TARIQ RAMADAN/ Chi è l’intellettuale islamico accusato di molestie: Henda Ayari denuncia dopo le minacce

- Emanuela Longo

Tariq Ramadan, l’affascinante intellettuale islamico al centro di un nuovo scandalo sessuale: la scrittrice Henda Ayari lo accusa di stupro e minacce e annuncia denunce nei suoi confronti.

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Tariq Ramadan

Dopo il caso di Harvey Weinstein e che ha fatto tremare l’intera Hollywood con ampie ripercussioni anche in Italia, le accuse di aggressioni sessuali hanno travolto negli ultimi giorni la Francia. L’ultima è quella giunta nei confronti di Tariq Ramadan, controverso intellettuale islamico, da parte della scrittrice Henda Ayari che lo ha accusato rispondendo all’hashtag #balancetonporc, l’equivalente francofono del #metoo anglosassone e del nostrano #quellavoltache al quale ha aderito anche Asia Argento. La donna, autrice del libro “Ho scelto di essere libera – scampata al salafismo in Francia”, nel quale racconta la sua fuga da un marito fondamentalista islamico e violento, in un messaggio Facebook ha avanzato le sue dure accuse nei confronti di Tariq Ramadan, definendolo il suo “aggressore”. “È una decisione molto difficile, ma ho deciso anch’io che è tempo di denunciare il mio aggressore, è Tariq Ramadan”, ha scritto la donna in uno dei suoi post social, come riporta il quotidiano Il Giornale. La scrittrice ha quindi raccontato il fatto molto grave di cui fu vittima qualche anno fa anche se fino ad oggi non aveva mai avanzato il suo nome “perché ho ricevuto minacce da parte sua e ho avuto paura”. In un successivo post la Ayari si è rivolta ai suoi amici chiedendo tutto il loro sostegno e parlando senza mezzi termini di “stupro” e “minacce”.

LE ACCUSE DELLA SCRITTRICE: LA DENUNCIA DOPO LE MINACCE

La paura di subire minacce, peggio ancora se rivolte non solo a lei ma anche ai suoi figli, avrebbe spinto la scrittrice Henda Ayari a tenere nascosto il nome del suo presunto stupratore, ora emerso con enorme visibilità alla luce di quanto sta accadendo negli Usa e non solo in merito al caso Weinstein. “Ho mantenuto il silenzio per molti anni per paura delle rappresaglie perché quando gli ho detto che avrei presentato denuncia per lo stupro del quale sono stata vittima, lui non aveva esitato a minacciarmi aggiungendo che se la sarebbe presa anche con i miei figli”: così la donna ha spiegato il motivo per il quale per troppo tempo ha preferito tacere. Un primo segnale forte però l’autrice l’aveva inserito in un intero capito del suo libro in cui aveva parlato delle molestie ma cambiando il nome del protagonista per non incorrere in querele, “ma oggi non posso più tenere questo segreto troppo pesante da portare, è venuto il momento di dire la verità”. Ora è pronta non solo alla verità ma anche a denunciare finalmente il suo molestatore: “Forse non ho gli stessi mezzi finanziari per pagarmi gli avvocati e gli esperti per difendermi ma andrò fino in fondo a questa lotta, qualunque cosa mi costi”, ha fatto sapere. A Henda Ayari non resta che confidare nella giustizia e per questo ha fatto sapere di aver presentato denuncia contro Tariq Ramadan alla procura di Rouen.

LA STELLA DELL’ISLAM: TRA FASCINO E AMBIGUITÀ

Ma chi è Tariq Ramadan e da dove deriva tutto il suo fascino che esercita nel mondo? Nipote di Hasan Al Banna, è fondatore dei Fratelli Musulmani, movimento internazionale dell’integralismo. Dopo essere stato professore ad Oxford grazie al sostegno economico del Qatar, il controverso intellettuale rappresenta oggi uno dei leader più carismatici dell’Islam. Non solo è in grado di infiammare le folle musulmane ma anche sedurre le élite progressiste occidentali, basando la sua ideologia sull’ambiguità. Se nel resto d’Europa, Italia compresa, Ramadan riesce ad esercitare un enorme fascino, lo stesso non si può dire per l’America, dove invece è considerato un soggetto indesiderato. Gli stessi intellettuali laici e liberali, in Francia, avrebbero smascherato la sua vera natura ed anche la comunità ebraica di Milano, un anno fa in occasione della sua ospitata un evento promosso dall’European muslim network aveva messo in guardia dalla sua ambiguità politica.

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