Terza Guerra Mondiale/ Corea del Nord, allarme da Harvard: Kim Jong-un ha armi batteriologiche

- Niccolò Magnani

Terza guerra mondiale, ultime notizie di oggi 7 ottobre 2017: crisi Corea del Nord, dopo il Premio Nobel Pace 2017 a Ican, agenzia anti-armi nucleari, le conseguenze e possibili nuovi test

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In Nord Corea (LaPresse)

La bomba atomica non è l’unica arma con la quale la Corea del Nord può scatenare una Terza guerra mondiale. Pare che il regime di Kim Jong-un abbia anche un programma per la realizzazione di armi biologiche in grado di uccidere decine di migliaia di soldati e civili: l’allarme è stato lanciato da un rapporto della società di intelligence Amplify realizzato con l’Università di Harvard. Secondo gli esperti, Pyongyang potrebbe aver sviluppato decine di agenti biologici mortali, come il batterio della peste, da usare per armare i missili balistici destinati alla Corea del Sud o verso obiettivi più lontani come gli Stati Uniti. Se caricati su missili, bombe o semplicemente dispersi nell’ambiente da un aereo, questi agenti – come riporta Il Messaggero – potrebbero provocare tante patologie pericolose, come colera, tifo, febbre gialla, vaiolo, botulismo e antrace. Il rapporto in questione si basa su dati rilevati da 840mila siti internet che contenevano il termine “armi biologiche”: di questi 23mila avevano collegamenti con la Corea del Nord. (agg. di Silvana Palazzo)

USA BLOCCA IMPORT DI PRODOTTI LAVORATI DA NORDCOREANI

Gli Stati Uniti sono pronti a bloccare import di prodotti lavorati da nordcoreani: lo riferisce la stampa internazionale, secondo cui alcune imprese americane si sono già rifiutate di accettare prodotti alimentari di aziende cinesi che impiegano dipendenti della Corea del Nord. La notizia, riportata da Agenzia Nova, arriva a pochi giorni dall’attacco dell’ambasciatore nordcoreano alle Nazioni Unite, Ja Song Nam, secondo cui gli Stati Uniti hanno imposto un “blocco economico” e hanno schierato asset nucleari in Corea del Sud per deporre il leader nordcoreano Kim Jong-un. L’ambasciatore, inoltre, ha definito «illegali e ingiustificabili» le pressioni Usa sulla comunità internazionale per nuove sanzioni a carico di Pyongyang, oltre che «un disperato tentativo di bloccare completamente la nostra economia pacifica, sconvolgendo la vita delle persone e la cooperazione umanitaria». (agg. di Silvana Palazzo)

CIA: “KIM ATTORE RAZIONALE”

Le schermaglie tra Corea del Nord e Stati Uniti d’America non tendono a placarsi e il rischio di una Terza Guerra Mondiale è reale. Giappone, Corea del Sud e Russia verrebbero coinvolte in un eventuale conflitto, anche se nelle ultime ore si è discusso molto delle reali intenzioni del dittatore nordcoreano Kim Jong-Un. Yong Suk Lee, Centro di controllo coreano della Cia, ha parlato così ai microfoni del Telegraph: “C’è una chiarezza di intenti in ciò che Kim Jong-Un ha fatto. Svegliarsi una mattina e decidere di attaccare Los Angeles con armi nucleari non è ciò che probabilmente farebbe. Kim vuole governare la Corea del Nord per lungo tempo e vuole morire pacificamente nel suo letto”. “E’ un attore razionale” la chiosa di un altro funzionario della Cia, Michael Collins. Non ci sarebbero dunque rischi imminenti, con il dittatore e militare nordcoreano al lavoro per legittimare il suo potete agli occhi del suo popolo, scongiurando così l’ipotesi di un conflitto mondiale sanguinoso. (Agg. Massimo Balsamo)

IL MONITO DI MOROZOV

La giornata di ieri sarà ricordata per tanto tempo come il “simbolo” dell’ultimatum lanciato dall’Onu in piena crisi pre-terza guerra mondiale: siamo sinceri, pensate davvero che le Nazioni Unite non abbiano davvero nessuna voce in capitolo nella scelta del premio Nobel per la Pace, il più mediatico e “simbolico” esistente tra le tante prestigiose onorificenze nei campi scientifici ed economici? Ebbene, con il Nobel andato all’Ican, la campagna per il disarmo dalle armi nucleari, l’appello della comunità internazionale contro la minaccia nucleare di Stati Uniti e Corea del Nord si è fatto consistente. Intendiamoci, sia Kim che Trump assieme ai principali attori della crisi sul Pacifico del Nobel a Ican potrebbero farsene un bel “baffo” eppure è un ennesimo capitolo nella lunga e sfibrante sfida al “dialogo” che ancora non arriva tra il folle regime di Pyongyang e gli Stati Uniti d’America. Una notizia giunta ieri sera conferma una volta di più di come questo “rapporto” richiesto da Onu, Russia e Cina ancora non è pronto ad arrivare: secondo l’agenzia russa Ria Novosti, «La Corea del Nord starebbe preparando il test di un missile a lungo raggio che si ritiene possa raggiungere la costa occidentale degli Stati Uniti». La conferma arriva anche dal membro della commissione affari istituzionali della Duma, Anton Morozov, che ha visitato Pyongyang dal 2 al 6 ottobre scorsi: «Stanno preparando nuovi test di un missile a lungo raggio. Ci hanno anche dato calcoli matematici secondo i quali ritengono che il loro missile possa colpire la costa occidentale degli Stati Uniti. Per quanto abbiamo capito, intendono lanciare un missile a lungo raggio nel prossimo futuro. E, in generale, le loro intenzioni sono abbastanza bellicose». Forse, c’è bisogno di qualcosa di ancora più forte del Nobel alla Pace…

L’ITALIA E IL MAXI-PONTE TRA USA, CINA E RUSSIA

La Corea del Nord e lo scontro mondiale con l’Occidente spaventa e non poco la Comunità Europea e la stessa Italia che all’interno dell’Onu e dell’Ue svolge da sempre un tentato ruolo di dialogo e “ponte” tra istanze opposte (anche perché non abbiamo ormai da anni una forza militare e commerciale tale da far sentire la voce “più grossa”). In una riunione ieri pomeriggio al Quirinale, il Consiglio Supremo di Difesa del nostro governo ha emesso un comunicato in cui da un lato condanna a sua volta le minacce di guerra mondiale del regime di Kim Jong-un, ma dall’altro tenta un disperato (e fragile) “ponte” tra le massime superpotenze impegnate nella crisi in Corea del Nord. «Valutando gli sviluppi della situazione coreana, i cui esiti possono essere di grande importanza per la tenuta degli equilibri internazionali e, in particolare, del trattato di non proliferazione nucleare», riporta il Consiglio Supremo di Difesa, prima di concludere con un invito alla Comunità Internazionale, «ferma condanna delle iniziative provocatorie del regime di Pyongyang, ma allo stesso tempo auspichiamo una soluzione positiva della crisi e, a tal fine, una sempre più stretta cooperazione tra Europa e USA, nonché con Cina e Russia».

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