1.500 EURO PER ESTINGUERE LE MOLESTIE/ “Non posso accettare che si renda lo stalking una cosa banale”

- Eleonora D’Errico

Reato di stalking estinto con 1500 euro. Lei rifiuta ma il giudice la obbliga ad accettare, definendo la cifra congra. Lei, “Andrò da un legale, non posso accettare che si banalizzi”

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Immagini di archivio

1500 Euro per cancellare un reato. E non uno qualsiasi, ma quello di stalking. Siamo tutti senza parole, lo è ancora di più la protagonista di questa assurda vicenda, una ragazza torinese di 24 anni che si è trovata costretta a denunciare per atti persecutori un uomo di 39 anni, colpevole di averla seguita ovunque andasse, giorno e notte. Una vera persecuzione che aveva portato, come racconta Torino Today, all’arrestato dell’uomo che, dopo aver passato tre giorni in carcere, era stato liberato e rinviato a giudizio con rito abbreviato. Durante l’udienza, però, è accaduto qualcosa che non è andato giù alla giovane e che ha riaperto la questione della tutela delle vittime di questo reato: l’imputato, infatti, ha offerto 1.500 euro a risarcimento del danno. Poiché la parte lesa ha deciso di rifiutare la cifra, il gup Rosanna La Rosa, le ha imposto di accettarla, valutandola “congrua”, e ha disposto il deposito della somma su un libretto di deposito, per poi dichiarare “estinto il reato per condotta riparatoria”.

“CHE MESSAGGIO STIAMO DANDO ALLE DONNE?”

La sentenza è stata duramente criticata dalle istituzioni e ha fatto infuriare persino i sindacati di Polizia, che hanno considerato come sentenze del genere vadano a minare il lavoro delle forze dell’ordine. Ovviamente la condanna più dura è arrivata dalla stessa donna vittima di stalking, che su Repubblica ha dichiarato di essere esterrefatta per quanto successo: “È una sentenza inaccettabile, assurda. Non ci posso credere che una persona che per mesi mi ha seguita, si è appostato sotto casa mia, possa cavarsela con un risarcimento di 1500 euro”. La donna, che racconta di aver vissuto per due mesi con l’ansia di quest’uomo che la seguiva giorno e notte, anche in presenza del suo fidanzato, spiega come con lui, che abita a 300 metri da casa sua, non avesse scambiato mai una parola e di aver saputo che, dopo averla vista un giorno dal tabaccaio del paese dove vive, ha iniziato a pedinarla. La 24enne, che non si è costituita parte civile a processo e non ha nominato un avvocato perché non voleva vedere l’uomo e voleva che tutto si concludesse al più presto, ha anche annunciato che si rivolgerà a un legale. “Non voglio che una vicenda di stalking possa chiudersi semplicemente con un risarcimento economico. Che messaggio diamo alle donne? Cosa facciamo? Rendiamo lo stalking una cosa banale? No, non ci sto”.

IL REATO DI STALKING E LE CONDOTTE RIPARATORIE

Il reato di stalking è stato introdotto in Italia con una legge del 2009 e consiste nel molestare ripetutamente una persona, provocando nella vittima uno stato di ansia o di paura, costringendola a cambiare le proprie abitudini di vita. Come riporta l’Espresso, secondo uno studio Istat, del 2016, il 21,5 percento delle donne fra i 16 e i 70 anni, pari a 2 milioni e 151 mila, avrebbe subito comportamenti persecutori da parte di un ex partner nell’arco della propria vita. I dati dell’Istat parlano chiaro: il 66% delle donne afferma che già con l’ammonimento, quindi senza aprire un procedimento penale, i comportamenti persecutori cessano. Ma i frutti della norma del 2009 rischiano di essere vanificati. Con la legge di riforma del sistema penale, la cosiddetta riforma Orlando, approvata in via definitiva il 14 giugno e in vigore dal 3 agosto, nel codice penale è stato introdotto il nuovo articolo 162ter, che prevede la possibilità dell’estinzione di alcuni reati a seguito di “condotte riparatorie”, cioè del pagamento di un risarcimento in denaro. Interessati dal provvedimento sono i reati a querela remissibile, tra cui anche le forme di stalking “non gravi”.

MA QUALCOSA, FORSE, STA CAMBIANDO

Quindi, una volta presentata un’offerta di risarcimento da parte del presunto molestatore, è il giudice a valutare se la somma è congrua e può quindi decidere di estinguere il reato, anche senza il consenso della vittima. Proprio questo è successo in questo caso. Oggi, l’ufficio legislativo del ministero della Giustizia che, su direttiva del Ministro Andrea Orlando, ha depositato parere favorevole all’emendamento presentato dalla senatrice Puglisi (Pd) nell’ambito dei lavori parlamentari sulla proposta di legge a tutela degli orfani dei crimini domestici, in calendario alla commissione giustizia del Senato la prossima settimana. L’emendamento in questione va a contrastare la riforma che ha introdotto lo stalking, negli episodi meno gravi, tra i reati estinguibili con condotte riparatorie. 

L’IDEA DI UNA DONNA OLANDESE, SELFIE CON GLI STALKER

Una studentessa olandese ha trovato un modo originale per dimostrare come le molestie nei confronti delle donne siano più frequenti di quello che si pensi. Noa Jansma, come racconta HuffPost francese, ha creato un account Instagram che ha chiamato “Dear Catcallers”, ovvero cari stalker. Sulla pagina ha postato i selfie con gli uomini che, in vario modo, l’hanno molestata mentre camminava per strada. L’idea, ha spiegato alla stampa olandese, le è venuta quando un giorno era su un treno: due ragazzi l’hanno filmata facendo delle allusioni sessuali. Sotto ogni foto, la giovane riporta le parole esatte che le vengono rivolte, per fare capire che sono molte le allusioni che possono dare fastidio o spaventare le donne. In meno di un mese, l’account ha raggiunto quasi 30mila followers.

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