RAPINATI E TORTURATI CON IL FERRO DA STIRO/ Piacenza d’Adige, anziani seviziati: “Abbiamo paura che tornino”

- Dario D'Angelo

Rapina e tortura con il ferro da stiro: il 20 luglio del 2016 seviziarono due anziani a Piacenza d’Adige. Due malviventi sono stati condannati: un altro è ancora latitante

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(LaPresse)

Era la notte del 20 luglio 2016 quando Ennio e Rosina, coppia di anziani di Piacenza d’Adige, vennero svegliati da alcuni malviventi che fecero irruzione nella loro abitazione. Legati mani e piedi, imbavagliati, picchiati e torturati con il ferro da stiro: il tutto per un bottino da 300 euro e alcuni gioielli. Oggi è arrivata una sentenza a 7 anni e 4 mesi per due dei tre malviventi che si recarono nell’abitazione quella notte: uno è ancora latitante. I coniugi, rispettivamente 87 e 86 anni, non hanno preso bene questa sentenza dei giudici:”Vorremmo una punizione come si meritano. Solo 7 anni per quello che hanno fatto a noi. Ci hanno promesso che se li denunciavo sarebbero tornati indietro. Tra 3 anni neanche sono fuori: quando saranno fuori cosa fanno questi? Vengono di nuovo ad ammazzarmi di botte. Chi li prende a lavorare questi? Vorrei che scontassero la condanna nel loro paese, non la gentilezza del nostro”.

LA RAPINA 

Quella subita da Ennio e Rosina fu un’aggressione in piena regola. I due anziani furono malmenati e torturati dagli immigrati, El Abidine Haidoufi Zin e ad Abderrahim Benhicham, marocchini, il primo di 34 anni e residente a Castelbaldo e il secondo di 27 anni e di Merlara, perché si rifiutavano di svelare i codici del bancomat nel quale erano custoditi tutti i loro averi. I coniugi, ospiti oggi di Barbara D’Urso su Pomeriggio 5, hanno confessato di temere una rapida uscita dal carcere dei loro aguzzini. Del resto, con una pena complessiva di 7 anni e 4 mesi, considerando che un anno e mezzo è già trascorso, con gli sconti di pena che probabilmente utilizzeranno, i malviventi potrebbero presto tornare in libertà e fargliela pagare. Qualcosa che i due anziani di Piacenza d’Adige non riescono ad accettare, anche pensando a come le loro vite sono cambiate. Ennio da quel giorno è su una carrozzina:”Mi hanno buttato giù dalle scale e si sono rotte le mie protesi”. Una storia sconvolgente, Ennio e Rosina vogliono giustizia…



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