SAN FRANCESCO D’ASSISI / Onomastico oggi 4 ottobre: Toti, “Stella polare per la politica italiana”

- Alessandra Pavone

Il 4 ottobre la chiesa festeggia san Francesco, considerato il patrono d’Italia. Nasce ad Assisi nel 1182 e cresce in una famiglia dell’alta borghesia

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Santo del giorno: san Francesco d'Assisi domani 4 ottobre

Presenti anche i rappresentanti della Regione Liguria ad Assisi per i festeggiamenti per San Francesco, patrono d’Italia. Giovanni Toti, presidente della Regione, ha offerto il restauro della tela “San Francesco con gli angeli ricevute le stimmate” del pittore Nicola Nasini, che verrà recuperata dal Laboratorio di Restauro della Regione Liguria secondo quanto riporta Primo Canale. Toti ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni dei cronisti presenti, a partire dalla devozione verso il patrono. “A San Francesco dobbiamo tutti qualcosa: l’essenzialità del suo pensiero, il riportarci alle cose concrete e l’armonia che promana attraverso le sue opere credo debbano essere una stella polare anche la politica italiana”. Non poteva mancare anche un commento sullo scenario politico, con Toti rappresentante di spicco di Forza Italia: “Si apre una stagione complessa: dovremo discutere di una legge di stabilità che prevede ulteriori tagli, dovremo confrontarci con il Governo. Serve un cambio di rotta e serve fiducia negli enti locali, con un lavoro di coordinamento tra regioni che hanno mantenuto poteri dopo il referendum del 4 dicembre. Questo lo si fa in modo bipartisan, facendo battaglia a Roma per ottenere risorse per i compiti istituzionali”. (Agg. Massimo Balsamo)

L’OMELIA DI CARD. BETORI

Le celebrazioni di San Francesco d’Assisi si sono tenute oggi anche a Firenze, nella Basilica di Santa Croce. A presiedere alla santa Messa in onore del santo patrono d’Italia, il card. Giuseppe Betori. Nelle sue parole, come spiega Gonews.it, il richiamo all’umanesimo di Gesù e alla “perfetta letizia” che viene dalla scelta dell’umiltà. Il Cardinale ha ricordato cosa fece avvicinare il santo alla luce di Cristo: “San Francesco scoprì il volto di Cristo che lo guardava nel volto dei lebbrosi e da qui iniziò il cammino della penitenza, che lo staccò dal peccato e mise nel suo cuore la dolcezza”, ha detto nel corso della sua omelia. A sua detta, la capacità della Chiesa e l’efficacia del suo annuncio consiste esattamente su “questa capacità di incrociare lo sguardo dei poveri” espressa da San Francesco. Il cardinale e arcivescovo di Firenze ha poi ribadito quale sia la testimonianza di Francesco d’Assisi, ovvero “abbandonare ogni pretesa di dominio e di possesso e prendere sul serio la promessa di gioia, di ‘perfetta letizia’”, per dirla secondo Papa Francesco, ma anche “di consolazione che ci viene dallo scegliere la povertà e l’umiltà”. Ha infine ricordato come grazie alla sua opera il Santo sia riuscito a fortificare la Chiesa in un periodo per la stessa molto travagliato. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

IL DISCORSO DI PAOLO GENTILONI AD ASSISI

Anche il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, questa mattina è giunto al convento di Assisi in occasione delle celebrazioni di San Francesco, patrono d’Italia. Come rivela l’agenzia di stampa Ansa, quest’anno è stata la Regione Liguria a donare il proprio olio per alimentare la lampada posta sulla tomba del Santo. Nel suo intervento, Gentiloni ha sottolineato quale sia il grande insegnamento che ha Francesco ha voluto rendere ai fedeli: “Francesco ci insegna che con il dialogo si vincono le sfide del presente e del futuro”, ha detto. Per lui, quanto avvenne durante il suo viaggio in Oriente, quando volle incontrare il Sultano durante le crociate, ha ribadito come quel gesto sia di “un’attualità prorompente”. “Il Sultano era il nemico, il diverso, l’altro da se. E Francesco c’insegnò che solo con il dialogo, costruendo ponti, si batte il muro dell’intolleranza, dell’incomprensione”, ha ribadito il premier. Nel suo insegnamento, San Francesco d’Assisi poneva l’accento anche sulla dignità dell’uomo, che oggi, secondo Gentiloni, è da ricercare nel lavoro. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

