TERZA GUERRA MONDIALE/ Crisi Corea del Nord, Trump ai soldati: “la quiete prima della tempesta”

- Niccolò Magnani

Terza guerra mondiale, ultime notizie di oggi 6 ottobre 2017: Corea del Nord, le ultime minacce al Giappone, “sarà la prima vittima”. Intanto Tokyo si riarma con missili Usa

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Kim Jong Un (LaPresse)

TERZA GUERRA MONDIALE. Qualche ora prima dell’assegnazione del premio Nobel all’Ican, Donald Trump ha tenuto un vertice con i capi militari e i soldati a Washington per discutere delle emergenze in Corea del Nord e in Iran. Una terza guerra mondiale dal forte rischio nucleare è esattamente il motivo per cui gli accademici del Nobel hanno deciso di assegnare quel particolare tipo di premio a quella campagna di disarmo: Trump ancora non ha rilasciato dichiarazioni post-Nobel, ma ha raccontato ai presenti al vertice che in questo momento siamo come nella classica “calma e quiete prima della tempesta”. È stato chiesto al presidente che cosa intendesse, e lui ha replicato «presto lo scoprirete». Allora, le questioni sono due: potrebbe indicare una svolta molto dura nei confronti della Nord Corea: «In Corea del Nord il nostro obiettivo è la denuclearizzazione. Non possiamo permettere che questa dittatura minacci la nostra Nazione o i nostri alleati con perdite di vite umane inimmaginabili. Dobbiamo fare tutto il possibile per evitarlo. E lo faremo, se necessario, credetemi», ha spiegato al termine del vertice. Oppure quella “tempesta” addirittura il rifiuto dell’accordo sul nucleare con l’Iran, come già preannunciato durante il suo discorso all’Onu a metà settembre. Il tutto nel giorno del Nobel sul disarmo nucleare.

TRUMP E KIM “FANNO VINCERE” IL NOBEL ALL’ICAN

Il Premio Nobel per la Pace 2017 è andato all’Ican, l’organizzazione che in questi anni ha spinto per cancellare le armi nucleari dalle grosse superpotenze mondiali, e la forte impressione è che Kim Jong-un e Donald Trump abbiano “contribuito” e non poco con la loro minaccia di terza guerra mondiale alla vittoria di questa particolare agenzia contro le armi atomiche. «Per il suo lavoro nel sensibilizzare sulle catastrofiche conseguenze umanitarie di qualsiasi uso delle armi nucleari e per i suoi sforzi innovativi ad ottenere un trattato sul divieto di tali armi»: con queste motivazioni ad Oslo si è scelto di assegnare il Nobel ad una “intenzione” finora ancora non compiuta di fermare la minaccia enorme di guerre nucleari. Ad oggi, nessuno dei nove paesi in possesso di armi nucleari – Stati Uniti, Russia, Gran Bretagna, Cina, Francia, India, Pakistan, Corea del Nord e Israele – ha partecipato ai negoziati di Onu e Icam. Proprio la forte pressione e il rischio di uno scontro nei prossimi mesi, se non settimane, ha messo in guardia la comunità internazionale che anche con questa scelta simbolica è come se volesse dare un messaggio a Kim, Trump e i principali attori in scena. La speranza è che i suddetti non vogliano più “generare” minacce del genere, quantomeno per non essere di nuovo “protagonisti” all’incontrario nei prossimi Nobel per la Pace. 

KIM, “IL GIAPPONE SARÀ LA PRIMA VITTIMA”

Una minaccia, ancora una volta a parole, contro il vicino Giappone riapre drammaticamente la crisi in Corea del Nord e la potenziale terza guerra mondiale. «Nubi nucleari sul Giappone, vi ridurremo in cenere e sarete la prima vittima», scriveva nelle scorse ore l’agenzia di regime di Pyongyang, KCNA, commentando la «mossa suicida» del Giappone di accodarsi agli Usa nel chiedere la sospensione immediata dei programmi nucleari e missilistici della Nord Corea. Nella dichiarazione di Kim Jong-un il primo ministro Abe viene definito un «pollo senza testa» e lo stesso Giappone viene minacciato di poter diventare «la prima vittima al mondo di un disastro nucleare» (posto che sarebbe la seconda, Hiroshima e Nagasaki lo testimoniano già abbastanza drammaticamente, ndr). La risposta del premier che si appresta ad essere rieletto nelle imminenti Elezioni Politiche Giapponesi? Non si fa certo attendere, «In questi oltre 20 anni dalla fine della Guerra Fredda, dove, quando e a quale dittatore, abbiamo concesso tanta indulgenza? Solo alla Corea del Nord abbiamo permesso una cosa del genere». Abe e Trump su questo sono convinti e diretti sulla stessa strada, al netto di Cina e Russia che invece si fanno più guardinghe – anche perché sono le stesse che per anni hanno “bloccato” in Consiglio di Sicurezza Onu ogni possibile sanzione restrittiva per Pyongyang. Non resta che attendere ora su chi farà la prima mossa: sono ormai due settimane che di test missilistici non sono stati lanciati e l’impressione è che purtroppo Kim non voglia rimanere ancora troppo a lungo “inattivo”.

GIAPPONE COMPRA 56 MISSILI USA

Dopo l’Australia e la Sud Corea, è il Giappone a fare un passo in più verso la “difesa” armata in caso di terza guerra mondiale: in realtà per il governo di Shinzo Abe – che prepara le elezioni per fine mese – la spesa militare è stata aumentata ed è tra i punti forti della campagna elettorale. Ma la notizia che arriva in giornata dal Dipartimento di Stato Americano conferma l’indirizzo dello stato nipponico nei confronti dei vicini rivali di Pyongyang: «Il governo giapponese ha acquistato 56 missili a media gittata dagli Stati Uniti per fronteggiare la minaccia proveniente dalla Corea del Nord», spiega la Casa Bianca spiegando che la dotazione dei missili avanzati aria-aria a medio raggio AIM-120C-7 «servirà al Giappone a munirsi di importanti capacità di difesa per garantire la sicurezza del proprio territorio e la protezione del personale militare Usa», riporta l’Ansa. Una spesa che si avvicina attorno ai 113 milioni di dollari (circa 96 milioni di euro, ndr) che ha allertato la popolazione di fronte all’eventualità sempre più alta di un possibile attacco missilistico subito o lanciato verso la Corea del Nord. «I nuovi apparati verranno assorbiti e aggiunti alla propria dotazione senza alcuna difficoltà», spiegano le forze di Difesa giapponesi in una nota.

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