Sahar Dofdaa, morta di fame a un mese/ Siria, foto choc di France Presse: questo è il prezzo della guerra

- Silvana Palazzo

Sahar Dofdaa, morta di fame a un mese in Siria: foto choc di France Presse, la de-escalation non sta funzionando. E questo è il prezzo della guerra… Rischio catastrofe umanitaria in Ghouta

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Sahar Dafdaa, morta di fame a un mese in Siria (Foto Afp - da Youtube)

Sahar Dofdaa voleva solo vivere, ma questa evidentemente è una pretesa troppo grande se si nasce in Siria. E infatti la piccola è morta di fame. Succede ancora, succede in Siria, dove l’Isis è stato sconfitto, ma la guerra prosegue. Si continua a morire, anche di fame. Così ha perso la vita, dopo solo un mese dalla sua nascita, la piccola Sahar, che aveva visto la luce nel villaggio di Hamuriya, nella zona di Ghouta. Se la sua storia non è stata seppellita nell’indifferenza è per merito della nota agenzia di stampa Afp, che ha pubblicato una fotografia della bambina scattata dal fotografo siriano Amer Almohibany. Può una fotografia raccontare una storia terribile come quella di Sahar? Gli occhi scavati e le gambe sottilissime sono sufficienti anche per evidenziare il grave problema della malnutrizione di cui soffrono oltre 3,5 milioni di persone in Siria. A nulla evidentemente servono gli appelli della comunità internazionale affinché venga concesso alle Ong il permesso di prestare soccorso ai civili assediati dalle truppe del regime nel nord della Siria. La terribile storia di Sahar intanto fa il giro del mondo: sua madre avrebbe voluto salvarla, ma quando l’ha partita non aveva abbastanza forze per nutrirla. Rimasti senza denaro, i genitori della piccola non hanno potuto comprare il latte alla bambina. Così si spegne una vita nel modernissimo 2017.

IN SIRIA POSSIBILE CATASTROFE UMANITARIA

«Ho scattato l’immagine nove ore prima che Sahar morisse, ero in imbarazzo di fronte a quel corpicino straziato», racconta Amer Almohibany al Corriere. Ma quello di Sahar Dofdaa non è l’unico caso: al momento ci sono almeno 68 casi di grave malnutrizione in Siria. Li ha segnalati Mohamad Katoub, un dottore della Syrian American Medical Society che opera nella regione di Ghouta, al Guardian. Lo stesso medico però ritiene che il dato potrebbe essere più alto, visto che ci sono molti civili che non hanno le forze per raggiungere gli ospedali. C’è poi una questione speculativa: a causa della guerra e dell’assedio, negli ultimi mesi sono ulteriormente cresciuti i prezzi degli alimenti. Per comprare un chilo di zucchero, ad esempio, servono 15 dollari. Succede allora che molte famiglie per sopravvivere abbiano cominciato a cucinare piante ed erba. Nella regione a est di Damasco l’emergenza umanitaria è grave, nonostante Ghouta sia una delle aree di de-escalation previste dall’accordo mediato da Russia e Turchia. Gli aiuti internazionali non arrivano in una quantità sufficiente, anche a causa dei limiti all’accesso posti dal governo, oltre che per gli scontri tra le fazioni dell’opposizione. Fiorisce così il mercato nero, che costringe la gente a vivere di orzo, olive e piante bollite. Di questo passo Ghouta diventerà teatro di una catastrofe umanitaria…



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