Gavin Boby, il cacciatore di moschee/ Chi è l’avvocato inglese che fa chiudere i luoghi di culto islamici

- Silvana Palazzo

Gavin Boby, il cacciatore di moschee: chi è l’avvocato inglese che fa chiudere i luoghi di culto islamici. Le ultime notizie sul Mosquebuster che vuole esportare il suo “marchio” all’estero

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Gavin Boby, il cacciatore di moschee

Gavin Boby chi è? E’ un incubo per gli islamici che vivono in Gran Bretagna: è un Mosquebuster, un cacciatore di moschee. L’avvocato 52enne, specializzato in progettazione urbanistica, ha un’ossessione: combattere le moschee o i centri di aggregazione islamica. Per dare un logo alla sua lotta ha ripreso il simbolo del film Ghostbusters del 1984, ma mettendo il predicatore Abu Hamza al posto del fantasma dietro il segnale di divieto. Ogni volta che in un quartiere britannico o in una cittadina arriva una moschea esce allo scoperto per combattere la diffusione dell’Islam con le armi della legge. Se non la si può combattere da un punto di vista culturale, allora – come riportato da Il Giornale – prova a farlo attraverso la sua conoscenza della burocrazia. La costruzione o trasformazione di un edificio prevede, infatti, molteplici autorizzazioni e permessi tra cui può esserci un baco. Lui lo scova e ottiene il risultato desiderato: bloccare la costruzione di moschee. Per Gavin Boby non rappresentano solo un problema perché creano tensioni e pericoli, ma abbassano la qualità di vita dei residenti, visto che aumenta traffico e inquinamento, c’è un disturbo della quiete pubblica e un abbassamento del valore immobiliare delle case.

33 VITTORIE NELLE SUE 47 BATTAGLIE LEGALI

L’Islam per Gavin Boby, il Mosquebuster, va combattuto usando di fronte alla legge argomenti differenti da quelli ideologici. E in questo è un maestro, perché ha un vasto know how delle leggi edilizie. Così è riuscito ad ottenere 33 vittorie nelle 47 battaglie legali ingaggiate finora contro l’apertura di moschee e centri che per lui non hanno nulla di culturale. Sul sito dell’associazione Law and Freedom Foundation da lui fondata c’è anche un contatore ben in vista che calcola appunto i risultati finora ottenuti. Le comunità che allora si sentono minacciate dall’avanzata dell’Islam di quartiere possono contattare la sua associazione per valutare insieme come arginarne la diffusione. Il lavoro di Gavin Boby del resto è certosino: consulta siti dei comuni e dei quartieri alla ricerca di delibere sospette, che vengono spesso volutamente nascoste per non suscitare le ire delle popolazioni locali. Alla comunità comunque non chiede soldi in cambi, sebbene comunque le azioni legali abbiano un costo. Accetta e sollecita donazioni da parte di soggetti, anche privati. L’obiettivo, secondo quanto riferisce Il Giornale, è raggiungere 100mila sterline all’anno.

“L’ISLAM INCORAGGIA LA PEDOFILIA E GLI ABUSI SESSUALI”

Gavin Boby non è semplicemente al servizio di una causa: lui, il Mosquebuster, ci crede davvero. Considerato vicino all’English Defense League, un partito di estrema destra che si oppone alla diffusione dell’Islam, alla legge della Sharia e all’estremismo islamico in Inghilterra, ritiene che questa religione «incoraggi la pedofilia, gli abusi sessuali e lo sfruttamento della prostituzione». Il problema per lui più visibile, che colpisce la gente, è che al centro della dottrina islamica vi siano «divisione etnica, in particolare tra la società islamica e non islamica, e la violenza». Di conseguenza le comunità devono capire come proteggersi visto che «le élite politiche ed intellettuali stanno minando il diritto e la libertà». E allora ha pensato anche di pubblicare una guida online per spiegare come fare un’azione legale contro una moschea: «Fate sapere ai consigli di zona che sono nel mirino per le loro decisioni. Siate implacabili. Dateci sotto». Finora Gavin Boby ha agito solo in Gran Bretagna, ma – stando a quanto riportato da Il Giornale – pare che abbia “ispirato” i cittadini di Bendigo, in Australia. Il suo sogno è fare però della sua attività un franchising da esportare in tutti i Paesi che si sentono minacciati.

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