CLOCHARD BRUCIATO VIVO IN UN PARCO/ Torino, un fermo: lite o movente razziale alla base dell’aggressione

- Niccolò Magnani

Clochard bruciato vivo in un parco a Torino: giardini Madre Teresa di Calcutta, aggredito da sconosciuti, ora è ferito grave e ricoverato all’ospedale Don Bosco

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(LaPresse)

Sarebbero gravi le condizioni del clochard dato alle fiamme la scorsa notte a Torino, dopo una aggressione avvenuta nei giardini Madre Teresa di Calcutta nel quartiere Aurora. Non sarebbe ancora stata sciolta la prognosi dai medici del reparto di Rianimazione del San Giovanni Bosco in cui è ricoverato per le gravi ustioni in più parti del corpo. La svolta, tuttavia, è avvenuta nella mattinata odierna, in seguito al fermo eseguito dalla polizia torinese e che ha visto l’accompagnamento di un uomo in caserma. Secondo quanto rivela AskaNews, i filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona dell’aggressione sarebbero stati indispensabili all’identificazione del presunto responsabile ma le indagini sarebbero ancora in corso, soprattutto incentrate ora sulla ricerca del possibile movente della drammatica aggressione. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori, una lite o dei contrasti pregressi tra l’aggressore e la vittima. Eppure, non si esclude ancora del tutto l’ipotesi del movente di tipo razziale così come la terribile aggressione in stile Arancia meccanica. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

FERMATO UN UOMO

Nella tarda mattinata di oggi è avvenuta una svolta importante in merito al caso del senzatetto bruciato vivo nel parco di Torino intitolato a Madre Teresa di Calcutta. Come rivela TgCom24, infatti, la polizia ha provveduto ad eseguire un fermo. Si tratta di uomo il quale potrebbe essere il responsabile dell’inaudito gesto contro il 60enne rumeno, trasportato d’urgenza in ospedale. Una volta giunto al San Giovanni Bosco, era stato lo stesso clochard a riferire ai sanitari: “Sono stati degli sconosciuti”. Ora l’uomo si trova in rianimazione e in prognosi riservata con ustioni di secondo e terzo grado al volto. Stando alle sue dichiarazioni, non si esclude che l’uomo fermato possa aver avuto dei possibili complici. Attualmente l’attenzione è tutta concentrata sulle condizioni di salute del senzatetto, ma dopo il fermo avvenuto oggi potrebbe presto giungere all’individuazione di tutti i responsabili e quindi alla chiusura del caso, in attesa che il 60enne possa presto migliorare. Al momento sarebbe sedato e intubato a causa di un edema alla gola. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

AGGRESSIONE A 60ENNE ROMENO

Probabilmente Madre Teresa di Calcutta dal cielo ora starà piangendo: e come lei chiunque di buona volontà ritenga che dare a fuoco una persona sia un’immane cattiveria oltre che un reato. È successo ancora contro un clochard, uno dei tanti che a Torino vive nei parchi e che vive alla giornata tra un bicchiere di vino scadente e vestiti di stracci. Ha 60anni il romeno aggredito e dato alle fiamme da un gruppo di sconosciuti, pare dalle prime ipotesi della Polizia, questa notte nei giardini appunto dedicati alla Santa suora albanese. Un tragedia nella tragedia per chi in quel parco dedicati alla grande donna che amava e sosteneva i poveri senza distinzione di sangue, malattie o fedi religiose. Purtroppo questo povero 60enne davanti a sé non ha incontrato Madre Teresa e nessuno che abbia quello stesso cuore caritatevole, ma un manipolo di allucinanti delinquenti che hanno versato del liquido infiammabile sopra il corpo dell’uomo che dormiva nei giardini pubblici vicini alla Dora e poi gli ha dato fuoco.

IL RACCONTO DELL’AMICO SENZATETTO

Il clochard romeno è stato soccorso dal 118 e portato all’ospedale San Giovanni Bosco (un altro grande uomo che i poveri e gli ultimi della società li amava e dedicava): sul caso indaga la polizia di Stato, mentre al Corriere della Sera un amico del clochard dato alle fiamme ha raccontato in breve le ultime ore del 60enne romeno che ora tra l’altro è ricoverato con gravi lesioni su buona parte del corpo. «Lui viene qui spesso. Si mette a dormire sulla panchina e c’era anche ieri. Abbiamo bevuto del vino tra le 16 e le 17, poi sono andato via», spiega Mihai Sogea, un altro clochard che conosceva bene la vittima. «Lui è un tipo tranquillo. Le persone gli danno da mangiare, gli portano del pane e dell’acqua. Mai avuto problemi. Nessuno ci ha mai infastiditi». Le uniche parole che invece la vittima senzatetto sarebbe riuscita a dire ai soccorritori sarebbero «sono stati degli sconosciuti». 

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