Terza Guerra Mondiale/ Corea del Nord: Trump ridicolizza Tillerson

- Niccolò Magnani

Terza Guerra Mondiale, ultime notizie di oggi 3 ottobre 2017: Corea del Nord, minaccia e crisi con gli Usa. Scoperto maxi sequestro armi di Kim verso l’Egitto, tutti gli scenari possibili

nordcorea_2_esercito_parata_lapresse_2017
In Nord Corea (LaPresse)

La guerra fredda che si sta consumando tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti D’America sarà un conflitto di soli fatti e non di parole. E’ questo quello che ha fatto comprendere a chiare lettere il Presidente U.S.A. Donald Trump che, nei fatti, ha ridicolizzato il proprio Segretario di Stato Rex Tillerson. La stoccata è arrivata tramite il mezzo preferito di Trump, quel Twitter che oramai lo ha reso celebre anche ai non appassionati di politica. Tramite due tweet, Trump ha detto chiaramente che Tillerson sta solo ‘perdendo tempo’ nel cercare una via di comunicazione con il regime di Pyongyang in Corea del Nord (chiamato sprezzantemente ‘Little Rocket Man’, ossia il piccolo uomo-razzo). Con un altro tweet, ancora più esplicito, Trump ha consigliato il suo Segretario di Stato dicendogli di ‘risparmiare le sue energie’, perché lui ‘farà quello che deve essere fatto’. Ma non solo. Donald Trump ha specificato che riuscirà là dove altri suoi illustri predecessori hanno fallito, facendo nomi e cognomi: Bush, Clinton e l’ultimo Presidente U.S.A. Barack Obama. Niente dialogo con Kim Jong Un, quindi: solo ed esclusivamente fatti. (agg. Francesco Agostini)

ASSE USA-CINA

TERZA GUERRA MONDIALE. Russia Today dà notizia quest’oggi di un documento del Dipartimento di Stato Usa che starebbe pensando di stanziare fondi per la democrazia in Cina: mentre la guerra mondiale rischia di prendere il via anche per i mancati accordi profondi tra Cina e Usa, la presunta mossa di Trump potrebbe non favorire appieno un più congruo apporto e accordo nel gestire la crisi globale unendo le forze contro il regime di Pyongyang. «Vengono prese in considerazione le proposte contenenti l’interesse per l’attuazione di progetti di lungo termine che dovrebbero direttamente contribuire al rafforzamento della sicurezza e della stabilità, nonché alla difesa degli interessi statunitensi nella regione», si legge nel documento Usa pubblicato dai media russi. Non solo, nel testo ci sarebbe anche diretto riferimento sul fronte umanitario con le condizioni della Cina che purtroppo in alcuni versi non si distanziano poi molto da alcune condizioni in Corea del Nord: «progetti devono portare risultati immediati e nel lungo termine devono promuovere l’avanzamento dei diritti umani». E se questo allontanasse ancora di più le distanze già esistenti tra Washington e Pechino?

PYONGYANG, “GIAPPONE DIVENTERÀ UNA NUBE NUCLEARE”

Il Giappone e la Corea del Sud sono i primi luoghi di “sfogo” del regime nordcoreano nella sua “personale” guerra mondiale contro Usa e Onu: ancora una volta il dittatore Kim Jong-un ha voluto lanciare un “avvertimento” al vicino nipponico e di Seul per le pressioni che continuano a mandare riguardo la rinuncia del programma nucleare di Pyongyang. La KCNA, agenzia di regime, ha lanciato l’appello del dittatore: «i tentativi promossi dal governo giapponese per costringere il regime di Pyongyang a rinunciare al programma nucleare sono un gesto suicida che provocherà una bufera nucleare sulla nazione». Le durissime parole contro il premier Shinzo Abe sottolineano come il presidente giapponese non abbia in alcun modo mire “di dialogo” ma piuttosto il perseguimento dei propri obiettivi politici: «Gli schiamazzi del governo giapponese non serviranno altro che ad ampliare la tensione – recita il comunicato norcoreano- un gesto suicida che porterà una nube nucleare sull’arcipelago del Giappone». 