“FRATELLO” DEGLI ANIMALI

Le celebrazioni in occasione di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia sono già iniziate in molte città nel nostro Paese. Il “poverello d’Assisi”, come viene ricordato per la sua rinuncia ai beni terreni e per la sua compassione per i più deboli, i malati e gli emarginati, viene anche celebrato per il suo essere fortemente legato agli animali. Non è un caso se il Santo viene definito anche il “fratello” degli animali poiché l’amore per la natura ha sempre rappresentato il filo conduttore della sua intera esistenza. Anche per questo Francesco chiamava fratello il Sole e sorella la Luna e per lui tutti gli animali meritavano grande rispetto. Da qui il suo Cantico delle creature che inizia proprio con un verso emblematico: “Laudato sie, mi Signore cum tucte le Tue creature”. Nei suoi racconti e nelle preghiere, ritorna sempre la presenza degli animali come pesci, agnelli ed uccelli. Tra le leggende più comuni, quella del lupo che terrorizzava la città di Gubbio. Proprio San Francesco riuscì a parlare con il feroce animale facendo tornare il sereno nel paese. L’armonia ed il rispetto per ogni essere vivente sono così alla base della vita del santo ed anche per questo, oggi, al Bioparco di Roma si è svolta una benedizione speciale alla presenza di don Aleardo Di Giacomo, rettore della Chiesa Santa Maria Immacolata a Villa Borghese. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

IL MESSAGGIO DI BASSETTI ALLA POLITICA

Il Presidente della Cei, Gualtiero Bassetti, intervistato su Tv2000 per la festa di San Francesco d’Assisi ha voluto ritornare su un concetto caro al Santo Poverello, ovvero sul rapporto tra povertà, politica e potere. «Assisi e Norcia sono le terrazze sull’Europa. Ai politici italiani dico ‘siate padri’. L’Italia oggi, per un motivo o per l’altro, è fatta di povera gente», spiega il capo dei vescovi italiani, sottolineando la grossa piaga della povertà ancora oggi nel nostro Paese, non solo dal punto di vista economici. «È povero anche chi ha le tasche piene di quattrini perché ha una famiglia disastrata, vive tante incomprensioni o drammi interiori. Tutti siamo poveri e bisognosi dell’abbraccio di San Francesco.Il Vangelo – ha proseguito il porporato – va annunciato come è uscito dalla bocca di Gesù e va applicato a tutte le creature e prima di tutti agli uomini con lo stesso cuore con cui lo ha applicato Gesù. San Francesco ha capito questo e si è assimilato totalmente a Cristo. San Francesco come Papa Francesco sono persone che si sono assimilate al Vangelo e non lo predicano ma lo dicono. Predicare il Vangelo riesce a tutti ma dirlo significa che sgorga dalla vita», ha chiosato il cardinal Bassetti. (agg. di Niccolò Magnani)

IL SULTANO, L’INCONTRO E LA PACE

Un incontro quasi di 800 anni fa e un ricordo attuale, un percorso tra due culture e religioni all’opposto: San Francesco e il sultano nel 1219 si incontrano nella terra dove il Popolo d’Israele fu cacciato. Da oggi, festa di San Francesco d’Assisi, per due anni cominciano le celebrazioni di questo evento storico e dalla pregnanza culturale e religiosa davvero decisivo. Si chiamava al-Malik al-Kamil il sultano incontrato dal poverello di Assisi all’interno di una crociata, non certo un invito inizialmente “convinto” da parte del leader musulmano. «Solamente una persona piena di Dio, mossa dallo Spirito Santo come il fraticello di Assisi poteva avere il coraggio, l’ardore di unirsi alla crociata e venire qui in Egitto: aveva assistito con profondo dolore alla battaglia feroce fra i crociati e i musulmani che difendevano il porto e la fortezza di Damietta. Per il suo desiderio di pace, ha sentito il bisogno di incontrare il sultano», ha spiegato il nunzio apostolico in Egitto, Arcivescovo Bruno Musarò. Il Santo chiede il permesse al cardinale che guidava la Crociata e quando si recò di fronte al Sultano venne ascoltato per ore e ore, gli chiese la pace e non accettò i tantissimi doni che il sultano era pronto a dargli. Ma la sorpresa fu che il leader arabo non si risentì, anzi, fece accompagnare quell’uomo piccolo e gentile con una scorta d’onore al suo accampamento. Da un incontro, la pace: ma l’inverso, sarebbe “imposta” e senza frutto umano. Seguire San Francesco significa anche questo. (agg. di Niccolò Magnani)

