INVAGINAZIONE/ Cos’è e quali sono i sintomi: bimba morta a 4 mesi per una mancata diagnosi (Le Iene)

- Emanuela Longo

Invaginazione: cos’è la patologia intestinale che ha portato alla morte di uan bimba di 4 mesi e come si cura. I sintomi, i primi segnali, la diagnosi corretta e possibilità di guarigione.

invaginazione_iene
Invaginazione, il caso di Cloe

Una invaginazione non diagnosticata in tempo ha portato alla morte di una bimba in un ospedale italiano. E’ questa la tragica storia narrata ieri nel corso della trasmissione Le Iene: siamo a Cosenza, quando tre anni fa, Cloe è morta a soli 4 mesi e mezzo per un banale problema alla pancia. I medici dell’ospedale pediatrico della città non sono riusciti a capire in tempo quale fosse il problema della bimba e non per via di un ritardo nei soccorsi da parte dei genitori. Al contrario: il padre dopo aver registrato il primo gravissimo sintomo (vomito molto violento e dolori accusati dalla figlioletta e manifestati attraverso forti grida) si è recato in ospedale dove è stata diagnosticata una semplice epidemia da influenza intestinale, rimandando a casa la piccola. La famiglia si sarebbe ripresentata altre volte ma senza ottenere la giusta soluzione. Solo dopo il trasporto all’ospedale di Napoli dove fu tentata un’operazione la bambina morì. La causa del decesso, una semplice invaginazione. Ma cos’è, quali sono i sintomi e come di verifica? Per invaginazione si intende una patologia intestinale che potrebbe anche rivelarsi molto grave se non diagnosticata in tempo. Essa consiste nella penetrazione di un segmento di intestino nel tratto sottostante che provoca una occlusione intestinale. L’immagine è quella simile al dito di un guanto rivoltato. Molto frequente soprattutto nei bimbi di età compresa fra i 3 mesi e 1 anno, la cui insorgenza è inaspettata anche in lattanti considerati fino a quel momento in buona salute.

LE CAUSE E I SINTOMI: COME AVVIENE LA DIAGNOSI

Nel caso dei pazienti più piccoli, l’invaginazione potrebbe essere causata per via del cambiamento delle abitudini alimentari che avvengono nell’arco di vita più a rischio e che vedono l’introduzione progressiva nel corso del bimbo di cibi via via sempre più solidi. Questi ultimi, una volta a contatto con la parete intestinale esaltano la normale peristalsi portando all’invaginazione intestinale. Tra le altre cause anche infiammazione acuta dei linfonodi addominali provocata da una malattia virale, così come la presenza di un grosso polipo o un’infiammazione del diverticolo di Meckel. Tra i segnali che indicano la patologia sopraggiunta in modo improvviso, le grida, il pianto e l’agitazione, come nel caso della bimba calabrese morta. Il rifiuto del cibo insieme alla comparsa di sangue puro o misto a feci sono altri sintomi importanti. L’invaginazione è possibile diagnosticarla attraverso una semplice ecografia o sul clisma opaco che ne permette anche un trattamento precoce della patologia. Come riporta Starbene.it, il trattamento dell’invaginazione deve essere immediato poiché le conseguenze potrebbero essere terribili: necrosi dell’intestino invaginato, peritonite, occlusione intestinale e, nei casi più gravi, morte. Nella maggior parte dei casi si interviene con un intervento chirurgico all’addome con il quale si provvede a riportare nella posizione originaria la porzione intestinale invaginata. Le possibilità di guarigione sono ottime purché si intervenga tempestivamente, entro i primi due giorni dalla comparsa dei sintomi. Questo purtroppo, non è stato il caso della piccola Cloe.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori