Terza Guerra Mondiale/ Aviazione Usa ‘smentisce’ Trump: “bombardieri B-52 non sono in allerta permanente”

- Niccolò Magnani

Terza guerra mondiale, ultime notizie di oggi 24 ottobre 2017: Usa vs Corea del Nord, aerei pronti allo scontro. La Cina, il commercio e lo sguardo realista del vescovo di Seul

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Dialogo tra le Coree, terza guerra mondiale

24 ore dopo arriva la smentita della stessa Aviazione sulla notizia della Casa Bianca che avrebbe ordinato l’allerta permanente della flotta di bombardieri B-52, per la prima volta dopo la fine della Guerra Fredda. La tentazione di Trump di porre continue minacce e provocazioni al leader nordcoreano Kim Jong-un avrebbe anche questa volta “passato il segno”, posto che la notizia non è uscita dalle mani “twittarole” del presidente bensì proprio dalla stessa aviazione del generale David Goldfein, ex vice capo del personale dell’Air Force. «L’Air Force statunitense non ha intenzione di mettere la flotta di bombardieri strategici B-52 a lungo raggio (in grado di portare testate nucleari, ndr) in allerta permanente, mossa che sarebbe stata senza precedenti dalla fine della Guerra fredda». Notizia smentita ma minaccia che rimane, con l’allerta delle forze militari Usa che resta comunque alta di fronte alle provocazioni lanciate da Pyongyang e di fronte alla mancanza di incisività finora della diplomazia internazionale. 

GRECIA SOSTIENE USA E COREA DEL SUD

Il fattore “mondiale” della possibile guerra sul Pacifico è sempre più confermata: ora anche la Grecia fa un passo deciso di accordi e sostegno alle politiche della Corea del Sud e degli Stati Uniti contro la minaccia di Pyongyang: Nak-yon (primo ministro della Sud Corea )ha ringraziato la Grecia per il suo sostegno nella questione inerente alla Corea del Nord e ricordato che i due paesi svilupperanno la loro cooperazione economica. «In questo momento ci troviamo di fronte alle minacce provenienti dalla Corea del Nord, la Grecia è al nostro fianco e ringraziamo per il messaggio inviato sulla questione», ha osservato Nak-yon che ha anche sottolineato la necessità di ampliare il flusso commerciale tra Atene e Seul per ridurre il divario nel bilancio commerciale tra i paesi, ha aggiunto invitando Tsipras a visitare il suo paese in occasione dei prossimi Giochi olimpici invernali che si terranno a PyeongChang nel febbraio 2018. Come riporta Agenzia Nova, il premier sudcoreano ha dichiarato di prevedere maggiori esportazioni dei prodotti agroalimentari dalla Grecia verso il proprio paese e di aver firmato un memorandum di cooperazione in materia di e-governance nei prossimi anni. 

LO SGUARDO REALISTA DA SEUL

La terza guerra mondiale non è uno scherzo: ieri Trump ha dato ordine ai bombardieri nucleari B-52 di rimanere in allerta pre-scontro, per la prima volta dalla fine della Guerra Fredda: «Gli Usa sono metteranno la flotta di bombardieri strategici B-52 a lungo raggio – in grado di portare testate nucleari – in allerta permanente, mossa senza precedenti dalla fine della Guerra fredda», lo ha detto il Capo di Stato Maggiore dell’Air-Force, il generale David Goldfein contro le possibili minacce di Kim Jong-un e Vladimir Putin. Non si scherza quindi, con il regime nordcoreano che da un momento all’altro potrebbe sganciare missili nucleari contro il Giappone, la Sud Corea o gli stessi Stati Uniti. A questo quadro lugubre dove la diplomazia internazionale sembra del tutto non funzionare (almeno finora ha evitato lo scontro ma non sta dando garanzie per l’immediato futuro), prova a replicare uno sguardo più realista, pragmatico e che coglie forse il punto caldo dell’intera vicenda sul Pacifico. «La Corea del Nord del presidente Kim Jong-un – quello che Trump sbertuccia chiamandolo “Rocket Man , l’uomo-razzo” – lo scorso giugno aveva convocato a Pyongyang i leader delle sette maggiori religioni presenti nella Penisola coreana. Ma l’appuntamento è saltato dopo la decisione dell’Onu di inasprire le sanzioni contro il regime nord-coreano, e l’invito ai capi religiosi è stato rinviato»: a parlare è Hyginus Kim Hee-Joong, arcivescovo cattolico di Gwangju e presidente della Conferenza episcopale coreana, nell’intervista pubblicata sull’ultimo numero de La Civiltà Cattolica. Il presule ha spiegato a Padre Antonio Spadaro come la vicenda della Terza Guerra Mondiale a pezzi ha numerosi responsabili e ben pochi innocenti: «Alcuni», nota l’arcivescovo sudcoreano, «interpretano quelle azioni della Corea del Nord come una via di sopravvivenza contro le superpotenze, altri invece ritengono quel gesto un’inaccettabile minaccia di guerra. Io – aggiunge Hyginus – penso che i lanci dimostrativi di missili costituiscono un messaggio forte, quello di essere disposti a dialogare con gli Stati Uniti, ma solo su un piano di parità».

CINA, “COMMERCIO CON COREA DEL NORD IN LINEA CON SANZIONI”

In tutto questo marasma pronto ad esplodere, la Cina non è certo la “santa” potenza che vuole credere di essere, con il suo ruolo di diplomazia con Pyongyang che ancora tarda a vedersi negli effetti pratici. Secondo l’arcivescovo igli Stati Uniti e l’Onu sbagliano nella dinamica iniziale, nell’impostare l’intera vicenda sul piano dello scontro: «chi vuole imporre alla Corea del Nord la rinuncia agli esperimenti nucleari come condizione per iniziare il dialogo esprime una logica sbagliata visto che tale rinuncia costituisce esattamente lo scopo del dialogo stesso». Non mancano infine denunce importanti contro gli altri Paesi coinvolti che starebbero sfruttando la tensione in NordCorea per interessi nazionali (Cina, Giappone, Russia, Usa, Australia, nessuno è escluso), «pensano che tutte le superpotenze coinvolte stiano usando questa tensione con la Corea del Nord per i loro interessi nazionali. Si dice che alcuni Paesi stiano ottenendo grossi guadagni, proprio strumentalizzando e prolungando questa tensione nella penisola coreana». In questo senso, la dichiarazione rilasciata ieri dal ministero degli Esteri di Pechino conferma la denuncia dello sguardo realista e senza pregiudizi del vescovo coreano: «La Cina ha sempre attuato rigorosamente le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla Corea del Nord… Il Consiglio di sicurezza ha sottolineato che le risoluzioni pertinenti non dovrebbero avere un impatto negativo sulle esigenze della vita e delle esigenze umanitarie della Corea del Nord». Un colpo al cerchio e uno alla botte, leggendo le parole di Geng Shuang: un modo per avere un forte interesse e ritorno in termini nazionali di una vicenda che invece minaccia al mondo intero una guerra nucleare. Mercato, commercio e scambi: Pechino non sta aiutando, non sono dunque solo le minacce americane di Trump a rendere pericolosa e delicata la vicenda tra la Corea del Nord e la comunità internazionale.

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