Papa Francesco/ “Una persona senza radici è ammalata”

Papa Francesco, l’omelia a Santa Marta dedicata al tema delle radici: “Un popolo senza radici è un popolo ammalato, le radici vanno ritrovate e riscoperte”

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Papa Francesco e il messaggio sui migranti - LaPresse

Il tema dell’appartenenza al centro dell’omelia della Messa a Casa Santa Marta fatta questa mattina da Papa Francesco. Jorge Mario Bergoglio è partito dalla Prima Lettura tratta daL Libro di Neemia, come sottolinea Radio Vaticana. Il popolo radunato presso la Porta delle Acque a Gerusalemme, la storia della deportazione a Babilonia e Neemia, coppiere del re di Persia Artaserse, che confessa di aver nostaglia di casa. Papa Francesco pensa anche alla “nostalgia dei migranti, lontani dalla Patria e che vogliono tornare”. Neemia allora decide di intraprendere un viaggio difficile, riportando il popolo a Gerusalemme, un viaggio per “ritrovare le radici: un popolo senza radici o che lascia perdere le radici, è un popolo ammalato”. Continua Bergoglio: “Una persona senza radici, che ha dimenticato le proprie radici, è ammalata. Ritrovare, riscoprire le proprie radici e prendere la forza per andare avanti, la forza per dare frutto e, come dice il poeta, ‘la forza per fiorire perché quello che l’albero ha di fiorito viene da quello che ha di sotterrato’. Proprio quel rapporto tra la radice e il bene che noi possiamo fare”.

PAPA FRANCESCO: “NO ALLE RESISTENZE”

Un cammino tortuoso per il popolo, che si trova di fronte a delle resistenze fisiche, ma non esclusivamente: “Le resistenze sono di quelli che preferiscono l’esilio, e quando non c’è l’esilio fisico, l’esilio psicologico: l’auto-esilio dalla comunità, dalla società, quelli che preferiscono essere popolo sradicato, senza radici. Dobbiamo pensare a questa malattia dell’auto-esilio psicologico: fa tanto male. Ci toglie le radici. Ci toglie l’appartenenza”. Il popolo, dopo aver ripristinato le radici, ritrova la felicità: “L’uomo e la donna che ritrovano le proprie radici – continua Jorge Mario Bergoglio nel corso dell’omelia a Casa Marta – che sono fedeli alla propria appartenenza, sono un uomo e una donna in gioia, di gioia e questa gioia è la loro forza. Dal pianto di tristezza al pianto di gioia; dal pianto di debolezza per essere lontani dalle radici, lontani dal loro popolo, al pianto di appartenenza: ‘Sono a casa’. Sono a casa”, così conclude Papa Francesco come riportato da Radio Vaticana.



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