FIGLIO STUPRATO DAL PADRE/ E costretto a guardarlo mentre violenta il cane: la mamma sapeva ma restava zitta

- Dario D'Angelo

Figlio stuprato dal padre: un ragazzo con ritardo mentale è stato costretto ad avere rapporti sessuali e a guardare il genitore mentre violentava il cane. Ecco come si è salvato

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Abusò della figlia 12enne e della nipote di 6 anni (Pixabay)

Un ragazzo con un ritardo mentale stuprato dal padre, che lo obbligava ad assistere ai rapporti sessuali tra lui e il cane di famiglia, sfruttando il silenzio assenso della moglie. Questo è il quadro dell’orrore familiare descritto da un’indagine della Polizia di Milano, avente protagonista un 37enne con precedenti. A svelare le violenze subite, nonostante il suo handicap, è stato proprio il ragazzo disabile, evidentemente stanco di restare in quel clima di terrore che a casa si respirava da quando il papà era agli arresti domiciliari. Sì, perché l’uomo aveva dato inizio alle violenze da quando era stato soggetto al regime restrittivo all’interno delle mura domestiche: in carcere aveva trascorso pochi mesi dopo essere stato trovato in auto con venti chili di hashish. E chissà quanto a lungo sarebbero andate avanti quegli abusi indicibili, se il ragazzino non avesse raccontato tutto alla sua professoressa: un passo decisivo per dare il via alle indagini che hanno accertato la verità. 

DUE ANNI DA SORVEGLIATO SPECIALE 

Che cosa ne sarà adesso del papà orco che ha stuprato il figlio? Dalle indagini è emerso anche il ruolo della mamma del giovane stuprato: la donna, secondo gli inquirenti, sapeva o aveva elementi per immaginare quanto accadeva in casa. Ma anche gli altri figli erano spesso vittime di maltrattamenti. La Questura, come riporta Milano Today, ha annunciato che il tribunale, su richiesta della polizia, ha disposto per l’orco un provvedimento di sorveglianza speciale di due anni. Nello specifico – informano da via Fatebenefratelli – il papà stupratore farà parte di una sorta di programma di recupero per cercare di ripartire con una nuova vita. Una volta tornato in libertà, infatti, l’uomo dovrà rispettare gli obblighi imposti dalla sorveglianza: per due anni dovrà stare restare ad almeno un km didistanza dal figlio evitando qualsiasi contatto con lui. Nell’ottica del recupero è stato stabilito che inizi obbligatoriamente un percorso terapeuticoo con un criminologo. Nel caso in cui infrangesse una di queste regole, per lui si riapriranno immediatamente le porte del carcere.



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