SINDROMI MIELODISPLASTICHE/ Cosa sono? Pericolo leucemia per le persone colpite dalla sindrome

- Fabio Belli

Sindromi mielodisplastiche, over 70 a rischio. Senza diagnosi accurata, pericolo leucemia quando le cellule staminali del midollo osseo presentano delle alterazioni

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Ospedale (Pixabay)

Le sindromi mielodispastiche rappresentano senza dubbio un problema diagnostico importante per gli over 70, considerando che 3mila italiano ogni anni oltre i 70 anni vengono colpite da queste patologie che rappresentano un’alterazione delle cellule staminali del midollo osseo. Come riportato dall’Adnkronos, si è tenuto presso l’istituto superiore di sanità il Mds World Awarness Day, la ‘Giornata mondiale sulle sindromi mielodisplastiche’, organizzata dall’Associazione italiana dei pazienti con sindrome mielodisplastica – Aipasim Onlus. Matteo Della Porta, professore di ematologia presso Humanitas University e Humanitas Cancer Center di Milano, ha spiegato che la diagnosi ritardata rappresenta il problema maggiore in questo tipo di patologie: “La malattia si presenta con sintomi spesso molto subdoli e assolutamente poco specifici, l sintomo presente in tutti i pazienti è l’anemia, meno frequentemente associata a calo di globuli bianchi e piastrine. Il secondo aspetto è il rischio variabile di evoluzione in leucemia acuta.”

“IN ITALIA CENTRI PER LA DIAGNOSI SUL TERRITORIO”

 “Si tratta di malattie eterogenee – prosegue il dottor Della Porta – in alcuni casi il decorso è indolente e compatibile con una normale aspettativa di vita, in altri casi la malattia è molto aggressiva.” E senza un’adeguata diagnosi, anche il 30% dei casi può evolvere in una vera e propria forma di leucemia, come confermato dal dottor Della Porta: “Non tutti ricevono un adeguato inquadramento diagnostico e una caratterizzazione definitiva e certa della malattia. In circa il 70% dei casi il problema principale è l’insufficienza midollare e in questi pazienti l’obiettivo è migliorare l’anemia, dannosa per tutti i nostri organi e soprattutto per il sistema cardio circolatorio. In questo contesto negli ultimi anni si stanno affacciando dei farmaci molto importanti per il trattamento anemico.  In Italia sono nate delle reti territoriali specifiche, con l’idea di avere dei centri di riferimento per la diagnosi, percorsi terapeutici uniformi sul territorio.”

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