17ENNE AGGREDITA A FIRENZE/ Ancora dubbi: buco temporale di 30 minuti (Chi l’ha visto?)

- Francesco Agostini

17enne aggredita a Firenze, spunta una nuova pista: sul luogo dell’aggressione sarebbe stato visto da testimoni oculari un uomo con la felpa rossa nell’orario dell’aggressione.

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17enne di Montelupo Fiorentino, spunta l'uomo con la felpa rossa (web)

Il cerchio si starebbe stringendo sempre di più attorno ai possibili responsabili dell’aggressione subita dalla minorenne a Montelupo ormai due settimane fa. Le indagini proseguono senza sosta toccando diversi aspetti, dalle telecamere ai telefonino, oltre ovviamente alle testimonianze che avrebbero indicato un soggetto con indosso una felpa rossa. La polizia, secondo Go News avrebbe già escluso che possa trattarsi di un amico della 17enne che era con lei la stessa sera ma ulteriori ed importanti dubbi avrebbero invece a che fare con un presunto buco temporale individuato dagli investigatori. Le lunghe indagini di questi giorni avrebbero ristretto anche la fascia oraria nella quale ancora non è del tutto chiaro cosa sarebbe accaduto. Si tratta nel dettaglio di una mezzora di buio dopo le ore 6:00 ovvero dopo l’inquadratura della telecamera di videosorveglianza in cui la ragazza sarebbe stata da sola, ovvero quando sarebbe appunto stata aggredita. Tutti i retroscena e gli ultimi sviluppi saranno resi noti nel corso della nuova puntata di stasera di Chi l’ha visto. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

LE TELECAMERE E LA TELEFONATA: È GIALLO

Continua a non ricordare la 17enne di Montelupo aggredita dieci giorni fa al termine di una serata trascorsa con amici in discoteca. Secondo quanto trapela da GoNews.it, le sue condizioni sarebbero in netto miglioramento ma non è detto che le sue dimissioni dal San Giuseppe di Empoli possa coincidere con una svolta nel giallo, oggi al centro della nuova puntata di Chi l’ha visto. La ragazza sarebbe ancora vittima di una amnesia a causa del trauma cranico riportato dopo l’aggressione e proprio questo renderebbe difficile il proseguimento delle indagini. Alcuni frutti, però, sarebbero derivati dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza, più volte tirate in ballo nel corso del caso. La polizia scientifica, infatti, avrebbe estrapolato un’immagine decisiva in cui si vedrebbe intorno alle 6:13 la 17enne con in mano un cellulare. Potrebbe essere il suo smartphone, esattamente quello del quale si sarebbero perse misteriosamente le tracce. Una telecamera inoltre sarebbe stata presente anche di fronte al locale Jump Rock di Montelupo e già visionata dagli inquirenti. Si torna poi a parlare anche del cellulare, dal momento che secondo il dirigente del commissariato di Empoli ci sarebbe stata una telefonata prima dell’aggressione ma non si sarebbe trattato di una richiesta di aiuto. Prosegue il controllo delle celle telefoniche legate al numero della giovanissima e che potrebbe rendere noto il quadro generale dei contatti avvenuti. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

LA VICENDA AL CENTRO DELLA TRASMISSIONE DI RAITRE

La vicenda della 17enne di Montelupo Fiorentino aggredita quasi a morte continua a far parlare di sé a distanza di poco più di 10 giorni. Nella puntata di questa sera di Chi l’ha visto? si approfondirà l’argomento, cercando di comprendere se sia possibile seguire qualche traccia per ritrovare l’aggressore. E’ delle ultime ore la notizia secondo cui sul luogo dell’aggressione ci sarebbe stato un uomo con una felpa rossa avvistato da alcuni giovani in quella maledetta serata. Tutto è ancora vago e piuttosto indefinito, ma quantomeno una piccola pista è venuta fuori dopo 10 giorni in cui le acque sembravano essere completamente ferme. Ad aggravare una situazione che è già nebulosa di suo sta il fatto che anche il telefonino della ragazza pare essere scomparso. Sparito, volatilizzato nel nulla. E ai fini di un indagine penale, tutti sanno quanto un cellulare possa dire con la sua cronologia dei messaggi e delle chiamate. E’ importantissimo conoscere quali sono gli ultimi movimenti della ragazza ma purtroppo, senza lo smartphone, ciò risulterà praticamente impossibile. Le indagini, comunque, proseguono.

L’APPELLO DEL PADRE

La ragazza aggredita di Montelupo Fiorentino sarebbe dovuta morire. Chi l’ha aggredita quella maledetta sera al Parco dell’Ambrogiana, in Toscana, aveva tutte le intenzioni di ucciderla, su questo non c’è alcun dubbio. L’aggressore l’ha attaccata con tutta la violenza possibile, lasciandola in una pozza di sangue; molto probabilmente (anzi, sicuramente) se n’è andato convinto di averla uccisa. E invece le cose non sono andate affatto così: la ragazza è sopravvissuta all’aggressione in modo miracoloso. Per questo motivo il padre della diciassettenne di Montelupo Fiorentino sta continuando a vegliare sulla propria figlia 24 ore su 24, per paura che l’uomo con la felpa rossa possa tornare e finire il lavoro. Ha detto il papà su Firenze Today: ‘Chi l’ha ridotta in questo modo pensava di averla uccisa e ora ho paura che possa tornare per farlo davvero. Per questo serve assolutamente una vigilanza su di lei. Per ora ci stiamo alternando con degli amici per stare con lei 24 ore su 24 in sua presenza.’ La preoccupazione per l’uomo è senza ombra di dubbio più che giustificata: il ‘quasi omicida’ potrebbe tornare da un momento all’altro.’

IL COMMENTO SU INSTAGRAM

La vicenda di Montelupo Fiorentino continua ad arricchirsi di inquietanti particolari. Qualche giorno fa è spuntato un nuovo indizio che sarebbe indicativo di una situazione traumatica. Un amico della ragazza 17enne ha conservato uno screenshot (cioè ha fotografato una pagina web) di un commento della stessa 17 enne sul social network Instgram. La ragazza aveva scritto un lapidario e inquietante: ‘Domani sarò morta. Addio.’ alle 6:20 circa del mattino. La polizia locale ha chiarito che quello è l’orario stesso in cui il fantomatico ‘uomo con la felpa rossa’ l’avrebbe aggredita, e cioè tra le 6:20 circa e le 6:35 del mattino. Sulla vicenda, però, non è stato finora possibile approfondire molto per due principali motivi: in primo luogo perché, come dicevamo in precedenza, il cellulare della ragazza non è ancora stato ritrovato e in secondo luogo perché la 17enne stessa non ricorda nulla di quella serata. Ricordiamo, infatti, che la stessa ragazza ha subìto un pesante trauma cranico essendo stata ritrovata in una pozza di sangue quel giorno infausto davanti alla discoteca Jump.

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