ARIA RADIOATTIVA/ In Friuli e in Veneto: il Rutenio 106 è pericoloso per le persone?

- Fabio Belli

Aria radioattiva, allarme in Friuli Venezia Giulia e in Veneto. L’Arpa ha comunicato di aver individuato quantità (comunque non nocive) di Rutenio 106 nell’atmosfera

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Immagini di repertorio (foto da Pixabay)

Allarme tra la Regione Friuli Venezia Giulia ed il Veneto per delle rilevazioni  del Centro regionale per la Radioprotezione (Crr) dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpa), che hanno evidenziato la presenza di una sostanza radioattiva, il Rutenio 106 (Ru 106) nell’aria in buona parte della regione in Fruili Venezia Giulia e nelle province di Verona, Vicenza e Belluno in Veneto. Il Centro ha rilasciato una nota in cui viene specificato come il Rutenio 106 sia stato rilevato in maniera isolata, e senza la presenza di particelle di altri radionuclidi, viene escluso che la presenza possa essere causata da un incidente nucleare nelle vicinanze. Non è stato però ancora compresa quale possa essere la causa della rilevazione, con l’Arpa che ha comunque sottolineato come i valori rilevati nell’aria non siano pericolosi in nessun modo per la popolazione.

MISTERO SULLA PROVENIENZA DEL RADIONUCLIDE 

Le quantità che sono state riscontrate sono infatti molto modeste, anche se i campionamenti dell’aria e le analisi effettuate sull’atmosfera sono state molto approfondite e potrebbe volerci tempo per capire davvero cosa abbia caricato l’aria di Rutenio 106. Ad ogni modo la nota dell’Arpa spiega come i risultati saranno resi noti il primo possibile, spiegando che il Rutenio 106 è stato individuato nel particolato atmosferico misurato lo scorso 2 ottobre alla fine di quattro giorni di rilevazioni partiti il 29 settembre. Ulteriori campioni sono stati prelevati fino al 4 ottobre scorso proprio in virtù delle tracce del radionuclide trovate. Non sono state fatte ipotesi riguardo la possibile provenienza della sostanza atmosfera dispersasi nell’aria, non viene esclusa la possibilità di una perdita industriale anche se l’aria monitorata è sin troppo ampia per far pensare a un singolo, piccolo incidente. Il “mistero” sarà probabilmente svelato nei prossimi giorni, all’arrivo dei risultati dei nuovi campionamenti dell’aria e delle analisi.

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