Giornalisti arrestati in Venezuela: Roberto Di Matteo, Jesus Medina, Filippo Ricci, il reporter italiano con i due colleghi seguiva inchiesta su carcere di Tocoron. Cause e reazioni
Un italiano, un venezuelano e uno svizzero: purtroppo non è una barzelletta ma la triste storia che arriva dal Venezuela dove tre giornalisti sono stati arrestati mentre stavano conducendo un’inchiesta sulle carceri del Paese sotto rivolta al regime di Nicolas Maduro, in particolare quello di Tocoron. Si chiamano Roberto Di Matteo, Jesus Medina e Filippo Ricci (ticinese), e da giorni non si avevano loro notizie, tanto che si pensasse ad un ipotetico rapimento. Invece ieri sera è arrivata la conferma dell’arresto dal sito venezuelano El National che ha ripreso la fonte dell’Unione Nazionale dei Lavoratori della Stampa e dell’Organizzazione Espacio Publico, da tempo attenti osservatori dei troppi rapimenti e arresti di giornalisti stranieri e non nello Stato sotto parziale guerra civile. «Jesus Medina, Roberto Di Matteo e Filippo Rossi sarebbero accusati di aver fatto entrare attrezzature audiovisive senza autorizzazione nel carcere», spiega il sindacato su Twitter, dando notizia dell’arresto improvviso di Di Matteo e dei due colleghi appresso. L’ambasciata d’Italia a Caracas, in stretto raccordo con Roma, ha fatto sapere di essere fin dal primo momento sul caso in stretto contatto con le autorità locali: non solo, anche la Farnesina nella notte ha confermato l’arresto e l’attivazione di tutti i canali diplomatici per capire davvero cosa sia successo.
PARLA IL PAPÀ DI ROBERTO
Roberto Di Matteo è un giornalista e reporter spesso impegnato in inchieste e reportage dall’estero: ha collaborato e collabora per “Il Giornale” e “Gli Occhi della Guerra” con servizi e video dai punti più caldi in emergenza del globo. Come spiega anche il sito di TgCom 24, quel carcere di Tocoron in particolare è tristemente noto in tutto il mondo per i tantissimi episodi di violenza e per vari crimini che il governo non riesce a “spiegare” e risolvere. Per questo i tre giornalisti stavano seguendo il reportage dopo i dati raccolti dalla Sociedad Intramericana de Prensa che stima l’aumento esponenziale nel 2017 di arresti intimidatori e arbitrari contro i giornalisti e fotoreporter che provano a raccontare quanto di marcio e violento stia succedendo in quel Paese. «Il Colegio Nacional de Periodistas ha denunciato un’ondata di attacchi contro i giornalisti in particolare mentre coprivano le proteste dell’opposizione anti-chavista, tra aprile e luglio», riporta l’Ansa questa mattina. Intanto su Facebook ha parlato anche il papà di Roberto Di Matteo, preoccupato ovviamene per le sorti del figlio: «Roberto è stato fermato in Venezuela mentre stava svolgendo il suo lavoro di giornalista. È in Venezuela per realizzare un reportage sulla situazione del Paese, domani il giudice dovrebbe fissare l’eventuale udienza nel processo».