LE ARMI IN EGITTO E LA CRISI GLOBALE

Cosa possono c’entrare Corea del Nord ed Egitto? Direte nulla, per di più in uno stato di costante timore per una terza guerra mondiale che potrebbe scoppiare da un momento all’altro con gli Stati Uniti e la stessa Pyongyang come massimi esponenti caldi dal punto di vista bellico e provocatorio. Ecco, poi arriva una notizia completamente passata in secondo piano sui media nazionali – ad un’unica eccezione dello storico quotidiano socialista “Avanti!” – e allora sì che i destini, commerciali e strategici, dei due Paesi apparentemente lontani tornano in simbiosi. «Ventiquattromila granate a razzo più il materiale per costruirne altre seimila. È il carico sequestrato da una nave nord-coreana, ma battente bandiera cambogiana, in acque egiziane, poco prima dell’ingresso nel canale di Suez»: la notizia arriva da un reportage del Washington Post e da noi tradotta proprio da Avanti!. Secondo quanto stilato dal rapporto Onu, si tratta del più grande sequestro di armi e munizioni nella storia delle sanzioni contro il regime di Pyongyang. A dimostrazione che le capacità commerciali e di mercato internazionale, il regime della Corea del Nord è tutt’altro che indifferente o “restio”: vanno fermati e colpiti nelle loro capacità commerciali e strategiche, forse, prima di lanciare missili e provocazioni al confine (come potete leggere qui sotto).

Le armi ritrovate, per un valore complessivo di 23 milioni di dollari, erano state nascoste sotto un carico di minerali di ferro, e avrebbero avuto come destinazione finale l’esercito egiziano. Il danno generato, oltre alla capacità di dialogo extra-Asia per il regime di Kim Jong-un, è che si tratti dell’Egitto, uno degli alleati strategici nel Nord Africa e nel mondo musulmano: Trump non ha voluto commentare, con il pensiero rivolto ancora all’attentato di Las Vegas. Ma come ha spiegato la stessa stampa americana dopo il maxisequestro egiziano, Washington sarebbe preoccupata per il rifiuto di ispezioni da parte del governo egiziano riguardo al programma nucleare. In particolare, «Pyongyang è vista come un possibile fornitore di materiale nucleare al Cairo, nel caso in cui l’Egitto intenda procedere con i suoi piani per l’arricchimento dell’uranio», conclude l’analisi il quotidiano socialista.

ESERCITAZIONI USA AL CONFINE

Dopo aver pubblicamente snobbato ogni possibile dialogo (tentato) con la Corea del Nord, Trump ordina e fa effettuare nuove esercitazioni al confine con il nemico: la terza guerra mondiale passa anche da nuove provocazioni come queste, tra l’altro le prime a corto raggio per la difesa aerea della Corea del Sud, principale alleata nel Pacifico con gli States. Come spiega l’Agenzia Nova, «Corea del Sud e Stati Uniti hanno condotto la prima esercitazione di combattimento a corto raggio per la difesa aerea tra crescenti minacce dalla Corea del Nord, a a Pocheon, a nord di Seul. L’esercitazione ha coinvolto l’unità di difesa aerea della Corea del Sud e i militari del sesto battaglione statunitense, il 52mo reggimento artiglieria di difesa aerea». I soldati americani e sudcoreani si sono esercitati avendo come ulteriore obiettivo quello di compattare l’alleanza militare e strategica contro eventuali altri missili di guerra del dittatore di Pyongyang: «Intanto la portaerei statunitense a propulsione nucleare classe Nimitz Uss Ronald Reagan ha gettato l’ancora oggi a Hong Kong, nel pieno delle tensioni regionali causate dal programma nucleare della Corea del Nord», conclude la nota dell’Agenzia Nova.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori