Margherita Hack era incapace?/ Badante rinviata a giudizio: la figlia della donna albanese, “Non è vero nulla”

- Emanuela Longo

Margherita Hack e la guerra in corso per l’eredità: l’ex badante rinviata a giudizio con l’accusa di circonvenzione di incapace. Dubbi sul terzo testamento di De Rosa.

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Margherita Hack (Wikipedia)
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Di Margherita Hack e della guerra all’eredità che ha portato al rinvio a giudizio della badante si è parlato oggi nel corso della nuova puntata di Pomeriggio 5. In collegamento con la trasmissione, un’associazione animalista che la scienziata aveva indicato nel suo testamento ed alla quale avrebbe voluto affidare parte del suo denaro, mai arrivato per via di un terzo testamento spuntato dopo la morte del marito di Margherita. Agli animali la Hack aveva pensato in vita ma la rappresentante dell’associazione ha ribadito di non aver visto neppure un soldo. La d’Urso ha quindi trasmesso una intervista alla figlia della badante che ha ribadito il suo dispiacere soprattutto per “l’immagine completamente diversa” che sarebbe emersa. La giovane ha infatti sottolineato il grande amore e rispetto non solo per gli animali ma anche per l’astrofisica e per il marito con i quali avevano un “rapporto meraviglioso”.  Per lei entrambi sarebbero stati un “esempio di vita”. Alla Hack sono state poi rivolte le parole di stima ed affetto così come al marito che ha cercato di “istruirla”. Quindi ha smentito le accuse nei loro confronti, “Non è vero nulla”, dice. L’intervista era stata realizzata qualche tempo fa per la trasmissione Domenica Live. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

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GUERRA PER L’EREDITÀ

Margherita Hack, prima della sua scomparsa avvenuta nel giugno 2013, aveva pensato attentamente e programmato con largo anticipo e con dovizia di particolari tutto ciò che aveva a che fare con la sua eredità. Come e soprattutto a chi lasciare i suoi averi era contenuto in un testamento studiato a tavolino e redatto due volte anche tenendo conto delle condizioni del marito Aldo De Rosa, malato di demenza senile. Ciò che però l’astrofisica tanto temeva, si è concretizzato subito dopo la sua dipartita, sotto forma di dolorosa e sotto certi aspetti ancora in corso guerra per l’eredità che vedrebbe coinvolta l’ex badante Tatiana Gjerco, la donna che per anni si è occupata non solo della Hack ma anche del marito. Come rivela Il Fatto Quotidiano, la donna ora finita in Tribunale è una sessantenne di origine albanese e che più che una badante si definiva una di famiglia, un’amica, dunque. A portare ad un’inchiesta giudiziaria nei suoi confronti, sarebbe stato però l’esito testamentario emerso dopo la morte di De Rosa e che ha portato al rinvio a giudizio dell’ex badante accusata di circonvenzione di incapace. Alla base di questa guerra sui beni della scienziata, a distanza di quattro anni dalla sua morte, una storia dolorosa nella quale ci sarebbero due differenti campane ovviamente contrapposte tra loro.

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LE ACCUSE A TATIANA GJERCO

Margherita Hack ed il marito Aldo De Rosa scomparvero a distanza di circa un anno l’una dall’altro: lei il 29 giugno 2013, lui il 26 settembre 2014. Un amore lungo una vita ma che ora è destinato a passare in secondo piano rispetto alla guerra per l’eredità attualmente in corso. A finire in Tribunale con accuse gravissime è Tatiana Gjerco, rinviata a giudizio e che avrebbe già scelto di essere giudicata con il rito abbreviato che prevede cioè uno sconto di pena in caso di condanna. Per il pubblico ministero Federico Frezza, l’allora badante avrebbe approfittato, dopo la morte dell’astrofisica, delle condizioni mentali piuttosto precarie del marito per far sì che gli intestasse la casa ed i beni della coppia, venendo meno in tal modo il testamento che già aveva predisposto la Hack prima del suo decesso. Ed invece, dopo la morte del marito emerse un foglio nel quale erano riportate le ultime volontà di De Rosa: “Desidero che dopo la mia morte tutti i miei beni vengano dati alla signora Gjerco”. I beni in questione facevano riferimento alla casa su due piani di Trieste e a 500 mila euro. La casa era stata intestata alla badante ancor prima della morte di De Rosa e secondo l’accusa la donna avrebbe approfittato delle condizioni dell’uomo, tra cui gravi perdite di memoria, per farsi intestare il patrimonio.

I DUE TESTAMENTI DELLA SCIENZIATA ED IL TERZO DEL MARITO

Il volere di Margherita Hack era del tutto differente. Due i testamenti stilati a distanza di 8 anni il primo dal secondo e nel quale assegnava 20 mila euro ciascuna a due associazioni animaliste. Il primo testamento fu scritto nel 2003 intestando i propri beni al marito Aldo, utili alle sue esigenze di cura e assistenza dopo la sua scomparsa. Nel 2011 aveva effettuato delle modifiche lasciando alla badante 100mila euro e la casa e disponendo i lasciati agli enti animalisti e ai familiari. Il terzo testamento sarebbe spuntato dopo la morte di De Rosa indicando come unica beneficiaria proprio la donna. Dopo la morte della scienziata, in una intervista a Il Piccolo Tatiana Gjerco aveva ribadito come proprio la Hack l’avesse sempre trattata come una di famiglia: “Margherita considerava me e mia figlia parte della famiglia. La conosco da quando mia figlia aveva 10 anni. Prima di entrare nella sua casa abbiamo avuto un lungo rapporto di affetto ed amicizia”, aveva detto. Quindi aveva rivelato come si stesse prendendo cura del marito malato, anche se in quegli anni venne messo in dubbio ciò. La parte lesa di questa triste guerra sarebbe il fratello di Aldo De Rosa, che non comparirebbe nel testamento.

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