Pedofilo torturato in carcere/ Il compagno di cella gli getta addosso l’acqua bollente

Pedofilo torturato in carcere, l’episodio è accaduto in Australia: Adam Paul Davidson ha gettato addosso un secchio di acqua bollente al compagno di cella

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Carcere (Pixabay)

Pedofilo torturato in carcere, l’episodio è accaduto a Brisbane, in Australia. Protagonista Adam Paul Davidson, trentenne detenuto nel penitenziario Walston di Wacol, che ha confessato di aver torturato il proprio compagno di cella Brett Peter Cowan. Davidson ha gettato addosso a Cowan un secchio di acqua bollente, che ha procurato profonde ustioni alla testa, al busto e alle gambe di Cowan, come sottolinea il The Indipendent. Davidson ha deciso di torturare il compagno di cella per aver violentato ed ucciso un ragazzino di tredici anni nel 2003, reato per cui è in carcere condannato all’ergastolo. Adam Paul Davidson a causa di questa azione è stato condannato a scontare altri tre anni nel carcere di Walston. Il trentenne, secondo quanto ricostruito dal processo, ha colpito Cowan con l’acqua bollente per tre o quattro volte, approfittando del momento di distrazione del compagno di cella, intento a giocare a carte. Un episodio che ha conosciuto la ribalta mediatica per le sue motivazioni.

PEDOFILO TORTURATO IN CARCERE

E’ di pochi giorni fa la notizia della condanna ad altri tre anni di carcere per Adam Paul Davidson, con il processo che ha emesso la sua sentenza dopo aver ascoltato l’incolpato. Davidson, sentito dal giudice, ha dichiarato di aver agito per ferire e non per uccidere il pedofilo Brett Peter Cowan. Ian Dearden, giudice del processo, ha spiegato che il pedofilo era giàstato punito con il carcere per le sue azioni, non era necessario l’utilizzo di ulteriori punizioni nei suoi confronti. “Occhio per occhio, il mondo diventa cieco”, il riferimento a Gandhi del giudice australiano. Davidson ha deciso di vendicare Daniel James Morcombe, tredicenne rapito ed ucciso da Cowan nel 2003 a Queensland. Nel 2012 Cowan, residente nella zona della Sunshine Coast, la stessa del sequestro, è stato arrestato dalle forze dell’ordine per l’uccisione di Morcombe. A suffragare la colpevolezza del pedofilo, i test del Dna sulle osse trovate nella zona.



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