LA VITA DI SAN FRANCESCO D’ASSISI: DOMANI L’ONOMASTICO

Il 4 Ottobre la chiesa ricorda san Francesco, che viene considerato a tutti gli effetti il patrono d’Italia. 
Nasce ad Assisi nel 1182 e cresce in una famiglia dell’alta borghesia, che grazie alla vendita delle stoffe è riuscita a diventare ricca e a vivere in maniera agiata. Il padre del bambino si chiama Pietro di Bernardone, mentre la mamma è Giovanna Pica ed è una nobile benestante. San Francesco è predestinato a dirigere un giorno la fiorente attività commerciale dei suoi genitori, infatti lavora con il suo papà, quando è ancora un quattordicenne. Il ragazzo, nel 1202, prende parte alla cruenta battaglia di Collestrada, contro i soldati della città di Perugia, ma le milizie di Assisi vengono sconfitte e san Francesco va in prigione. Dopo un anno, il giovane viene liberato, grazie ad un lauto riscatto pagato dal padre, ma san Francesco si ammala gravemente e decide di curarsi trascorrendo del tempo nelle residenze di campagna della famiglia. In questi posti, costui sente nel suo profondo un grande senso di pietas nei confronti degli ammalati e dei più bisognosi. Un giorno, il ragazzo va a Roma, dove utilizza i soldi guadagnati, dalla vendita di alcune stoffe della sua attività, per sfamare i poveri, vende i suoi abiti da mercante e si mette addosso quelli di mendicante. Pietro di Bernardone cerca in tutti i modi di far dichiarare pazzo il figlio dai consoli, ma non riesce nel suo intento e nel 1206, san Francesco decide di abbandonare la sua vita fatta di benessere e sceglie di dedicarsi completamente ai diseredati, andando a vivere nelle campagne intorno Assisi. In questi luoghi, costui crea il primo Ordine Francescano e contribuisce, insieme con Santa Chiara, alla fondazione del ramo femminile dei francescani. Nel 1224 san Francesco riceve le stigmate e due anni dopo lascia un Testamento, in cui ribadisce i tre concetti del suo Ordine, che sono quelli di fraternità, umiltà e povertà. 
Il 3 Ottobre del 1226, il monaco muore e nel 1228 viene canonizzato. 

LA FESTA DI SAN FRANCESCO IL 4 OTTOBRE: PATRONO DI ASSISI

La città di Assisi vanta la protezione di San Francesco, che in questo posto trascorse la maggior parte della sua vita in preghiera, sempre al servizio dei lebbrosi e di coloro che erano stati emarginati dalla società. Il 4 Ottobre, nella Basilica di San Francesco si riuniscono parecchi fedeli in preghiera per una messa in suffragio del frate più famoso del nostro paese. In seguito, il simulacro del monaco percorre le vie più conosciute di Assisi. Successivamente c’è un’esibizione della banda, lungo il piazzale del convento dei francescani. I festeggiamenti terminano con i botti e inoltre vengono arricchiti dalla presenza di alcune bancarelle, dove vengono acquistati alcuni prodotti della cucina umbra, come i fegatini di pollo e gli agnolotti al sugo. 

ASSISI, LA CITTA’

Assisi si trova in Umbria ed è nota per aver dato i natali anche a Santa Chiara. Tra i luoghi d’interesse di questo posto, c’è innanzitutto la Basilica gotica di San Francesco, che è stata progettata da Elia Cortona e che ha ricevuto la consacrazione nel 1253. Nella chiesa inferiore di questa struttura c’è la tomba del frate fondatore dell’Ordine dei francescani. La Basilica di Santa Maria degli Angeli è bellissima, in quanto accoglie la Porziuncola e il roseto, che sono dei posti molto cari a San Francesco. Ad Assisi infine ci sono la Rocca Maggiore, che è una fortezza medievale, e la Piazza del Comune, in cui sorge il Tempio di Minerva. 

FESTIVITA’ RELIGIOSE

Il 4 Ottobre è il quindi giorno dei festeggiamenti religiosi in onore di San Caio di Corinto, San Petronio, San Quintino di Meaux e Sant’Aurea di Parigi. In questa ricorrenza avviene anche la commemorazione di Tommaso da Celano e di Francesco Seelos.

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