13ENNE IRACHENO DISABILE MUORE PER MANCATA ACCOGLIENZA/ A Bolzano: notti in strada e in ricoveri di fortuna…

- Emanuela Longo

13enne iracheno muore per mancata accoglienza: è polemica a Bolzano dove le associazioni insorgono in seguito al trattamento riservato alla famiglia di profughi.

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Famiglia irachena lasciata sola a Bolzano (Facebook)

E’ una storia di emarginazione e mancata accoglienza quella di un’intera famiglia originaria di Kirkuk, poco distante da Baghdad, che giunta in Italia si è trovata a dover vivere un lutto gravissimo. Il maggiore dei figli di soli 13 anni, affetto da distrofia muscolare e costretto di una sedia a rotelle, è morto in ospedale per via di una inaudita circolare. A riportare la storia del ragazzino iracheno è SkyTg24, il quale ripercorre le tappe dell’incredibile storia con protagonista una coppia di genitori ed i loro quattro figli, rispettivamente di 13, 12, 10 e 6 anni e giunti in Italia nei giorni scorsi, dopo essersi trovati la porta sbarrata dalla Svezia, alla quale avevano chiesto protezione internazionale. Un grido di aiuto che però, anche nel nostro Paese sarebbe passato inascoltato per via di un’interpretazione del tutto discutibile della Circolare Critelli, che esclude dai beneficiari dell’accoglienza i migranti non assegnati dal ministero dell’Interno. Di fronte a tale circolare provinciale, dunque, le autorità non hanno potuto garantire all’intera famiglia del 13enne disabile un adeguato alloggio, per questo i genitori ed i loro quattro figli hanno trascorso diverse notti all’aperto prima di poter essere trasferiti di un albergo pagato dalle associazioni alle quali hanno chiesto aiuto, con il contributo di Verdi, la comunità islamica di Trento e Bolzano, Antenne Migranti e gruppo Antifa Bolzano.

LA FAMIGLIA ANCORA DA SOLA

Una condizione di forte disagio, quella vissuta dalla famiglia irachena, anche per via della situazione in cui verteva il figlio 13enne disabile. La mancanza di accoglienza e che ha portato genitori e figli a trascorrere alcune notti all’aperto o in ricoveri di fortuna potrebbe aver peggiorato anche la salute del ragazzino che lo scorso venerdì è rovinosamente caduto dalla sedia a rotelle, nel tratto di strada tra la Questura e la mensa della Caritas. La caduta gli ha provocato la frattura di entrambe le gambe. Giunto in ospedale i medici hanno riscontrato una sospetta infezione ma proprio nel bel mezzo dei controlli la febbre sarebbe salita vertiginosamente e le condizioni generali del ragazzino si sarebbero andate repentinamente aggravandosi fino alla morte, avvenuta nel reparto di Rianimazione dell’ospedale San Maurizio dove lo scorso 2 ottobre era stato già ricoverato in seguito a forti dolori e difficoltà respiratorie. Dopo la morte del 13enne, ovviamente si sono sollevate le voci delle associazioni, le quali tramite il Servizio Consulenza Profughi avevano già sollecitato le istituzioni, ribadendo la delicata situazione della famiglia di profughi. “Dalle stesse è pervenuta risposta che la famiglia, in ragione della Circolare Critelli, non poteva ricevere accoglienza”, hanno spiegato. Oggi non si sa con certezza se, con una adeguata accoglienza il ragazzino si sarebbe potuto salvare. “Le responsabilità di questa tragica vicenda sono ancora tutte da accertare”, spiegano le associazioni, ribadendo però come la famiglia, dopo il grave lutto avvenuto nella notte tra il 7 e l’8 ottobre scorso, sia stata nuovamente lasciata da sola.



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