Giudice arrestato per pornografia minorile/ Reggio Calabria, accuse choc contro il magistrato

- Niccolò Magnani

Giudice arrestato a Messina per pornografia minorile: accuse choc contro Giovanni Maria Amato, magistrato della Corte d’Appello di Reggio Calabria. Accue choc e nuovo caso giudiziario

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(LaPresse)

Accuse choc contro un giudice in servizio presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria: Gaetano Maria Amato è infatti stato arrestato per pornografia minorile dalla polizia di Messina, il paese originario del giudice. Nei suoi confronti il Gip di Reggio Calabria, dopo la richiesta pervenuta dal procuratore Maurizio De Lucia, ha deciso di emettere una ordinanza di custodia cautelare in carcere per Amato, proprio per le accuse di pornografia minorile. La notizia data dall’Ansa – che cita fonti giudiziarie – rimane assolutamente blindata per l’estrema delicatezza del caso e perché si vogliono tutelare le vittime: con questa precisazione, rimane ancora più misteriosa la motivazione su cosa effettivamente sia successo che coinvolge così gravemente un giudice della Repubblica italiana. Da presunti reati di pedofilia fino al materiale pedo-pornografico, ad eventuali altri coinvolgimenti: al momento non si hanno notizie a riguardo, appena ve ne saranno aggiorneremo a tempo debito.

I PROCEDIMENTI PASSATI

Secondo quanto risulta alla Stampa, il reato contestato al giudice siciliano è il 600-Ter del codice penale, il quale punisce chi sfrutta minorenni per realizzare esibizioni pornografiche o a produrre materiale pornografico, come immagini di bambini. La pena prevista per questi casi varia da 6 a 12 anni e al momento non vi sono conferme a riguardo dei possibili casi imputati al giudice Amato. Quello che è certo è che le indagini vertono sulla vita privata del giudice e non per la sua attività di magistrato, con l’aggiunta di un presunto reato che potrebbe essere stato commesso a Messina, da qui si deduce l’operazione della Polizia e Procura di Messina. Il giudice arrestato presta servizio alla sezione penale della Corte d’appello di Reggio Calabria dal gennaio di quest’anno: in precedenza aveva passato diversi anni a Messina come giudice nella Corte d’Appello dove aveva già subito alcuni procedimenti per questioni non legate al reato di pornografia minorile. In particolare, spiega ancora La Stampa, nel 2009, Gaetano Amato «subì un procedimento del Csm per un presunto ritardo nel deposito degli atti. Nella contestazione si rilevava come ci fossero troppe sentenze del magistrato depositate oltre i termini. Per questi ritardi il Csm lo aveva dichiarato colpevole e sanzionato con un’ammonizione».



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