Vivere sani, vivere bene/ Che differenza c’è tra curare e aver cura?

La mente in Salute protagonista nella nuova edizione di Vivere sani, Vivere bene in programma a Vicenza: ecco i temi trattati e i protagonisti del forum

Cervello_wikipedia_2017
Curare la dislessia modificando il cervello - Wikipedia

Nona edizione di Vivere Sani, Vivere bene a Vicenza dal 15 al 22 ottobre 2017: protagonista dell’edizione La mente in salute come riporta Adnkronos. Tanti i temi trattati dai professionisti in materia e tanti i quesiti a cui dare risposta: da che cosa sono le neuroscienze, e cosa dicono dei rapporti mente-cervello, al ruolo delle relazioni umane e delle tecnologie per la salute mentale, a come si sta evolvendo il lavoro di cura a tal proposito. Ma non solo: protagonista anche il progresso scientifico e il progresso tecnologico per la prevenzione e la terapia. Il convegno, tenutosi a Venezia, ha anche visto protagonista professore e neurologo al Radboud University Nijmegen Medical Centre Bastiaan R. Bloem: l’esperto ha presentato un nuovo modello di sistema sanitario, con al centro il paziente e professionisti cooperanti per raggiungere un obiettivo comune. E non solo: è stato proposto il Parkinsonnet, una web community innovativa che fa proprio baluardo la cura collaborativa e la medicina partecipativa.

LE DIFFERENZE TRA CURARE E L’AVER CURA

“Un continuo scambio tra pubblico e privato, dove i pazienti possano ricevere un costante supporto anche nell’adozione dei più corretti stili di vita”, le parole del professore e neurologo Bastiaan R. Bloem riportate da Adnkronos. Sono state illustrate nel corso del convegno tutte le possibilità della tecnologia, dell’innovazione e della community, con l’obiettivo di focalizzare la differenza che esiste tra il curare e l’avere cura di qualcuno o di qualcosa. Intervenuta nel corso del convegno, l’assessore alla Comunità del Comune di Vicenza Isabella Sala ha commentato: “Fondazione Zoè con la sua rassegna Vivere Sani, Vivere Bene offre ogni anno un prezioso contributo nel mondo della cultura della salute”. Dichiarazioni seguite da un allarme chiaro sul rallentamento della crescita demografica, “portandoci ad avere un popolo sempre più anziano e bisognoso di aiuto. In questo senso è importante diffondere il verbo di una medicina diversa, partecipata e talora persino ‘narrativa’, fatta di persone e tecnologie, più che di manuali e storia. E la vera sfida è riuscire a stare sempre più accanto alle persone sole, di oggi e del futuro”.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori