DONNA ADULTERA MASSACRATA DA DUE EX/ Portogallo, pena ridotta “perché depressi”: giudici ricorrono alla Bibbia

- Emanuela Longo

Donna adultera massacrata da due ex, pena ridotta da parte dei giudici perché depressi. I due togati fanno ricorso alla Bibbia per spiegare la sentenza choc.

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Lo scorso 11 ottobre è giunta una sentenza di condanna emessa dai giudici Neto de Moura e Maria Luisa Arantes e che ha fatto particolarmente discutere l’intero Portogallo. La storia, narrata da Corriere.it, è quella di una donna brutalmente aggredita nel 2015 da due uomini che per un periodo della sua vita avevano avuto una relazione sentimentale con lei. Si tratta dell’ex marito e dell’ex amante, i quali si sarebbero uniti nel loro diabolico piano al fine di “darle una lezione”, aggredendola con un bastone chiodato. Per il loro gesto brutale erano stati chiamati ad affrontare un processo dal quale però ne sono usciti con le ossa meno rotte del previsto, avendo ricevuto una pena “soft” dai due giudici togati. Il motivo, secondo quanto emerso dalla sentenza di condanna, sarebbe da rintracciare nel fatto che gli aggressori soffrirebbero di uno stato di depressione insorto proprio a “causa” della donna che avrebbero massacrato. E nel pronunciare la sentenza, i due giudici avrebbero fatto ricorso alla Bibbia, giustificando in tal modo la pena ridotta e che ha già fatto scendere in campo numerosi gruppi di femministe.

ASSOCIAZIONI E GRUPPI DI FEMMINISTE PROTESTANO

I due togati al centro della polemica e che nei giorni scorsi hanno emesso la loro sentenza choc contro i due ex della donna aggredita, hanno attinto alle Sacre Scritture per giustificare la pena ridotta inflitta. “Nella Bibbia si legge che un’adultera deve essere punita con la morte e la società ha da sempre compreso la reazione di un uomo colpito e umiliato dall’adulterio”, si legge nella sentenza. Chiaramente contro la pronuncia dei due giudici si è mobilitata una associazione in difesa dei diritti delle donna. In un comunicato ufficiale è stata attaccata la sentenza asserendo che “invocare la Bibbia in un caso legale discredita le norme giuridiche del nostro Paese”. Altri cortei e proteste sono andati in scena nelle giornate di ieri e di oggi a Lisbona e a Porto, dove hanno sfilato diversi gruppi di femministe che hanno protestato con lo slogan: “Il maschilismo non è giustizia, è un crimine”.



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