IL BIMBO “PAGHI UNO-PRENDI DUE”/ Madre affitta l’utero gratis per i genitori gay: “col primo sono stati bravi”

- Niccolò Magnani

Utero in affitto: madre surrogata inglese “dona gratis” un bimbo e lo chiama BOGOF (paghi uno prendi due). I genitori gay felici per il secondo figlio, ma a quel nascituro chi ci pensa?

neonato_donna_partorisce_mentre_lascia_ospedale
Neonato dopo il parto (Pixabay)

Da dove cominciamo signori e signore? Qui c’è un doppio imbarazzo: quello sulla scelta da dove partire nel presentare questo assurdo caso avvenuto in Inghilterra e quello di questo bimbo che nasce al mondo in un contesto a tratti inquietante. Partiamo dal primo imbarazzo: la storia è raccontata dal Mirror e dal Daily Mail che esaltano la grande prova d’amore di questa madre surrogata, Becky Harris, che ha 30anni e si appresta alla settimana gravidanza con utero in affitto. Nei precedenti sei, uno l’aveva “commissionato” – e poi qualcuno ha ancora il coraggio di dire che l’utero in affitto non è una mercificazione della vita umana… – ad una coppia di padri gay: a questa coppia di genitori omosessuali si è affezionata e nei sei anni di crescita del primo figlio ha visto come quella famiglia allargata abbia garantito amore e affetto a quel ragazzino tanto da meritarsi un secondo figlio surrogato… ma gratis questa volta! Un cuore d’oro per questa donna che rinuncia a 15mila sterline perché «volevo avere un secondo bambino per i papà, come mio dono a loro, perché negli ultimi sei anni ho visto quali padri eccezionali sono, volevo dare un fratello a quel bimbo», spiega la 30enne inglese ora incinta. Becky è diventata una madre surrogata nel 2010 quando suo figlio Levi aveva sette mesi di età; aveva aiutato per la prima volta un marito e una moglie che non erano in grado di avere un figlio proprio. Ha poi continuato ad aiutare i due papà gay, per i quali ora è incinta, che sono uomini d’affari del sud dell’ Inghilterra e non vogliono essere identificati. La volontà di maternità “altrui” che viene scambiata dai media inglesi come il grande “altruismo” di questa donna: tutti a parlare della donna, delle grandi conquiste dell’utero in affitto, dei padri gay che hanno ottenuto il dono da Becky, ma quasi nessuno si chiede quel bimbo nascituro come e in che contesto è stato “desiderato”.

IL BIMBO SOPRANNOMINATO ’PAGHI UNO-PRENDI DUE’

Nessuno ha voluto lui in quanto lui: Becky ha voluto fare un regalo a quei padri; quel fratellino si è visto arrivare un nuovo “compagno” di giochi e quelli stessi genitori che avevano pagato per avere un figlio che per natura non potrebbero evidentemente produrre. Ma qualcuno quel bimbo in quanto bimbo, innocente e senza alcuna colpa, qualcuno lo ha desiderato per davvero? Qualcuno ha pensato a lui? Qualcuno ha pensato ad un nome per lui? Sì, mi obietteranno i lettori della notizia che in Inghilterra è già divenuta virale; la madre surrogata ha infatti pensato a tutto e ha avuto la genialata. «Abbiamo detto ai padri gay che questo è il mio bambino BOGOF», e giù risate. Voi direte, ma che nome è? Non proprio bellino, forse un po cacofonico, ma magari vorrà dire qualcosa in inglese; ecco sì, un senso ce l’ha infatti. Buy One Get One Free: tradotto, “paghi uno prendi due”. Ed eccoci qui al secondo imbarazzo dell’inizio: un bimbo che però è già una merce, un prodotto. Lo si “prende gratis” visto che il primo quei padri l’avevano pagato e ora, grazie alla loro bravura, se ne meritano un secondo. Certo, tutto perfetto e tutto bellissimo: un bel mondo fatto a misura d’uomo. Già, ma non di bambino….



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori