ISABELLA NOVENTA/ Motivazioni sentenza: Debora Sorgato la mente, un crescendo di odio e gelosia (Quarto Grado)

- Emanuela Longo

Isabella Noventa: depositate le motivazioni della sentenza di condanna a carico dei fratelli Sorgato e di Manuela Cacco. Per il gup la mente del delitto fu Debora.

isabella_noventa_chi_lha_visto_01_2016 Isabella Noventa

Il giallo di Isabella Noventa, nonostante l’arresto dei tre presunti responsabili, resta ancora in parte irrisolto proprio per via della mancanza del cadavere, a distanza di oltre un anno e mezzo dal suo delitto. Il caso sarà oggi al centro della nuova puntata di Quarto Grado, la trasmissione in onda su Rete 4 e condotta da Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero. Interessante il dibattito in studio, alla luce della deposizione delle motivazioni della sentenza con la quale il “trio diabolico” fu condannato al termine del processo di primo grado: 30 anni di reclusione a carico dei fratelli Freddy e Debora Sorgato, accusati di omicidio volontario e soppressione di cadavere e 16 anni e 10 mesi per Manuela Cacco, colpevole anche di stalking e simulazione di reato. Il giudice non avrebbe dubbi: l’ideatrice dell’omicidio di Isabella Noventa fu Debora Sorgato. Fu lei, dunque, a trascinare nell’abisso il fratello ed ex fidanzato della vittima, Freddy, disposto a prendersi le colpe pur di scagionarla, ma anche l’ex migliore amica Manuela, ex amante dell’autotrasportatore. Ma cosa avrebbe scatenato così tanto odio al punto da arrivare persino a volere la morte della povera segretaria? Secondo quanto si legge nelle 350 pagine delle motivazioni depositate lo scorso lunedì sera, a due ore dalla scadenza del termine e riferite dal Mattino di Padova, il movente dell’omicidio avvenuto tra il 15 ed il 16 gennaio 2016 fu “Un crescendo di sentimenti di avversione verso Isabella… sentimenti che si incontrano e rappresentano il terreno fertile nel quale risulta maturare la decisione di porre fine alla sua vita”. Regia dell’immane piano diabolico, proprio Debora Sorgato.

ISABELLA NOVENTA, IL MOVENTE E LA COALIZIONE FEMMINILE

Il gup di Padova Tecla Cesaro non avrebbe dubbi: fu Debora Sorgato a decidere che era arrivato il momento di mettere la parola fine alla vita di Isabella Noventa. Secondo quanto contenuto nelle motivazioni, “Debora riteneva che fosse la donna sbagliata per Freddy, lo faceva soffrire, lo umiliava e allontanava dalla famiglia… con il pericolo di una possibile dispersione del patrimonio dei Sorgato destinato all’amato figlio”. Il patrimonio, in realtà, apparteneva anche a Debora ma era intestato a Freddy per via di quei debiti che la donna aveva ereditato dal primo marito, Giuseppe Berto, a causa del suo vizio del gioco. Ma nei confronti di Isabella, secondo il gup, tutti e tre gli imputati nel tempo avrebbero maturato sentimenti di “astio, rancore, gelosia e frustrazione”. Da una parte c’è Freddy, che non riesce a lasciare la donna che, pur facendolo soffrire continua ad ammaliarlo. Dall’altra ci sono le due donne, sempre più esasperate dalla sua situazione sentimentale. Manuela è stanca del ruolo di amante e vorrebbe averlo finalmente tutto per sé. A quel punto interviene Debora pianificando l’omicidio della segretaria, che avrebbe finito per rappresentare “l’unico modo per far cessare la relazione tra Freddy e Isabella”. La freddezza successiva al delitto intravista nell’autotrasportatore avrebbe avuto gli effetti di una liberazione provata dall’uomo. A convincere Freddy ad andare avanti nel piano diabolico messo a punto nei minimi dettagli dalla sorella, sarebbe stata proprio la “coalizione fra le due donne”. Quella morte avrebbe rappresentato la soluzione definitiva al “problema della relazione tra Isabella e Freddy”.





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