C’E’ UN CANE AL RISTORANTE, CE NE ANDIAMO/ Lite su Facebook “hai perso 1000 euro”, “ne sono felice”

- Dario D'Angelo

Lurido cane nel ristorante: una lettera anonima di protesta alla titolare di un locale. Visto l’animale aggirarsi tra i tavoli hanno scelto un altro posto: ma è polemica per i toni usati.   

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Immagini di repertorio (foto da Pixabay)

Ognuno è libero di scegliere il locale che vuole, per celebrare questa o quella ricorrenza. Si deve partire da questo assunto prima di spiegare la polemica che sta infuriando rispetto alla lettera anonima inviata al ristorante ‘”Nonno Egidio” di Schio, colpevole di aver consentito ad un cane di girare indisturbato tra i tavoli della sala. Perché non è tanto l’opportunità o meno che quel cane – tra l’altro di proprietà dei titolari – vagasse liberamente all’interno del ristorante, quanto i toni utilizzati all’interno di una lettera anonima che ha denunciato il “fattaccio”, ad essere sotto accusa. A pubblicare la missiva sul suo profilo Facebook è stata la titolare di “Nonno Egidio”, Marta Benetti, che sui social ha pubblicato proprio la lettera incriminata, che recita:”Nonno Egidio, siamo entrati al ristorante in 3 per prenotare un addio al celibato per circa 30 ragazzi. Quando abbiamo visto il cane bastardo a pelo lungo che girava per la sala, il bar e la cucina ci siamo guardati in faccia e, senza proferire parola, siamo usciti. Abbiamo prenotato in altro locale della zona privo di luridi animali liberi di girare dove si preparano cibi e bevande. Spesa totale della serata bellissima 1040 euro, ringraziate il cagnaccio del mancato incasso. Ovviamente durante la cena abbiamo informato gli altri partecipanti del motivo che ci ha spinto a cambiare ristorante; il risultato è stato che nessuno verrà mai a mangiare da voi. Quindi perdita sicura di un centinaio di possibili clienti. BRAVI! Continuate su questa strada”.

LA REPLICA DELLA TITOLARE

Dal canto suo la titolare di Nonno Egidio va ben fiera dei aver perso dei potenziali clienti tanto insensibili nei confronti degli animali. Come riportato dall’Ansa, Marta Benetti conferma diessere addirittura incerta sulla veridicità dell’episodio raccontato in una lettera rimasta anonima:”Mi sto chiedendo anch’io se sia una storia vera oppure no perchè non ci ricordiamo di queste persone”. Quel che è certo, però, è che la bastardina esiste: si chiama Ariel e passa la maggior parte del tempo nell’appartamento sopra il locale. Soltanto raramente fa capolino al bar e le poche volte in cui si mostra è solita raccogliere l’affetto dei clienti. Chissa, forse a perderci non è stata Marta Benetti: il ristorante Nonno Egidio di Schio recupererà l’incasso grazie alla mobilitazione del popolo animalista che di certo non mancherà. Piuttosto, chi ha deciso di cambiare locale, ha forse perso un’occasione di crescita…



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