Terza guerra mondiale/ Seul, pronta la bomba blackout: può paralizzare la rete elettrica nord coreana

Terza guerra mondiale, ultime notizie di oggi 9 ottobre 2017: Corea del Nord, la crisi e le minacce per Giappone e Usa. Trump, “Iran finanzia il nucleare di Kim Jong-un”

09.10.2017 - Niccolò Magnani
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Corea del Nord, Trump-Kim il prossimo 12 giugno (LaPresse)

Una bomba in grado di paralizzare l’intera rete elettrica nordcoreana, ma senza spargimento di sangue. Secondo il Daily Mail, per contrastare la minaccia nucleare della Corea del Nord, gli scienziati del governo di Seul hanno sviluppato una nuova arma chiamata bomba blackout. L’ordigno sudcoreano, secondo quanto sarebbe stato riferito da un portavoce militare di Seul e confermato all’agenzia Yonhap, sarebbe una bomba al grafite, un’arma capace di impedire il funzionamento degli impianti elettrici senza doverli distruggere e Seul sostiene di essere in grado di produrla in qualsiasi momento. «Tutte le tecnologie per lo sviluppo di una bomba alla grafite guidato dall’Agenzia per lo sviluppo della difesa sono state acquisite – ha detto il portavoce -. Siamo nella fase in cui possiamo costruire le bombe in qualsiasi momento». Nel frattempo, in seguito alle parole del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha affermato nel fine settimana che “solo una cosa funzionerà” nel trattare con il regime di Kim Jong-un, la Russia di Vladimir Putin, attraverso il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha chiesto moderazione per evitare “qualsiasi passo che possa peggiorare la situazione”. A stretto giro di posta, sono arrivate altre parole, durissime, di Trump. “Il nostro Paese non ha affrontato con successo la Corea del Nord per 25 anni – ha twittato il presidente Usa -, spendendo miliardi di dollari senza ottenere nulla. La politica non ha funzionato!” (agg. Eleonora D’Errico)

KIM JONG-UN: “ARMI NUCLEARI UNICA DIFESA CONTRO USA”

La Corea del Nord prosegue con lo sviluppo nucleare e missilistico: il via libera arriva da Kim Jong-un, che ignora le sanzioni dell’Onu e autorizza la nazione. Il leader del regime nordcoreano ha giustificato lo sviluppo come unico strumento di difesa contro «le minacce nucleari prolungate da parte degli Stati Uniti». Le armi nucleari sono considerate da Kim Jong-un «una preziosa presenza dovuta alla lotta sanguinosa del popolo per difendere il proprio destino e la sovranità del paese da minacce prolungate di imperialisti statunitensi». Inoltre, sono considerate dal leader della Corea del Nord «un potente deterrente che garantisce pace e sicurezza nella penisola e nel nord-est asiatico». Kim Jong-un ha dunque accusato gli Stati Uniti di voler soffocare la sovranità nordcoreana e il diritto allo sviluppo del paese. L’ultima ondata di sanzioni è stata approvata lo scorso 3 settembre dopo il sesto test nucleare nordcoreano. Per tutta risposta è stato testato un nuovo missile balistico a raggio intermedio che ha sorvolato il Giappone. «Nonostante le sanzioni, il paese ha fatto passi da gigante e l’economia nazionale è cresciuta fortemente», ha concluso Kim Jong-un, come riportato dall’Agenzia Nova. (agg. di Silvana Palazzo)

SEUL PRONTA AD “AZIONI IMMEDIATE”

Le notizie che arrivano dalla Sud Corea tramite l’agenzia Yonhap mettono sul chi va là i fari internazionali per eventuali operazioni immediate contro le prossime provocazioni della Corea del Nord: una guerra mondiale nella guerra sul Pacifico, i rischi sono ancora altissimi e Seul starebbe pensando ad azioni mirate per destabilizzare il regime di Pyongyang. «L’interlocutore dell’agenzia negli ambienti militari non ha tuttavia specificato che tipo di operazioni potrebbero essere svolte. Allo stesso tempo ha dichiarato che la Corea del Sud e gli Stati Uniti non hanno ancora trovato segnali che dimostrerebbero preparativi delle autorità nordcoreane per eventuali nuovi test nucleari e missilistici alla vigilia del 10 ottobre, giorno in cui ricorre l’anniversario della fondazione del Partito del Lavoro di Corea», rileva Sputnik News nel lancio di agenzia tradotto anche in italiano. «Molta attenzione allo sviluppo degli eventi», spiega ancora la Yonhap non spiegando però come e chi sarebbe pronto ad entrare in azione qualora Kim decidesse di lanciare altri missili. 

