Bambini down in passerella/ Modelli per un giorno: così imparano a piacersi e a integrarsi?

- Silvana Palazzo

Bambini down in passerella, modelli per un giorno a Madrid: anche così imparano a piacersi e a integrarsi. Le ultime notizie sull’iniziativa e sul progetto della Fondazione Garrigou 

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Bambini down in passerella (Foto: da Instagram)

I bambini down sono diventati modelli per un giorno a Madrid. In occasione della Petite Fashion Week, la settimana della moda per i più piccoli, è stata organizzata una sfilata speciale. La loro allegria ha dominato in passerella: i bambini hanno illuminato la scena con i loro sorrisi radiosi. La Fondazione spagnola Garrigou ha voluto fortemente la partecipazione dei bambini affetti dalla sindrome di down: da anni aiuta in giro per il mondo i diversamente abili. La moda comunque si è sempre rivelata particolarmente attenta nei confronti delle persone affette dalla sindrome di down, quindi ha fatto la sua parte anche stavolta, regalando una giornata diversa ai piccoli. I modelli per un giorno della Petite Fashion Week hanno sfilato, dunque, col sorriso sulle labbra, muovendosi come veri professionisti tra completi, cappottino e mazzi di fiori. Ma, cosa ancor più importante, trasmettendo la loro incredibile gioia a tutti i presenti.

LA PRIMA MODELLA AFFETTA DALLA SINDROME DI DOWN

A New York per la Fashion Week aveva sfilato in passerella Jamie Brewer, la prima modella affetta dalla sindrome di down. La 30enne americana aveva dovuto abbandonare il set per un giorno, visto che ha recitato anche nella serie tv “American horror story”, dove ha vestito i panni nei panni di Adelaide, Nan e Marjorie. Da attrice a indossatrice per un giorno… «Ho accettato di sfilare per incoraggiare le ragazze con la sindrome di down a non arrendersi e a inseguire i propri sogni. Se ce l’ho fatta io, possono farcela anche loro…», ha raccontato Jamie. A sceglierla è stata la stilista Carrie Hammer, che in passato aveva già scelto modelle con disabilità, tra cui una donna in sedia a rotelle. La mail di una mamma con la sindrome di down ha ispirato la fashion designer. «È andata meglio del previsto, ho apprezzato che durante la sfilata avessero tutti il sorriso sulle labbra», ha aggiunto la stilista.

IL PROGETTO PER L’INTEGRAZIONE E LA “NORMALIZZAZIONE”

In Spagna l’attenzione alla promozione dell’inclusione sociale delle persone affette dalla sindrome di Down è altissima. La metropolitana di Madrid, ad esempio, ha ricevuto un premio per la sua partecipazione alla diffusione della campagna di sensibilizzazione sociale per il superamento dei pregiudizi su questa condizione di disabilità. La partecipazione dei bambini down alla Petit Fashion Week di Madrid è servita anche a convincere molte famiglie di piccoli con questa sindrome a non “nascondersi”. Tra i modelli c’è Sofia, 10 anni, figlia del capo della Fondazione Garrigou che partecipa da diverso tempo anche ad alcune campagne pubblicitarie. Le griffe si stanno aprendo molto alla partecipazione di bambini con disabilità sulle passerelle e nei cataloghi. «Ora sono i brand a chiederli. Si tratta di un passo in avanti molto importante. Questo è un grande giorno per i bambini, che non vanno discriminati perché down», ha spiegato Patricia Giral, coordinatrice del progetto, a Tele Cinco. Tra l’altro questo progetto ha spinto questi bambini a piacersi di più, a sentirsi “normali”. La sfida per l’integrazione passa dunque anche da iniziative come questa.

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