimentato per la prima volta nella storia il voto elettronico attraverso i tablet. Dopo le polemiche sui costi esagerati del voto, con i tablet e gli apparecchi elettronici che resteranno in comodato d’uso alle scuole lombarde, ecco la protesta degli scrutatori sulla lunga attesa per gli esiti del voto. Nonostante le rassicurazioni della vigilia, con l’esito prospettato pochi minuti dopo le ore 23.00, i dati ufficiali sono giunti sono nella tarda notte. E gli scrutatori non l’hanno presa affatto bene, anzi…

VOTO ELETTRONICO, SCATTA LA POLEMICA

“Non possiamo uscire e si prospetta che dovremo restare qui fino alle quattro o cinque del mattino, con il vecchio sistema in mezz’ora ce la saremmo cavata”, il commento raccolto da Ansa nella nottata di ieri da una scuola nella zona di Turro a Milano. Diverse le proteste degli scrutatori presenti ai seggi in Lombardia, costretti ad attendere di ricevere la conferma che la lettura delle penne usb, contenti i dati di voto dei singoli tablet, sia andata a buon fine. Ma non solo: in una scuola in zona San Siro, i presidenti hanno minacciato di andarsene chiudendo i verbali a due ore e mezza dalla chiusura delle urne. Una vicenda consequenziale all’esordio del voto elettronico, i cui passaggi e il cui sviluppo dovranno essere perfezionati nel tempo. Forse già a partire dalle prossime elezioni regionali, con il governatore Roberto Maroni che, come rivelato ieri sera, ha già chiesto a Marco Minniti, Ministro dell’Interno, di poter continuare ad utilizzare le piattaforme tecnologiche per la votazione.



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