BAMBINO GAY A DISNEY CHANNEL/ In “Andi Mack” la storia del 13enne che si scopre omosessuale

- Niccolò Magnani

Bambino gay a Disney Channel: in Andi Mack la trama e storia di un 13enne che si scopre omosessuale. Quando la rieducazione passa per la tv dei ragazzi

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"Andi Mack" su Disney Channel

Un 13enne gay che cresce e accetterà la sua omosessualità all’interno della serie teen dove tutti vissero felici e contenti. E LGBT friendly. Già che ci siamo. Un passaggio storico avviene in Disney Channel con la nuova stagione della popolare serie “Andi Mack” che vedrà per la prima volta un protagonista minore omosessuale che prenderà una bella cotta per il suo compagno di classe. Del resto, la serie ha già regalato “grandi emozioni” nel recente passato con due sorelle che di colpo si sono scoperte essere madre e figlia nella prima stagione: la seconda stagione – che negli Stati Uniti partirà il 27 ottobre – sarà tutta incentrata sul tema della consapevolezza e dell’accettazione da parte di uno dei protagonisti della propria omosessualità. Per i più appassionati, l’attenzione sarà su Cyrus, interpretato da Joshua Rush, che scoprirà di avere un compagno 13enne non proprio indifferente. La fiera della felicità “pret a porter” in salsa arcobaleno sbarca dunque su Disney che nelle sue infinite serie per ragazzi e bambini piazza la “zampata” del personaggio gay che prenderà parte centrale nella trama delle varie vicende teen. Nel tentativo di evitare il “muro contro muro” tra tradizionalisti e “modernisti” aperti a tutte le diversità, non bisogna però dimenticare un fattore tutt’altro che banale: l’indottrinamento.

LA POSIZIONE DI DISNEY CHANNEL

Un conto infatti è il rispetto e la difesa contro chi scherza, deride e offende le minoranze del mondo LGBT contro ogni forma di discriminazione, un conto però sono appunto gli indottrinamenti che ormai sempre più spesso passano per la tv generalista (la Rai è maestra in questo) e satellitare, con la multinazionale Disney che non si tira indietro. Il modello di felicità e la quasi totale assenza di problematicità in una gioventù e adolescenza gay non è esattamente la totale aderenza con la realtà: il problema è che, fare presente questa semplice critica, passa inequivocabilmente dall’opinione generale, come minimo, dal sessismo all’omofobia fino al razzismo e per i più aggressivi il “fascismo della tradizione”. Un esempio? «Andi Mack è la storia di adolescenti che cercano di capire chi sono. E tutte le persone coinvolte nello show hanno ritenuto che affrontare un tema così delicato fosse appropriato per tutti i tipi di pubblico. Perché il messaggio finale è quello di divulgare i valori dell’integrazione e del rispetto per tutti gli individui», spiega Disney Channel presentando Andi Mack. E non solo, «la televisione deve riflettere la realtà. E anche la gioventù Lgbt merita di vedere la propria vita raccontata nei loro show preferiti», spiega Glaad (Gay & Lesbian Alliance Against Defamation), tra le maggiori associazioni a difesa dei diritti civili delle comunità gay. Ecco appunto, “la tv deve spiegare la realtà”: benvenuti nell’ennesima (ri)educazione da intrattenimento (o indottrinamento, scegliete voi).



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