13ENNE STUPRATA AD ASCOLI/ Madre linciata su Facebook: “ma cosa potevo fare? Aveva promesso di non toccarla!”

- Emanuela Longo

13enne stuprata ad Ascoli: la madre replica alle critiche di chi l’ha accusata di essere una madre poco attenta. La ricostruzione della vicenda, frutto di un malinteso.

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Firenze, tentò di violentare una ragazzina: denunciato (Pixabay)

Una violenza sessuale è una piaga difficile da dimenticare con facilità. Una delle ultime vittime è la 13enne di Ascoli, costretta a subire un rapporto a tre da parte di due nigeriani, ora in carcere. Il giorno seguente alla violenza, la giovanissima avrebbe ricevuto da parte degli aggressori alcuni sms di intimidazione contenenti minacce. A distanza di una settimana dal terribile fatto di cronaca, la madre della ragazzina stuprata non riesce a darsi pace. A fare male è quanto vissuto dalla figlia 13enne, una tragedia che forse poteva essere evitata, ma anche le tante critiche piovutele addosso da parte di chi le ha puntato il dito contro, facendole notare l’ora tarda in cui avrebbe mandato in giro la ragazzina da sola. Oggi la donna non vuole passare per una madre sprovveduta e poco accorta e per questo ha voluto replicare alle accuse dando la sua versione al quotidiano Il Resto del Carlino: “Cosa avrei potuto fare?”, domanda, per poi ribadire come sia stata proprio lei a portare la sua “bambina” dalla polizia per denunciare tutto. “Credete che sia stato semplice?”, chiede, rivolgendosi proprio a coloro che le hanno puntato il dito contro. Il primo sentimento che dice di provare nei confronti dei due africani che hanno abusato della figlia, rivolgendosi al giornalista, è “odio”. “Ma non siamo razziste. Siamo tutto tranne che razziste”, chiarisce prontamente. E rivolgendosi ai numerosi migranti dice: “Molti di loro sono bravissime persone, non si può generalizzare. Però quei due hanno sbagliato ed è giusto che paghino”.

VIOLENZA CAUSATA DA UN MALINTESO? I SENSI DI COLPA DELLA MADRE

Nel ricostruire la vicenda, la donna ha sottolineato come tutto sarebbe accaduto per via di un fraintendimento: la 13enne sarebbe dovuta rincasare alle 19:30 su esplicita richiesta della madre, ma la ragazzina, dopo essere stata in centro, sarebbe andata nella zona del Gioli, alla fermata del bus, in attesa che la madre stessa l’andasse a prendere. E’ qui che avrebbe incontrato uno dei due giovani nigeriani, già conosciuto in passato. Un ragazzo insistente, al punto da aver portato la ragazzina a bloccargli i messaggi. Era insieme ad un amico e senza pensarci troppo avrebbe preso in braccio la 13enne, portata poco distante dalla fermata del bus e stuprata da entrambi dietro una siepe. Quindi le avrebbero tolto il cellulare per impedirle di rispondere alla madre che nel frattempo la chiamava ininterrottamente. Il giorno seguente le avrebbero scritto chiedendole di non denunciarli, poi sarebbero passati alle minacce esplicite. La madre ha raccontato come e quando sarebbe nata la conoscenza tra la figlia ed uno dei ragazzi nigeriani. Era estate e madre e figlia erano sedute al bar quando il giovane si sarebbe avvicinato con un amico considerando la ragazzina come la sua fidanzata. “Mi sono arrabbiata, ho minacciato di denunciarlo, ho chiesto di non azzardarsi a toccarla. Mi ha chiesto scusa, in ginocchio. Sul momento mi sono tranquillizzata”. Nei giorni scorsi si sarebbe fatto nuovamente vivo con una certa insistenza, respinto dalla 13enne, fino alla violenza. Ed oggi nella donna, distrutta dal dolore, si aggiunge un nuovo senso di colpa, oltre a quello nato dopo le critiche dei cittadini: “Forse la scorsa estate ho sottovalutato il problema, dovevo stare più attenta, ma davvero non credevo che si arrivasse a questo”, ha chiosato.



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