SENATORE REP, “TRUMP CI PORTA ALLA TERZA GUERRA MONDIALE”

Scontro, sempre più scontro in casa Repubblicani in Usa: sentite le durissime accuse del senatore Gop Bob Corker, presidente della commissione Esteri: «Trump rischia di portarci dritti verso la terza guerra mondiale». Bum. Il problema della crisi con la Corea del Nord arriva sempre più interno agli stessi Stati Uniti con il regime di Kim e la minaccia nucleare che quasi passa in secondo piano all’interno della politica americana impegnata ad attaccare le (spesso imbarazzanti, va detto) dichiarazioni trumpiane. «Trump tratta la sua carica – accusa ancora Corker – come un reality tv, come se stesse rifacendo The Apprentice, e a furia di minacciare altri paesi può trascinarci verso la terza guerra mondiale. Mi spaventa e deve spaventare chiunque abbia a cuore la nostra nazione». Lo scontro non il presidente arriva sia per le vicende Corea del Nord che per l’Iran, ha annunciato che non si presenterà alle rielezioni del 2018. Corker fa anche i nomi di chi al momento starebbe separando gli Usa dal caos nucleare, «Gli unici che ancora separano il nostro paese dal caos sono Tillerson Mattis e Kelly. E’ una vergogna che la Casa Bianca sia diventata un asilo-nido per adulti. Dove qualcuno degli addetti ha saltato il suo turno di lavoro stamattina». Insomma, la situazione non è di quelle leggere e sempre solo guardando agli Usa: se poi si guarda al Pacifico, i pensieri “positivi” diminuiscono ancora di più… 

TRUMP ATTACCA, “L’IRAN FINANZIA LA COREA”

Ancora Trump e ancora accuse, ancora Corea del Nord e ancora Iran: la teoria del presidente Usa vicino ad una terza guerra mondiale contro i due regimi di Pyongyang e Teheran, è del resto molto semplice. Secondo The Donald i soldi degli ayatollah finiscono per finanziare il nucleare nordcoreano, aggirando il loro stesso accordo siglato da Obama e dall’Ue. «Sono certo che l’Iran finanzi la Corea del Nord, sono convinto che commerci con la Corea del Nord, sono sicuro che conduca affari con la Corea del Nord, il che è assolutamente inaccettabile»: lo aveva accennato durante il discorso alle Nazioni Unite, oggi lo riporta di nuovo in maniera più diretta in una intervista al canale Usa Tvn. Le azioni dell’Iran secondo il presidente americano minano le basi dell’accordo sul nucleare siglato pochi anni fa e che per questo motivo a breve potrebbe di nuovo essere messo tutto in discussione: «l’Iran è un pessimo giocatore e dovrebbe essere trattato appropriatamente».

IL GIAPPONE CONTINUA “LA PRESSIONE”

Trump nel Pacifico si appoggia e viene sostenuto dalla Corea del Sud e in particolar modo dal Giappone, la forza più continuamente anti-Pyongyang anche perché la prima ad essere stata messa nel mirino del regime di Kim in questi mesi di test missilistici nucleari quasi tutti finiti nel Mar del Giappone. In piena campagna elettorale per le prossime elezioni del 22 ottobre che lo vedono in buon vantaggio sui rivali, ha parlato il premier Shinzo Abe e ha confermato la piena comunione d’intenti con gli Stati Uniti d’America: «Vorrei vincere le elezioni anche per mantenere la mia attuale politica nei confronti della Corea del Nord, proseguendo a esercitare una forte pressione sul regime. Inoltre continuerò con le mie forti capacità diplomatiche». Intanto è di soli pochi giorni la notizia da Tokyo sull’acquisto di ben 6 missili a media gittata dagli Stati Uniti per fronteggiare la minaccia proveniente dalla Corea del Nord. La tensione è reale e giocherà di certo un ruolo primario nelle elezioni che si aprono davanti, con il timore di possibili attacchi durante il voto per impedire l’elezione di chi ha già promesso scontro e alleanze con gli Usa anche nei prossimi mesi, proprio Abe.

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