Insegnante violentò bimba di 9 anni/ Milano, condannato a 7 anni: molestò anche amico del figlio

- Silvana Palazzo

Milano, insegnante violentò bimba di 9 anni: condannato a 7 anni. Molestò anche amico del figlio. Le ultime notizie sulla sentenza e sull’inchiesta che ha portato all’arresto del pedofilo

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Immagine di repertorio (Pixabay)

Avrebbe abusato di una bambina di 9 anni che si recava per lui per alcune ripetizioni: il pedofilo di 63 anni è stato condannato a 7 anni di carcere. Dall’inchiesta, coordinata dal pm Luca Gaglio e condotta dai carabinieri che nei mesi scorsi hanno arrestato l’uomo, è emerso che l’insegnante avrebbe abusato almeno dieci volte della bambina, «affetta da patologie cognitive». L’uomo avrebbe violentato la bambina, figlia di un suo vicino, tra gennaio e maggio scorso, approfittando dei momenti nei quali sua moglie non era a casa o era in un’altra stanza. Stando all’imputazione, il docente ha costretto la bambina «a subire e a compiere su di lui atti sessuali», anche abusando «delle condizioni di inferiorità psichica». Le indagini hanno anche portato a galla un altro dettaglio: l’uomo avrebbe costretto anche un altro bambino, amico di suo figlio, ad assistere ad atti sessuali sempre a casa sua. La verità è venuta a galla dopo che la bambina ha raccontato all’insegnante di sostegno delle violenze subite «quotidianamente» nella casa del vicino.

SCONTO DI UN TERZO DELLA PENA PER IL RITO ABBREVIATO

La sentenza del gup di Milano Natalia Imarisio è stata emessa nei giorni scorsi. E sta già facendo discutere, visto che il pedofilo 63enne è stato condannato a 7 anni di carcere. L’imputato ha ottenuto lo sconto di un terzo sulla pena, avendo optato per il rito abbreviato. Il giudice ha disposto però delle pene accessorie: l’imputato ha subito infatti una serie di interdizioni, tra cui quella all’insegnamento e alla frequentazione di minori. La moglie del pedofilo, che non era a conoscenza degli abusi che avvenivano in casa, ha spiegato agli inquirenti che «oltre alla vittima, altri sette minori» erano «soliti frequentare l’abitazione al fine di ottenere ripetizioni scolastiche». Dagli accertamenti di carabinieri e Procura, che sono scattati la scorsa primavera, è stato possibile raccogliere gli elementi utili che hanno portato prima all’arresto e poi alla condanna del pedofilo. Una serie di intercettazioni e immagini, come riportato dal Corriere della Sera, sono state importanti in tal senso. A suo carico anche il verbale in audizione protetta della bambina, le cui patologie cognitive non hanno inficiato «la sua capacità di percepire e rappresentare» ciò che è accaduto.



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